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AUSTERITA’   di Luigi Rezzuti   Non ho vergogna ad ammettere che di politica non capisco niente e di conseguenza non sono simpatizzante di nessuna...
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DON ANTONIO CAFIERO   di Luigi Rezzuti     Don Antonio Cafiero era nato e vissuto nei Vergini, un quartiere di Napoli. Amava Napoli e il Napoli. Era...
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Al Festival Ethnoi “La Banda della Ricetta” in concerto   di Claudia Bonasi   Si è appena chiuso “Ethnoi” - Festival delle culture del mondo e delle...
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“Quello che vedo”, la webserie sull’autismo di Maurizio Casagrande, in giro per le scuole   di Marisa Pumpo Pica   La webserie “Quello che vedo”,...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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PER_FORMARE UNA COLLEZIONE   Venerdì 22 giugno alle ore 19.00 il Museo Madre inaugurerà il nuovo capitolo del progetto in progress  “Per_formare  una...
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La luce del mito   di Gabriella Pagnotta   I recenti avvenimenti, accaduti a Bardonecchia e a Mentone, hanno diviso l’opinione pubblica e hanno...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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LA SCOPERTA DELLA GROTTA AZZURA di August Kopisch   di Luigi Alviggi   Nell’estate del 1826, August Kopisch e l’amico Ernst Fries sbarcano per la...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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Articoli

La tarantina

La tarantina - L’ultimo femminiello

 

di Luigi Rezzuti

 


Fu cacciato di casa all’età di nove anni e la sua unica scuola fu il marciapiede.

Per le strade della Roma bene guadagnava poco più di centocinquanta lire e girava spesso con Fellini, che non credeva che fosse un uomo, fino a quando la Tarantina non gli fece vedere il suo membro, e ancora con Moravia, che egli definisce “un gran cafone”, con  Parisi, amico storico di Moravia, “una persona meravigliosa”, con Laura Botti “una pazza, bonariamente parlando.”

Tra gli altri suoi amici, anche Marina Ripa di Meana, “una gran bellissima donna.”

La Tarantina è stata la “musa” della scandalosa pittrice, Novella Parigini, ma posava anche per altri artisti, all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Oggi Carmelo Cosma, alias la Tarantina, l’ultimo “femminiello” rimasto, ha 82 anni, vive di una pensione minima e di “Tombolate scostumate” ai Quartieri Spagnoli di Napoli, un dedalo di vicoli e stradine, abbarbicate tra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, da sempre rifugio delle prostitute e dei “femminielli”.

Quello dei femminielli è un fenomeno particolarissimo e tutto napoletano, un fenomeno ormai al tramonto, almeno nelle forme folkloristiche del passato.

Uno degli ultimi femminielli, che potete ancora incontrare a Napoli, è proprio la Tarantina (al secolo, come si è appena detto, Carmelo Cosma, nato il 22 marzo del 1936).  Lo potete incontrare fuori alla sua abitazione, mentre sorseggia il caffè al mattino, insieme agli altri abitanti del vicolo, o mente passeggia per via Toledo, con gli amici.

Oppure capita che lo incontriate seguito da una troupe televisiva, magari straniera, incuriosita da quel che è il fenomeno dei femminielli.

Da qualche mese è possibile saperne di più sulla Tarantina, grazie ad un film documentario, realizzato dal regista Fortunato Calvino e prodotto dall’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Si tratta di un documentario, che Fortunato Calvino dedica alla vita di questo personaggio e che racconta del suo arrivo a Napoli, del suo avvio alla prostituzione, delle retate e delle botte prese dalla polizia e poi della vita a Roma, con tanti protagonisti di quei fantastici anni ’50.

Oggi la Tarantina, quasi ottantenne è una figura storico-popolare, ancora lucida e vivace nel mettere insieme le tessere della sua vita rocambolesca, dei suoi amori appassionati ma quasi mai duraturi, della sua generosa gioia di vivere.

