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Riceviamo e pubblichiamo   L’ Associazione lucana “Giustino Fortunato” è lieta di comunicare che, in occasione della collocazione del proprio...
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ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
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SALUTE Frutta di primavera   di Luigi Rezzuti   In primavera arriva la frutta “golosa”, quella che piace proprio a tutti, dai grandi ai bambini e...
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SALERNUM WINE FORUM       Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico...
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Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
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Miti napoletani di oggi.48 LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA   di Sergio Zazzera   Ogni qualvolta il discorso cada sul tema della criminalità organizzata,...
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ALLA REGGIA DI CASERTA COL TRENO REGGIA EXPRESS   di Luigi Rezzuti   Da metà gennaio del 2017, dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale parte...
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 SONETTI PER IMMAGINI di Nino Velotti   di Nicola Garofano    Verrà presentato, domenica 5 marzo a Pompei (NA) presso il Pompeilab (Via Astolelle,...
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GLI IPOCRITI

Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Gli Ipocriti AL TEATRO DIANA

 

 

Al teatro Diana, da mercoledì 27 aprile, “Gli Ipocriti” presenta Signori in carrozza!, di Andrej Longo, con Giovanni Esposito, Ernesto Lama, Paolo Sassanelli, Margherita Vicario, Marit Nissen, Ivano Schiavi, Sergio Del Prete;  piano Salvatore Cardone, violino Ruben Chaviano, chitarra Luca Giacomelli, percussioni Emanuele Pellegrini, chitarra e banjo Luca Pirozzi, contrabbasso Raffaele Toninelli. Elaborazioni musicali “Musica da Ripostiglio” – Salvatore Cardone; scene Luigi Ferrigno; costumi Moris Verdiani; coreografie Carlotta Bruni; regia Paolo Sassanelli.

Debutta al teatro Diana mercoledì 27 aprile  Signori in carrozza! di Andrej Longo. Uno straordinario viaggio musicale nel dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50.Un’occasione straordinaria! Siamo nel dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50. Un gruppo di attori meridionali viene a conoscenza del  fatto che si sta decidendo di ripristinare la linea ferroviaria denominata “La Valigia delle Indie” (India Mail), attiva tra il 1870 e il 1914.

Questo treno, postale-merci-passeggeri, partiva dalla Gran Bretagna e, attraverso Francia e Italia,  giungeva a Brindisi. Dopo 42 h e 30’, i passeggeri lasciavano il treno e si imbarcavano sul Piroscafo postale inglese, diretto a Porto Said e, dopo 17 giorni di viaggio, approdavano a Bombay.

La notizia pervenuta al gruppo di artisti è che su questo treno e sul piroscafo, i passeggeri sarebbero stati allietati da uno spettacolo di varietà. Decidono, quindi, di recarsi a Brindisi, dove sanno di poter trovare rifugio in un teatro semidistrutto dalla guerra. Giunti sul posto tentano di sistemarsi alla meglio in palcoscenico in modo da poter provare il piccolo spettacolo che avrebbero sottoposto alla compagnia ferroviaria. Grande sorpresa! Incontrano in palcoscenico quattro musicisti ed una famosa cantante-attrice che, avendo appreso la stessa notizia, erano giunti lì con il medesimo scopo. Iniziano le rivalità: ciascun gruppo è intenzionato a sfoggiare il suo repertorio, provando pezzi famosi di artisti di varietà, macchiette, canzoni, ecc… con l’intento di affermare la superiorità degli uni sugli altri. La convivenza forzata fa, però, nascere dei sentimenti e dei legami importanti e, alla fine, tutti comprendono che le differenze sono così poche e tali da poter preparare e proporre un unico spettacolo.

A tirare le fila delle loro azioni, sarà uno strano personaggio, che vive e ama quel teatro.

Parte importante dello spettacolo è la musica dal vivo, eseguita dal gruppo Musica da Ripostiglio, reduce dai grandi successi con lo spettacolo dell’anno “Servo per Due”.

Tra storia e musica

Lo spettacolo nasce dalla storia di questo treno:  “La Valigia delle Indie”

Per raggiungere le sue colonie indiane via mare, la Gran Bretagna doveva far percorrere alle proprie navi il periplo dell’Africa, doppiando il Capo di Buona Speranza, con un viaggio che durava cento giorni. Questo collegamento, noto come La Valigia delle Indie, era in principio un servizio postale. Nel 1829 le cose cambiarono allorché Thomas Waghorn, un ex ufficiale della Royal Navy, propose di passare attraverso l’Egitto ed il Mar Rosso; in tal modo per raggiungere Bombay il viaggio si sarebbe ridotto a 60 giorni.

