NEWS

FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA   di Luigi Rezzuti   Ormai tutti conoscono, almeno per sentito dire, il Triangolo delle...
continua...
XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa  Il riconoscimento a Massimo Gramellini     Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI...
continua...
ANNO 2017   di Luigi Rezzuti   Diciamoci la verità, stavamo aspettando tutti la fine dell’anno 2017. In molti attendevamo il 31...
continua...
QUATTRO GIORNI ALL’ELBA   di Luigi Rezzuti   Non è la trama di un film di guerra, se il lettore legge male sostituendo Elba con Alba. È semplicemente...
continua...
Napoli e Totò nel cuore della Nicolardi   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno si è svolta la manifestazione di fine...
continua...
LO SCIROPPO DEL MONACO   di Luigi Rezzuti   Era una fresca e limpida giornata di aprile e gli orologi segnavano le 13.     Un monaco, dinanzi alla...
continua...
Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Il successo dello scrittore   Il nuovo anno si apre sempre ricco di speranze, ma spesso anche sul filo...
continua...
GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
continua...
BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
continua...
La casa editrice oèdipus a Palazzo Braschi di Roma e alla Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro   Due presentazioni prestigiose per la casa editrice...
continua...

Articoli

Inquinamento marino

Inquinamento marino

 

di Luigi Rezzuti

 

Con l’avvicinarsi dell’estate si ripresenta il problema dell’inquinamento marino.

Il mar Mediterraneo rappresenta un campanello d’allarme per il suo inquinamento da microplastiche.

Secondo i dati, sono 1,2 milioni le microplastiche presenti nel Mediterraneo per chilometro quadrato, una concentrazione che è tra le più alte del mondo e che ha lo stesso livello di quelle dei grandi vortici oceanici.


Le microplastiche impattano sulla biodiversità marina. Possomo, infatti, essere ingerite dai pesci, che la scambiano per alimento, con grave danno per la salute dell’uomo, che si nutre anche di pesce.

Per quanto riguarda l’inquinamento del litorale campano, sono diciannove i luoghi che perdono punti per la balneazione e, tra questi, Giugliano e Bacoli, mentre, guarda caso, il mare è pulito solo nelle isole (Capri, Ischia e Procida), nella costiera sorrentina e in quella amalfitana.

Dopo l’allarme inquinamento della scorsa estate, che ha colpito, oltre il litorale partenopeo, la costa flegrea e quella domizia, i depuratori continuano a risultare  non funzionanti e ciò accade anche  per l’impianto di Cuma.

Ad inquinare ci sono gli scarichi abusivi delle fabbriche e la stabilizzazione della bolla africana, che ha peggiorato il clima e influito sulle acque del mediterraneo.

I rifiuti sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini e rappresentano un rischio crescente, con effetti devastanti sulla biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute.

La stragrande maggioranza dei rifiuti, trovati in spiaggia e sui fondali marini, è costituita dalla plastica e la quantità è destinata ad aumentare.

Col tempo la plastica si frammenta, senza mai dissolversi del tutto e questa polvere di plastica è un pericolo ancor più insidioso.

Discariche abusive e mancanza di depuratori  sono i responsabili dell’accumulo di rifiuti in mare, ma siamo anche noi responsabili dell’inquinamento marino abbandonando bottigliette di plastica, contenenti bevande, tappi, flaconi, buste, mozziconi di sigarette, sacchetti della spazzatura e assorbenti igienici.

A volte inquiniamo senza rendercene conto, come quando abbandoniamo quel mozzicone di sigaretta, gettato senza pensare, sepolto sotto la sabbia o gettato per terra, prima di entrare in un locale. Sono gesti, all’apparenza innocui, ma che contribuiscono all’inquinamento dell’ambiente.

A volte bastano piccoli gesti a fare la differenza.

I frammenti di plastica sono segno che molti di questi rifiuti hanno già iniziato a disgregarsi. Sui fondali, poi, si trovano anche oggetti molto isoliti come computer, televisori, telefoni, asciugacapelli, schede telefoniche, copertoni di ruote d’auto e addirittura vecchie carcasse d’auto.