Di lei/lui si sono interessati la scrittrice Gabriella Romano in “Tarantina e la sua “dolce vita”, un racconto/biografia della Tarantina, corredato da alcune strepitose foto di repertorio del femminiello, da giovane.

La letteratura napoletana è piena di femminielli. Basti pensare a Giuseppe Patroni Griffi, con il personaggio di Rosalinda Sprint in “Scende giù per Toledo” o ad Annibale Ruccello, con la sua Jennifer, protagonista del dramma “Le cinque rose”, fino ad arrivare ai casi recentissimi di Maurizio De Giovanni, che introduce il personaggio di Bambinella nel romanzo “Il posto di ognuno”, o di Antonella Ossorio  che, nel romanzo “La Mammana”, crea il personaggio di Lucina, femminiello e madre amorevole, coraggiosissima eroina nella Napoli feroce e popolare della metà del 1800.

Ma non solo. Tra l’altro, la Tarantina sarà al Teatro Off di Roma dal 27 al 31 marzo e dice: “Mi racconterò in tre atti: nella prima parte verrà mostrata una parte del mio documentario, girato e diretto da Fortunato Calvino, nella seconda ci sarò io, fisicamente, dove racconterò cose belle, brutte e aneddoti sulla mia vita, mentre nella terza, con il pubblico in sala farò la “Tombola scostumata”. Però – conclude – non provate a darmi della trans o gay, io sono un femminiello. Questi nomignoli, non fanno altro che generare distacco, discriminazioni e nuove e inutili etichette”.

(Marzo 2019)

Venghino signori

Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro

 

di Luigi Rezzuti

 


Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è possibile.

L’iniziativa è stata lanciata da diversi comuni italiani e sta avendo un enorme successo.

Intanto come casa si intende un rudere, fatto di mattoni e pietre, magari con camino al centro stanza, il tetto a volte, la stalla e l’aia, dove una volta scorazzavano galline e caprette.

Sono tanti i comuni, da nord a sud dell’Italia, che hanno deciso di mettere in atto un’iniziativa estremamente innovativa, per salvare questi ruderi dal rischio di distruzione e abbandono.

La vendita dei ruderi ad 1 euro avviene con alcune regole, che gli acquirenti sono obbligati a rispettare per non vedersi strappare, in seguito, la proprietà dell’immobile.

Infatti, chi acquista un rudere,  a questo prezzo, ha l’obbligo di avviare un piano di ristrutturazione che sia finalizzato alla ripresa e alla messa a nuovo del rudere.

Ogni Comune ha delle condizioni precise ma, in  generale, il senso è quello di provvedere a recuperare questi ruderi, che rischiano di diventare delle catapecchie abbandonate.

Il primo Comune in cui è stato possibile avviare quest’iniziativa  è Lecce nei Marsi, una piccola cittadina abruzzese in provincia de L’Aquila, in cui il numero dei ruderi abbandonati era piuttosto elevato.

Parecchie le richieste venute anche dall’estero in particolar modo dagli inglesi e dai tedeschi.

Il primo paese a lanciare questa iniziativa fu Salemi, Comune siciliano in provincia di Trapani, che ha pensato a questo progetto ben otto anni fa, recuperando alcuni ruderi abbandonati all’interno del centro storico e dando ad essi vita e dignità.

Sempre in Sicilia, poi, c’è un paese in cui l’iniziativa ha funzionato bene e ha portato ad assegnare ben cento ruderi.

Si tratta di Gangi, Comune in provincia di Palermo, che ha un futuro radioso davanti a sé, grazie alla ristrutturazione di questi ruderi venduti.

Gli acquirenti hanno l’obbligo di creare un piano di ristrutturazione in un periodo di tempo che va dai sei mesi ai due anni.

Questa opzione è molto conveniente per le coppie giovani in quanto possono accedere ai finanziamenti europei, che permettono di ristrutturare il rudere senza spendere un patrimonio; in generale bisogna considerare che i costi si aggirano intorno ai trentamila euro.