Poiché il Canale di Suez sarà aperto solo nel 1869, questo nuovo percorso prevedeva che le navi provenienti dall’India giungessero a Suez dove merci e passeggeri trasbordavano, quindi pervenivano ad Alessandria d’Egitto, a dorso di cammello, attraverso il deserto. Qui i piroscafi della Peninsular and Oriental (P&O) salpavano, dirigendosi verso lo stretto di Gibilterra e, attraversatolo, costeggiando la penisola iberica fino allo stretto della Manica, raggiungevano Dover e si era finalmente in patria.

Dal 1839 avvenne un'ulteriore modifica del percorso: il collegamento navale fu limitato da Alessandria al porto di Marsiglia e da qui, via terra, merci e passeggeri giungevano a Boulogne. Non restava che traversare la Manica per essere in Gran Bretagna.

Con lo sviluppo ed il progresso della rete ferroviaria francese, dopo lo scalo di Malta, i piroscafi della P&O, provenienti da Alessandria d'Egitto, terminavano il loro viaggio a Marsiglia; da qui si proseguiva in treno fino a Calais, passando per Lione e Parigi.

Dopo l’Unità d’Italia, a seguito dei lavori di scavo del Canale di Suez, iniziati nel 1859, il neonato governo propose alle autorità britanniche di utilizzare per La Valigia delle Indie il percorso italiano in alternativa a quello francese, pur sapendo che la rete ferroviaria e lo stato dei porti non permettevano un utilizzo immediato delle strutture. Tuttavia, proprio nel 1862, fu comunque attivato un primo collegamento marittimo tra Ancona ed Alessandria con scalo a Brindisi, utilizzando quattro piroscafi della Società Italiana Adriatico-Orientale.

Nel 1869 la validità del percorso alternativo italiano, studiato con attenzione dagli Inglesi, mostrò i suoi vantaggi a seguito di una Valigia delle Indie supplementare che la P&O aveva messo in essere attraverso il territorio italiano, con imbarco nel porto di Brindisi ed arrivo ad Alessandria con l'impiego di una compagnia di navigazione italiana.

Fu il 25 ottobre del 1870 che la Valigia transitò ufficialmente per la prima volta attraverso la penisola con imbarco a Brindisi sul piroscafo Delta, il primo della P&O ad approdare in città. Tuttavia, anche se il Canale di Suez era stato inaugurato l’anno precedente, la Valigia faceva scalo ancora nel porto di Alessandria. Da qui, con il treno, i viaggiatori e le merci venivano trasportati a Suez, per continuare il viaggio attraverso il Mar Rosso fino a raggiungere Bombay.

Questo treno di lusso, inaugurato venerdì 18 luglio 1890, fu denominato Peninsular Express e, partito da Calais, toccava Parigi, Digione, Torino, Piacenza, Bologna, Ancona, Foggia, Bari e infine Brindisi. In realtà la cosa era nata nel 1879 quando al centro del treno postale per l’India fu attaccato un vagone letto della CIWL limitatamente alla tratta Calais - Bologna. Nel 1886 il servizio fu esteso fino a Brindisi.

Tornando al Peninsular Express, esso si inseriva nel collegamento Londra - Bombay, viaggio che veniva effettuato per treno da Londra a Dover, per battello da qui a Calais, nuovamente per treno fino a Brindisi ed infine per nave, attraverso il Canale di Suez, fino a Bombay.

Il tragitto Londra - Brindisi, secondo le pubblicità dell’epoca, era coperto in appena 45 ore. Cosa strana è che il viaggio era programmato solo per l’andata in India. La partenza era settimanale ed avveniva da Londra alle ore 3,15 del pomeriggio; alle 11 di sera si era a Parigi per poi viaggiare l’intera notte, tutto il sabato, ancora una notte per giungere alle 4 del pomeriggio della domenica a Brindisi. Dopo una sosta di sei ore ci si imbarcava per Bombay che veniva raggiunta dopo alcuni giorni di viaggio.

Nel 1897 la compagnia di navigazione P&O destinò al porto di Marsiglia i suoi grossi piroscafi, lasciando in esercizio a Brindisi solo Iris ed Osiris, due battelli più piccoli e più veloci diretti a Port Said. Nonostante il rinnovo delle convenzioni, lo scalo brindisino assumeva sempre meno importanza per la compagnia britannica, tanto che gli approdi furono ridotti da quindicinali a mensili.

Questa situazione di precarietà si protrasse fino al 1914, quando, allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo circa 40 anni, la Valigia delle Indie fu soppressa definitivamente.

(Aprile 2016)

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