E una cosa è certa: la maggior parte dei rifiuti, ritrovati sui fondali e sulle coste, è di provenienza italiana e spesso locale, come dimostrano le scritte presenti su molti oggetti rinvenuti.

(Giugno 2019)

PREVISIONI PER L’ESTATE 2019

PREVISIONI PER L’ESTATE 2019

 

di Luigi Rezzuti

 


Arrivano sempre più conferme su quella che sarà un’estate bollente, con caldo insopportabile,  caratterizzato dalla presenza costante del massiccio anticiclone africano sull’Italia, non solo nei mesi estivi di Giugno, Luglio ed Agosto, ma anche intorno alla fine del mese di Maggio.

È questa la sorprendente analisi, che emerge dallo studio dei meteorologi, i quali   confermano l’arrivo di una  stagione molto calda, a tratti da record, per cause certe, come il ritorno de “El Nino”, il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico, il minimo solare e l’aumento generale della temperatura terrestre.

Le prime masse d’aria calda, di origine desertica, arriveranno, secondo gli scienziati del clima, durante l’ultima decade di Maggio.

Si prevede una partenza estiva prematura, soprattutto nelle regioni dell’Italia peninsulare e nelle isole, anche con picchi di 30°.

Il caldo, poi, continuerà a Giugno, con un lento ma progressivo aumento termico fino a 34° -35°, non solo al sud, ma anche al centro-Nord.

Il peggio, però, arriverà tra metà luglio e poco prima di ferragosto: in questo periodo soffriremo la calura estiva con punte insopportabili, fino a 44° al sud Italia.

Al nord, invece, regnerà l’afa che non permetterà alle temperature di scendere nemmeno durante le ore notturne.

Dopo ferragosto, poi, l’attenzione è puntata sull’arrivo di fenomeni violenti per l’ingresso, da ovest e da est, di venti più freschi, che determineranno tornado, trombe d’aria, alluvioni, piogge intense con lampi e grandine.

Insomma, un’estate da record, soprattutto per la calura intensa e continua.

Questo autunno-inverno 2018 2019 si è presentato in modo insolito e strano. Abbiamo assistito a piogge superiori alle medie stagionali, soprattutto al centro sud, mentre il nord ha vissuto momenti di siccità, alternati a rovesci temporaleschi di fortissima intensità.

È caduta  la neve a bassa quota, le temperature si sono alzate e si sono abbassate da un giorno all’altro, ci sono stati venti molto forti, quindi la domanda di rito è, purtroppo, sempre la stessa: “L’autunno-inverno 2018 – 2019 sarà lo specchio della prossima estate 2019?”

Ad oggi le notizie che riguardano le previsioni meteo estate 2019, come abbiamo detto,  sono davvero preoccupanti.

Quale potrebbe essere l’andamento di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre?

Quello preannunciato è da considerare attendibile?

Il Modello Climatico Europeo ECMWF, che è uno dei più affidabili per quanto riguarda le previsioni meteo a lungo termine, prevede che la prossima estate 2019 sia caratterizzata da prolungati periodi di anticiclone africano che si dovrebbe alternare con l’anticiclone delle Azzorre, già a partire dalla seconda decade di Giugno.

Le temperature potranno superare tranquillamente i 40° e potranno verificarsi addirittura fenomeni come tornado.

Mancano poco più di quattro mesi  all’inizio della cosiddetta “bella stagione” e quasi tutti i meteorologi prevedono una estate bollente. Comunque, anche se sono in molti gli scienziati del clima a darci tali disastrose previsioni, noi restiamo in attesa, speranzosi  che esse possano migliorare notevolmente.

(Maggio 2019)

Venghino signori

Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro

 

di Luigi Rezzuti

 


Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è possibile.

L’iniziativa è stata lanciata da diversi comuni italiani e sta avendo un enorme successo.

Intanto come casa si intende un rudere, fatto di mattoni e pietre, magari con camino al centro stanza, il tetto a volte, la stalla e l’aia, dove una volta scorazzavano galline e caprette.

Sono tanti i comuni, da nord a sud dell’Italia, che hanno deciso di mettere in atto un’iniziativa estremamente innovativa, per salvare questi ruderi dal rischio di distruzione e abbandono.