Oltre alle spese di ristrutturazione, gli acquirenti devono accollarsi anche tutte le spese notarili e di registrazione.

Nonostante queste spese necessarie, l’acquisto dei ruderi a un euro continua ad essere un’iniziativa che riscuote un notevole successo e che è pronta a diffondersi a macchia d’olio.

Il comune di Ollolai, in provincia di Nuoro, ha utilizzato questo metodo per combattere lo spopolamento e riportare i cittadini e i giovani a vivere all’interno del paese.

Questo comune è uno degli ultimi ad aver attuato tale iniziativa e, dopo la prima vendita al prezzo simbolico di un euro, è arrivato un gran numero di richieste per altri ruderi disponibili. E ciò permette di prevedere un futuro roseo per la cttadina sarda.

Infine a Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, i costi per la ristrutturazione sembrano abbastanza alti, ma in realtà esistono fondi e finanziamenti per la  riqualificazione energetica a cui possono accedere tutti i cittadini e che consentiranno di ridurre notevolmente il prezzo dei lavori.

(Febbraio 2019)

Anno nuovo

Anno nuovo. Tasse e adempimenti fiscali

 

di Antonio Esposito

 

Inizia un nuovo anno, buoni propositi, oroscopo, mille incognite, una sola certezza non ci abbandona mai: il Fisco ha sempre una scadenza per noi …un versamento o una dichiarazione da rendere.

Non serve essere un imprenditore per aver bisogno del commercialista, anche il privato cittadino ha tanti obblighi fiscali.

Ecco lo scadenzario di gennaio per i privati cittadini.

Entro il 10 gennaio tutti coloro che hanno bisogno di un aiuto per le faccende domestiche o di  assistenza per le persone  non autosufficienti sono tenute a versare i contributi per lavoratori domestici  e badanti, relativi al IV trimestre 2018. 

Al 16 gennaio scade il termine per il ravvedimento dell’IMU, non versata a dicembre e, anche se non riguarda proprio tutti, è opportuno segnalare che, entro la stessa data  scade anche il termine per il pagamento della Tobin Tax, la tassa sulle operazioni finanziarie, relative al mese di dicembre .

Entro il 29 gennaio possiamo pagare la sanzione ridotta e procedere  al ravvedimento ed alla presentazione “tardiva” nei termini del MOD UNICO 2018 per tutti i contribuenti e per gli eredi delle persone decedute nel 2017 o entro il 30 giugno 2018.

Dal 16 gennaio possiamo preoccuparci per elaborare il nuovo MOD ISEE  per valutare la possibilità  di  rientrare nei limiti di valore previsti per aderire al “saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali o, nell’ipotesi della rottamazione,  da richiedere entrambe  entro il 30 aprile, per fare la “pace con il Fisco”. Questo per tutti coloro che hanno qualcosa da pagare in arretrato.  

Entro il 31 gennaio possiamo esercitare l’opzione per opporci alla trasmissione telematica delle spese sanitarie, sostenute nell’anno 2018, per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Entro la stessa  data, se  proprio  odiamo la TV o se sussistono i casi previsti dalla legge, dobbiamo comunicare di non detenere alcun apparecchio televisivo in   nessuno  degli immobili in cui abbiamo in essere un contratto di fornitura di energia elettrica e per nessuno dei componenti della famiglia, per evitare che ci venga addebitato il canone TV nella fattura della fornitura di energia elettrica.

Entro fine mese è dovuto anche  il pagamento del bollo auto.

