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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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Abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi di euro   di Luigi Rezzuti   Qualche anno fa, avemmo modo di denunciare lo spreco di danaro da parte...
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Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
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MAGGIO DEI MONUMENTI   di Luigi Rezzuti   La 24° edizione del “Maggio dei Monumenti” è partita il 28 aprile per terminare il 3 giugno...
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I HAVE A DREAM   di Sergio Zazzera   “I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di...
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NAPOLI CAMPIONE D’INVERNO   di Luigi Rezzuti   Solo per la squadra del Napoli  il 2017 non ha portato sfortuna, anzi ha dimostrato che la forza dei...
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Il tempo del vino e delle rose Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli Info 081 014 5940   Domenica, 25 novembre, ore 10:30, per la Rassegna "La...
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Per Caterina De Simone Quando un poeta muore   di Marisa Pumpo Pica   Quando un nostro amico o un socio del Centro culturale Cosmopolis, vola...
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Articoli

Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo

 


L’ Associazione lucana “Giustino Fortunato” è lieta di comunicare che, in occasione della collocazione del proprio pianoforte nella Chiesa di Santa Maria del Rosario a Portamedina (nota come Chiesa di Santa Giovanna d’Arco,Via Rosario a Portamedina, 31), gentilmente concessa dall’ANIAI Campania, organizzerà l’attività musicale non solo allo Shekinà (Vomero) ma anche in questa bella chiesa barocca nel centro di Napoli.

L’inaugurazione dei concerti nella Chiesa di Santa Maria del Rosario a Portamedina si terrà Sabato 9 marzo 2019, alle ore 17, con la “Serata musicale con brani lirici e canzoni napoletane celebri”. Partecipano: Genny Riondino (soprano), Cetti Valente (soprano), Antonio De Cristofaro (baritono). Al piano Natalja Apolenskaja.

(Marzo 2019)  

Estate a Vietri sul Mare

Estate a Vietri sul Mare

 

Lunedì 16 luglio: Guglielmo Gugliemi Academic Ensemble Contemporary Jazz Project

Martedì 17 luglio: Cleopatra di StudioDanza

La Villa comunale di Vietri sul Mare continua ad essere lo scenario mozzafiato della programmazione di "Vietri Cultura". Lunedì 16 luglio il coinvolgente jazz di Guglielmo Guglielmi, che propone musiche dei più importanti autori ed interpreti del jazz contemporaneo e della tradizione, come Michael League (Snarky Puppy), Wayne Shorter, Stevie Wonder, David Foster, Cole Porter,”Dizzy” Gillespie, G.Gershwin e H. Hancock, eseguite dall'Academic Ensemble Contemporary Jazz Project. L'ensemble, diretto dal M° Guglielmo Guglielmi, docente di Musica d'insieme Jazz, è formato dagli studenti della scuola di jazz appartenenti ai corsi di I e II livello del Conservatorio di musica “G. Martucci” di Salerno. Sul palco Angelica Parisi, Rossella Rosanova, Serena Lotito, Filomena De Rosa, Carmine Granato, Marika De Luca, Antonella Durante, Angelica Cascone (voci); Antonio Baldino, Antonio Scannapieco (tromba); Federico Milone (sax contralto); Antonio Di Filippo (sax tenore); Enrico Enriquez (clarinetto); Angelo Carpentieri, Ivan Ciavarella, Luigi Orlando, Giuseppe Medaglia (chitarra elettrica); Luisa Di Donato, Andrea De Blasio (basso elettrico); Davide Cantarella, Francesco Fasarano, Cristian Rago (percussioni); Gianluca Perazzo, Alberto Emrick, Gennaro Cannavale (batteria); Casimiro Erario (pianoforte e tastiere); Raffaele Ranieri, Massimo Parisi (pianoforte). Piano e direzione a cura di Guglielmo Guglielmi.

Inizio spettacolo ore 21.00 - ingresso gratuito.

 

Martedì 17 luglio spazio alla danza con "Cleopatra", della compagnia “Studio Danza” di Maria Cardamone, che propone un viaggio tra classica e contemporanea, con nove giovani talenti che racconteranno con il corpo e il ritmo la storia della bella regina d'Egitto. Apertura con una suite tratta dal “Don Chisciotte”, ispirato al capolavoro di Miguel De Cervantes, con musica di Ludwig Minkus. Ballerini: Marianna Cioffi, Laura D'Amore, Valentina Ferraiuolo, Amira Giglio, Luigi Lambiase, Gabriella Milito, Morena Nicolao, Grazia Ragone, Anna Senatore, Maria Cardamone, ballerina professionista e insegnante, diplomata nel 1999 presso il centro “Arte Studio” di Loredana Mutalipassi, ha perfezionato la propria formazione classica e moderna presso l'American Dance Center “Alvin Halley” di New York, collezionando numerose esperienze con professionisti della danza di tutto il mondo.