La vendita dei ruderi ad 1 euro avviene con alcune regole, che gli acquirenti sono obbligati a rispettare per non vedersi strappare, in seguito, la proprietà dell’immobile.

Infatti, chi acquista un rudere,  a questo prezzo, ha l’obbligo di avviare un piano di ristrutturazione che sia finalizzato alla ripresa e alla messa a nuovo del rudere.

Ogni Comune ha delle condizioni precise ma, in  generale, il senso è quello di provvedere a recuperare questi ruderi, che rischiano di diventare delle catapecchie abbandonate.

Il primo Comune in cui è stato possibile avviare quest’iniziativa  è Lecce nei Marsi, una piccola cittadina abruzzese in provincia de L’Aquila, in cui il numero dei ruderi abbandonati era piuttosto elevato.

Parecchie le richieste venute anche dall’estero in particolar modo dagli inglesi e dai tedeschi.

Il primo paese a lanciare questa iniziativa fu Salemi, Comune siciliano in provincia di Trapani, che ha pensato a questo progetto ben otto anni fa, recuperando alcuni ruderi abbandonati all’interno del centro storico e dando ad essi vita e dignità.

Sempre in Sicilia, poi, c’è un paese in cui l’iniziativa ha funzionato bene e ha portato ad assegnare ben cento ruderi.

Si tratta di Gangi, Comune in provincia di Palermo, che ha un futuro radioso davanti a sé, grazie alla ristrutturazione di questi ruderi venduti.

Gli acquirenti hanno l’obbligo di creare un piano di ristrutturazione in un periodo di tempo che va dai sei mesi ai due anni.

Questa opzione è molto conveniente per le coppie giovani in quanto possono accedere ai finanziamenti europei, che permettono di ristrutturare il rudere senza spendere un patrimonio; in generale bisogna considerare che i costi si aggirano intorno ai trentamila euro.

Oltre alle spese di ristrutturazione, gli acquirenti devono accollarsi anche tutte le spese notarili e di registrazione.

Nonostante queste spese necessarie, l’acquisto dei ruderi a un euro continua ad essere un’iniziativa che riscuote un notevole successo e che è pronta a diffondersi a macchia d’olio.

Il comune di Ollolai, in provincia di Nuoro, ha utilizzato questo metodo per combattere lo spopolamento e riportare i cittadini e i giovani a vivere all’interno del paese.

Questo comune è uno degli ultimi ad aver attuato tale iniziativa e, dopo la prima vendita al prezzo simbolico di un euro, è arrivato un gran numero di richieste per altri ruderi disponibili. E ciò permette di prevedere un futuro roseo per la cttadina sarda.

Infine a Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, i costi per la ristrutturazione sembrano abbastanza alti, ma in realtà esistono fondi e finanziamenti per la  riqualificazione energetica a cui possono accedere tutti i cittadini e che consentiranno di ridurre notevolmente il prezzo dei lavori.

(Febbraio 2019)

La tarantina

La tarantina - L’ultimo femminiello

 

di Luigi Rezzuti

 


Fu cacciato di casa all’età di nove anni e la sua unica scuola fu il marciapiede.

Per le strade della Roma bene guadagnava poco più di centocinquanta lire e girava spesso con Fellini, che non credeva che fosse un uomo, fino a quando la Tarantina non gli fece vedere il suo membro, e ancora con Moravia, che egli definisce “un gran cafone”, con  Parisi, amico storico di Moravia, “una persona meravigliosa”, con Laura Botti “una pazza, bonariamente parlando.”

Tra gli altri suoi amici, anche Marina Ripa di Meana, “una gran bellissima donna.”

La Tarantina è stata la “musa” della scandalosa pittrice, Novella Parigini, ma posava anche per altri artisti, all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Oggi Carmelo Cosma, alias la Tarantina, l’ultimo “femminiello” rimasto, ha 82 anni, vive di una pensione minima e di “Tombolate scostumate” ai Quartieri Spagnoli di Napoli, un dedalo di vicoli e stradine, abbarbicate tra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, da sempre rifugio delle prostitute e dei “femminielli”.

Quello dei femminielli è un fenomeno particolarissimo e tutto napoletano, un fenomeno ormai al tramonto, almeno nelle forme folkloristiche del passato.