Come vedete l’anno nuovo è, per noi tutti, ancora da scoprire. Una sola certezza, però, possiamo averla: l’Agenzia delle Entrate ha sempre un pensiero per noi…

(Gennaio 2019)

I HAVE A DREAM

I HAVE A DREAM

 

di Sergio Zazzera

 

“I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di rispetto, devo dire che anch’io ho un sogno. Sicuramente più piccolo del suo, ma una proporzione fra sogni e fra sognatori deve pur esistere.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli senza auto in sosta in doppia e tripla fila, senza guardamacchine abusivi, senza veicoli che marciano contromano, con vigili che controllano tutte queste cose.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli con servizi di trasporto efficienti, dotati di personale onesto e responsabile, utilizzati da passeggeri regolarmente paganti e da giovani pronti a cedere il posto alle signore, soprattutto se anziane o incinte.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli non invasa da montagne di rifiuti gettati a caso nei cassonetti, o addirittura per terra, senza curarsi di differenziarli; da rifiuti che non stazionano per le strade, perché non ritirati dagli addetti al servizio di raccolta; con sistemi di smaltimento moderni ed efficienti, come quelli in uso altrove, anche da anni.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli, nella quale i professionisti fatturino le loro prestazioni, i commercianti emettano lo scontrino fiscale, gli ambulanti non ingombrino i marciapiedi con le loro merci.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli amministrata da politici consapevoli dell’importanza della loro funzione; una Napoli non oppressa dalla criminalità organizzata e dai suoi traffici illegali.

Sì, lo so che questo mio è destinato a rimanere soltanto un sogno, ma almeno la libertà di sognare, vi prego, lasciatemela.

(Gennaio 2019)

I PONTI DEL 2019

I PONTI DEL 2019

 

di Ilaria Rezzuti

 

Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante weekend o vacanza breve.

GENNAIO. La prima settimana dell’anno, che va da martedì 1 a domenica 6 gennaio, comprende sei giorni nei quali si può optare per la classica settimana bianca. Chi invece  preferisce qualcosa di più esotico può optare per Marrakech.

FEBBRAIO E MARZO. Questi mesi non offrono particolari opportunità di staccare dal lavoro. In mancanza di ponti e festività, si possono sfruttare i fine settimana per godere delle divertenti sfilate di Carnevale, da nord a sud del nostro paese.

APRILE. La Pasqua arriva molto tardi rispetto all’equinozio di primavera. Cade dunque domenica 21 aprile 2019, quando, almeno sulla carta, la stagione dovrebbe garantire temperature piacevoli. La vicinanza   del 25 aprile, festa della Liberazione, invoglia a prendere qualche giorno di ferie e a ritagliarsi, quindi, otto giorni di vacanza, da sabato 20 a domenica 28 aprile.

MAGGIO. Appena rientrati al lavoro è già tempo di ripartire … il 1° maggio cade di mercoledì, per cui attaccando questo giorno al successivo fine settimana si possono avere fino a cinque giorni di vacanza. Dove andare? Scegliere le isole del golfo; Capri, Ischia e Procida e iniziare a prendere la prima tintarella.

GIUGNO – LUGLIO. L’unica festa di questi mesi è quella del 2 giugno (Festa della Repubblica) che, purtroppo quest’anno cade di domenica. Niente ponte, quindi, ma i due giorni si possono sfruttare per andare al mare.

AGOSTO. Tutti al mare a mostrar le c……. chiare.

SETTEMBRE – OTTOBRE – NOVEMBRE. Non ci sono festività particolari, ma ogni fine settimana è ricco di stimoli per quanto riguarda la tradizione italiana: per due mesi ininterrotti si susseguono, in ogni regione, le sagre dei funghi porcini, del tartufo e delle castagne,. Si arriva così a novembre: la festa di Tutti i Santi, il 1° novembre, cade di venerdì. Weekend,   dunque, con tre giorni per fare un viaggetto.

DICEMBRE. L’anno si chiude, come sempre, con le  festività natalizie: si comincia l’8 dicembre (festa dell’Immacolata Concezione) che è l’ideale per visitare i mercatini di Natale. La festa più attesa è però il Natale: nel 2019  il 24, 25, 26 sono rispettivamente un  martedì, un mercoledì e un giovedì, che, con il ponte del venerdì, si possono unire al fine settimana ed avere, così, cinque giorni di festa.

(Gennaio 2019)

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