Inizio spettacolo ore 21.00 – ingresso gratuito.

Info: Segreteria Organizzativa +39 392 0095047

Programma di Vietri in Scena

 

Prossimi spettacoli

 

Mercoledì 18 luglio

Orchestra da Camera Internazionale della Campania

Musiche di J. Pachelbel, A. Vivaldi, W. A. Mozart, E. Morricone, L. Bacalov J. Strauss

Flauti solisti: Filippo Staiano, Sergio Casale Direttore e solista Veaceslav Ceaicoshi

Venerdì 20 luglio

Ragazzi di oggi

Revival dei successi degli anni 70 in poi

Lunedì 23 luglio

Sonora Junior Sax

Musiche di Khachaturian, McCoy, J. De Haan, G. Puccini, J. Tieresen, Vanni, Tozzi, P. Prado,Pooh

Direttore Domenico Luciano

Martedì 24 luglio -

LE GENOVEFFE - una favola amara

Spettacolo a cura del Laboratorio di espressione teatrale di Teatri di Carta

regia di Francesco Campanile

 Venerdì 27 luglio - V

Orchestra Music Academy ''Napoli canta New York''

Un omaggio a due artisti internazionali: Frank Sinatra & Pino Daniele

Martedì 31 luglio -

(in realtà solo apparente)ⁿ liberamente tratto da: “Il povero Piero” di A. Campanile, compagnia Artenauta Teatro, drammaturgia e regia Simona Tortora

Giovedì 2 Agosto -

Orchestra Filarmonica Campana (omaggio al Maestro Giovanni Procida)

Musiche di Frederick Delius, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Joseph Haydn

Clarinetto solista Sabato Morretta direttore Giulio Marazia

(Luglio 2018)

 

The Starfish

The Starfish

 

di Nicola Garofano

 


 “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto della band, The Starfish, è nato il nuovo progetto discografico, Starfish, primo album in studio, uscito il 30 ottobre scorso, composto da nove brani inediti, scritti e arrangiati dalla stessa band campana..

L’11 novembre presso il Cafè Street 45 di Torre del Greco, Napoli (ore 21.30 - Via Alcide De Gasperi, 127), la band The Starfish ha presentato live il nuovo album rock'n'blues “Starfish”, che racconta storie di uomini, di buoni sigari, di whiskey e di cattive donne.


Nel 2016, dopo dieci anni di attività, si unisce al gruppo Luigi Panariello, in qualità di lead guitar, con la voglia di scrivere in fretta degli inediti e metterli insieme in un album.

Dopo qualche tempo, all'inizio del 2017, il quartetto di nuova formazione, Marco Sorrentino voce, Luigi Panariello chitarre, Marcello Aquino basso e Salvatore Di Casola batteria, inizia a lavorare proficuamente alla stesura dei nuovi brani. 

Le idee sono tante, così come la voglia di tradurle in musica e, dopo pochi mesi, la band va in studio per mettere tutto su traccia. 

Il risultato è Starfish pieno delle diverse influenze dei membri della band, un album che spazia dalle sonorità classiche del blues delle origini fino a quelle più moderne e dure dell'hard rock.

(Novembre 2017)

Enjoy the Void

L’intervista

 

di Marisa Pumpo Pica

 

Enjoy the Void e il suo album d’esordio “Our Garden”  

 

Si fa strada, nel panorama musicale di questi giorni, una nuova proposta artistica, quella della band Enjoy the Void, capitanata dal calabrese Sergio Bertolino. Il lancio ufficiale del loro singolo ha fatto da apripista all’omonimo album d’esordio, registrato presso gli studi dalla BAM! di  Sapri, in provincia di Salerno.


Il singolo “Our Garden”, dopo un’anteprima su Sentire Ascoltare, è ora online su Youtube.

Quale sia il significato di Enjoy The Void ci viene chiarito dagli stessi protagonisti della Band musicale e, in particolare, dal cantautore, Sergio Bertolino:           

«Nel “Gorgia” di Platone, Socrate dice che il piacere che si prova nel bere deriva dal disagio prodotto dalla sete. L’essenza del desiderio sta nella mancanza: ci alziamo dal letto, ci muoviamo, compiamo azioni perché siamo incompleti... Tutto quel che esiste si muove perché “desidera”, ossia ha una mancanza. Tale mancanza io la chiamo “Vuoto”. È grazie ad esso che desideriamo e quindi viviamo (se fossimo completi non faremmo nulla, non cercheremmo nulla, non proveremmo nulla). Perciò il Vuoto non va demonizzato o scacciato, bensì va amato e apprezzato. “Enjoy the Void” significa proprio questo».

Gli Enjoy the Void, una nuova Band, dunque, con un nuovo progetto musicale che, come si è appena detto, ruota intorno alla figura del cantante e compositore calabrese, Sergio Bertolino.

Diventati una band a tutti gli effetti dall’incontro del cantautore con i musicisti degli studi della BAM! di Sapri (SA), gli Enjoy the Void hanno da poco messo a punto un primo album omonimo, registrato, appunto presso questi studi, da Giovanni Caruso.

Ed ecco quanto ci racconta il “capitano della squadra”, Sergio Bertolino:

«L’album è nato fra Torino e Manchester: ho arrangiato quasi tutto da solo, ma i brani erano ancora da sviluppare. Tornato in Italia, sono andato a trovare un amico a Sapri (Tony, con cui già avevo suonato a Torino). Lui mi ha introdotto alla BAM! Ho fatto ascoltare le mie canzoni e sono piaciute. Da lì l’idea di registrare l’album.”     

E poi? Come si è formata la Band?

“All’inizio i membri attuali della band dovevano solo aiutarmi a registrare il disco, ma il progetto ha coinvolto tutti, ben più di quanto mi aspettassi. Si è creato entusiasmo e ne ero felice. Ed ecco ’idea di formare una band. È stato bello, è nato tutto in maniera fluida e spontanea. Con Tony Guerrieri, il bassista, ci conosciamo e suoniamo da 10 anni. Gli altri li conosco da circa 4 anni, ma ormai il rapporto è tale che li considero veri amici. Il batterista è Francesco Magaldi, i due chitarristi sono Domenico Anastasio e Giuseppe Bruno, e poi c’è Giovanni Caruso, il fonico, che si è occupato delle registrazioni dell’album, membro a tutti gli effetti degli Enjoy the Void, elemento fondamentale per il nostro sound, in grado di creare le atmosfere necessarie a valorizzarlo. Sono tutti di Sapri, tranne me, che vengo da Reggio Calabria».

Come primo estratto (per anticipare l’uscita dell’album) è stata scelta “Our garden”, una ballad rock dai toni malinconici.

Ci può fornire qualche ulteriore dettaglio per quanto concerne la musica e i testi?

«L’album è molto variegato. Ogni canzone è un mondo a sé (sia in senso musicale che testuale), ha una propria atmosfera e un arrangiamento che si adatta al contenuto, per cui non è stata per niente una scelta facile. La cosa che più c’interessava era che il primo singolo piacesse a quante più persone possibile, così abbiamo girato le 5, 6 canzoni che ci sembravano più adatte a molte persone e la maggioranza ha consigliato “Our Garden”. “Our garden” è nata a Torino, nel periodo in cui vivevo lì. In quel periodo ero innamorato di una ragazza. Non lo ero mai stato prima, né avevo mai scritto una canzone d’amore. L’ho scritta per lei: avevo voglia di misurarmi con una “ballata amorosa”. Parla di quella fase in cui l’amore è tutto e il resto non conta. È la fase idealizzante dell’amore, dove la realtà è quasi messa da parte e si vive in un universo parallelo dove ci siete solo tu e lei, e va bene così.”

Dunque, ci pare di capire che la canzone è nata in un momento in cui il cerchio si restringe e gli altri, il mondo e tutto il resto, sembrano  non esistere più.

“Proprio così e devo aggiungere che questo singolo, per quanto sia nato da una situazione realmente vissuta, parla dell’amore in senso generale, oserei dire “universale”, un discorso che può valere per tutti. Descrive un momento che tutti  abbiamo attraversato quando ci è capitato di innamorarci. Parla dell’idea secondo cui l’amore, in senso ampio, è l’unica cosa per cui valga la pena di lottare, vivere e morire». Prodotto da Bam Factory, il videoclip, presentato in anteprima esclusiva sulle pagine di SentireAscoltare, è scritto e diretto da Pasquale Dipino mentre le riprese e il montaggio sono affidati a Gianfranco Mandola e vede come protagonisti Gemma Conforti e Giovanni Caruso.