Uno degli ultimi femminielli, che potete ancora incontrare a Napoli, è proprio la Tarantina (al secolo, come si è appena detto, Carmelo Cosma, nato il 22 marzo del 1936).  Lo potete incontrare fuori alla sua abitazione, mentre sorseggia il caffè al mattino, insieme agli altri abitanti del vicolo, o mente passeggia per via Toledo, con gli amici.

Oppure capita che lo incontriate seguito da una troupe televisiva, magari straniera, incuriosita da quel che è il fenomeno dei femminielli.

Da qualche mese è possibile saperne di più sulla Tarantina, grazie ad un film documentario, realizzato dal regista Fortunato Calvino e prodotto dall’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Si tratta di un documentario, che Fortunato Calvino dedica alla vita di questo personaggio e che racconta del suo arrivo a Napoli, del suo avvio alla prostituzione, delle retate e delle botte prese dalla polizia e poi della vita a Roma, con tanti protagonisti di quei fantastici anni ’50.

Oggi la Tarantina, quasi ottantenne è una figura storico-popolare, ancora lucida e vivace nel mettere insieme le tessere della sua vita rocambolesca, dei suoi amori appassionati ma quasi mai duraturi, della sua generosa gioia di vivere.

Di lei/lui si sono interessati la scrittrice Gabriella Romano in “Tarantina e la sua “dolce vita”, un racconto/biografia della Tarantina, corredato da alcune strepitose foto di repertorio del femminiello, da giovane.

La letteratura napoletana è piena di femminielli. Basti pensare a Giuseppe Patroni Griffi, con il personaggio di Rosalinda Sprint in “Scende giù per Toledo” o ad Annibale Ruccello, con la sua Jennifer, protagonista del dramma “Le cinque rose”, fino ad arrivare ai casi recentissimi di Maurizio De Giovanni, che introduce il personaggio di Bambinella nel romanzo “Il posto di ognuno”, o di Antonella Ossorio  che, nel romanzo “La Mammana”, crea il personaggio di Lucina, femminiello e madre amorevole, coraggiosissima eroina nella Napoli feroce e popolare della metà del 1800.

Ma non solo. Tra l’altro, la Tarantina sarà al Teatro Off di Roma dal 27 al 31 marzo e dice: “Mi racconterò in tre atti: nella prima parte verrà mostrata una parte del mio documentario, girato e diretto da Fortunato Calvino, nella seconda ci sarò io, fisicamente, dove racconterò cose belle, brutte e aneddoti sulla mia vita, mentre nella terza, con il pubblico in sala farò la “Tombola scostumata”. Però – conclude – non provate a darmi della trans o gay, io sono un femminiello. Questi nomignoli, non fanno altro che generare distacco, discriminazioni e nuove e inutili etichette”.

(Marzo 2019)

I HAVE A DREAM

I HAVE A DREAM

 

di Sergio Zazzera

 

“I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di rispetto, devo dire che anch’io ho un sogno. Sicuramente più piccolo del suo, ma una proporzione fra sogni e fra sognatori deve pur esistere.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli senza auto in sosta in doppia e tripla fila, senza guardamacchine abusivi, senza veicoli che marciano contromano, con vigili che controllano tutte queste cose.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli con servizi di trasporto efficienti, dotati di personale onesto e responsabile, utilizzati da passeggeri regolarmente paganti e da giovani pronti a cedere il posto alle signore, soprattutto se anziane o incinte.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli non invasa da montagne di rifiuti gettati a caso nei cassonetti, o addirittura per terra, senza curarsi di differenziarli; da rifiuti che non stazionano per le strade, perché non ritirati dagli addetti al servizio di raccolta; con sistemi di smaltimento moderni ed efficienti, come quelli in uso altrove, anche da anni.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli, nella quale i professionisti fatturino le loro prestazioni, i commercianti emettano lo scontrino fiscale, gli ambulanti non ingombrino i marciapiedi con le loro merci.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli amministrata da politici consapevoli dell’importanza della loro funzione; una Napoli non oppressa dalla criminalità organizzata e dai suoi traffici illegali.

Sì, lo so che questo mio è destinato a rimanere soltanto un sogno, ma almeno la libertà di sognare, vi prego, lasciatemela.

(Gennaio 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen