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Fiori del mio campo

SEGNALIBRO

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 


Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli

 

Uomo d’altri tempi, Giovanni Baiano.

Affabile, riservato, tutto cuore e sentimento, ma anche razionale e rigoroso. Il rigore, esercitato per anni, nel lungo percorso della carriera militare, giunta all’apice, ha improntato tutta la sua vita e caratterizzato i rapporti con gli altri. Animato da viva cordialità e sensibilità nei confronti di tutti, è disponibile e generoso con gli amici.

Fiero delle sue origini contadine, mai rinnegate, ha tratto da esse quell’attaccamento alla terra tutta, e non soltanto alla sua, quella difesa ad oltranza del mondo vergine della natura, presente in ogni suo scritto, in prosa ed in poesia, in cui si è  sempre coraggiosamente battuto per un mondo -  in tutti i sensi - più sano.

Ma c’è un cuore che pulsa e batte forte, sotto la rude scorza dell’uomo, nato e cresciuto in campagna, a diretto contatto con alberi, rovi ed uccelli, e poi volato via per migrare, come rondine ( o aquila?), verso cieli lontani, portando nel becco i fiori della sua vallata, che ora ci vengono restituiti come “Fiori del mio campo.”

C’è un amore forte, sentito, per questi luoghi a lui cari, non ci stancheremo mai di ripeterlo, un amore viscerale, che sostanzia la sua poesia e che le brume del Nord, dove lo ha portato ad approdare la vita, non sono riuscite a soffocare. Questo amore riemerge ad ogni verso, specie là dove centrale  è la sua terra, quella terra che sembra non essere più la verde collina dell’infanzia, ma il centro del mondo. E queste  valli prosperose, centro del mondo e centro del suo mondo, occupano anche una posizione di primo piano nel  suo cuore e nella sua poesia. 

E accade, allora, che il ritorno alla masseria delle Cesinelle sembra configurarsi, a volte, come il ritorno di coloro che “han  bevuto profondamente ai fonti / alpestri chè sapor d’acqua natia rimanga nei cuori esuli a conforto / che lungo illuda la lor sete in via. / Rinnovato hanno verga d’avellano” Sì, anche Giovanni Baiano ha rinnovato la sua verga. Giorno dopo giorno la sua poesia muta e si ravviva di luce sempre nuova, nel variare di rime e di libri, fin qui già tanti.

Il riferimento ai poeti del passato e alle loro immagini è appena sorto spontaneo in noi, come sorge sicuramente spontaneo in chi legge il poeta Baiano

Ad un orecchio attento, infatti,  è possibile cogliere nei suoi versi l’eco lontana di tutta la tradizione classica. E tradizionale e classica, nei ritmi e nelle forme, appare la sua poesia.

La masseria delle Cesinelle, le piante secolari, i ciliegeti, le  distese di verde tra spine e rovi, gli splendidi fiori  multicolori, sembrano palpitare nelle sue rime, dando ad esse colore, calore e vita.

Animano la sua poesia la casa, i luoghi d’infanzia e taluni personaggi, indimenticabili nella loro narrazione poetica, come quella ’Ngiulinella, un concentrato di sofferenza e di sventura, che fa battere forte il nostro cuore, stringendolo in una morsa di angoscia.

Gli amori lontani che, fin dall’infanzia, hanno segnato il suo anmo, (’o primm’ammore, ’ a ’nnammuratella mia,  ’o primmo vaso) sono ricordati con viva e sentita partecipazione.

E le donne, quale posto occupano le donne nel cuore di un uomo come Giovanni Baiano, sempre galante e gentiluomo, sempre oltremodo sensibile al fascino femminile?

Anch’esse al centro del suo cuore e del suo canto, quando, fin dall ’infanzia, come attesta una sua poesia, questo cuore ha avvertito i primi palpiti d’amore. 

Le sue liriche, infatti, cantano l’amore, l’amore sognato, perduto, rimpianto, che tutto coinvolge.

I sentimenti che  ne derivano sono ricercati, ripensati e rivissuti con delicata, commossa rievocazione, nella ricca gamma di tematiche intimistiche.

Accanto ad esse trovano posto altre problematiche, come quelle “ribellioni sociali”, che conferiscono ai suoi scritti un’impronta forte e rilevante, del tutto particolare.

Al termine della lettura delle liriche e dei libri di Giovanni Baiano, ci siamo chiesti: Che cosa è mai la poesia? Moto del cuore? Bisogno di comunicare? Desiderio di colmare un vuoto? Di vincere la solitudine? Tanti e tanti altri interrogativi come questi ci possiamo porre quando leggiamo un libro di poesie e potremmo tentare tante.e tante altre risposte,

Nel caso di Giovanni Baiano la poesia è tutto questo, insieme: un mix sorprendente di cuore ed immaginazione, ma anche di ragione e ricerca dell’altro.

Il pensiero, come il cuore e l’immaginazione, vaga, infatti, qua e là, tra emozioni, ricordi, rimpianti e sembra trovar quiete e placarsi nell’espressione lirica, anche là dove essa si fa eco di tutti gli affanni di un’esistenza intensa, in cui il dolore non manca, anzi rende, talora, sofferta la sua poesia. La solitudine, le pene, il fardello degli anni gravano sul verso, rendendolo interprete di ogni nostro sentire e, soprattutto, dell’umana sofferenza. Eppure, anche allora la poesia lancia una corda di salvataggio al suo autore e lo incita a non arrendersi  al peso degli anni e di una vita intensamente vissuta (come recita una sua lirica). Lo invita ad una presa di coscienza di tutto questo per una meditazione accorata su quei valori che, soli, possono salvare l’uomo e dare un senso alla sua esistenza. Valori, cone l’amore, l’amicizia, gli affetti familiari, la difesa della natura, non possono essere ignorati e, dunque, vanno celebrati con pienezza di sentimento e grande consapevolezza.

Al riguardo, ci sia consentito rivolgere, da queste pagine, un encomio solenne ad un uomo che, da anni e per anni, ha combattuto e va combattendo una guerra coraggiosa per la difesa della sua terra e a sostegno di quei valori e di quegli ideali che traspaiono anche in questo libro, che siamo ben lieti di pubblicare.

(dalla Nota dell’Editore Marisa Pumpo Pica)

(Dicembre 2016)

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