Ma a noi piacerebbe conoscere più da vicino la storia del videoclip e come si sviluppa la sua realizzazione.

«Il videoclip è nato dall’idea di non voler fare il classico video in cui la band “finge” di suonare. Per questo abbiamo pensato a un “corto musicale”, una storia che raccontasse l’atmosfera e il contenuto del pezzo, senza strumenti, senza i membri della band. L’idea di base del video è del mio amico, Pasquale Dipino, grande appassionato di cinema. Lui ha scritto lo storyboard e diretto il video, mentre le riprese e il montaggio, come ho già detto, sono di Gianfranco Mandola. Pasquale ha sempre notato un velo di malinconia nel pezzo e ha voluto giocare con il concetto di “amore ideale” e di “proiezione mentale” creando una storia in cui quello che accade non è reale ma vive solo nella mente del protagonista: rispecchia perfettamente l’atmosfera del brano, per quanto sviluppi un racconto a parte».

Complimenti, dunque, e…in bocca al lupo…        

(Aprile 2018)             

O guappo ’e cartone

’O guappo ’e cartone

 

di Luigi Rezzuti

 

 

’O guappo ’e cartone è una commedia in tre atti, scritta da Raffaele Viviani.

La prima rappresentazione risale al 1932, al Teatro Garibaldi di Padova, e non solo. Infatti fu rappresentata al Teatro Fiorentini di Napoli. Poi, sempre nella stagione 1932-1933, a Milano e, nel dopoguerra, con la regia di Vittorio Viviani, venne rappresentata a Napoli, al Teatro Mercadante, con Nino Taranto nelle vesti del protagonista.

Quindi, nel 1989, fu  rappresentata dalla compagnia teatrale  “Gli ipocriti” al Teatro Massimo di Benevento, con la regia di Armando Pugliese. Facevano parte dello staff attori come Nello Mascia, Nando Pavone,  Nuccia Fumo e tanti altri.

Nel 1993 la stessa compagnia “Gli ipocriti” presentò al Teatro Cilea di Napoli “La Trilogia di Viviani”, composta da “L’ultimo scugnizzo”, “Fatto di cronaca” e “Guappo ’e cartone”.

La rappresentazione più recente risale alla stagione teatrale 2003-2004 con la regia di C. Cerciello e con Nino D’Angelo nel ruolo del guappo.

La figura del guappo è un personaggio fisso nella sceneggiata napoletana. Infatti è rimasta legata ad una certa teatralità, tutta guascona, di fare la faccia truce, che non corrisponde, però, alla realtà (di qui la definizione di “guappo ’e cartone”.

Il guappo di cartone alza la voce e mostra i muscoli, ma è un insicuro e, al primo accenno di reazione da parte dell’altro, è pronto ad abbassare i toni e a battere in ritirata.

Nel linguaggio napoletano  guappo ’e cartone è uno che crede di essere un guappo, ovvero si dà delle arie e fa le cose come se fosse un “boss” credendo di essere chissà chi, uno che “se la tira”, insomma,  ma che, in realtà, non è nessuno.

Oggi la figura del guappo è ormai scomparsa, dopo una lunga carriera. La parola guappo (dallo spagnolo “guapo” è sparita a Napoli.

Del guappo si è scritto e cantato molto, specialmente a Napoli, tra l’800 e il ‘900 con Viviani, Di Giacomo, Ferdinando Russo etc.

Oggi la compagnia amatoriale “Cangiani”, con la regia di Lucio Monaco, porta sulle scene la commedia “’ O Guappo ’e cartone” di Raffaele Viviani al Teatro Paradiso di Cappella Cangiani.

Cosa dire della commedia? Tutti, o quasi tutti, la conoscono. Cosa dire, invece,  di questo gruppo di attori amatoriali, che si superano di volta in volta, di rappresentazione in rappresentazione, guidati con maestria dal regista Lucio Monaco?

Attori amatoriali? Sono ormai dei veri professionisti che non hanno nulla da invidiare a nessuno e potrebbero, senz’altro, calcare i teatri nazionali, come il bravo Rino Buffardi, nella parte di Vincenzino Sanguetta, il guappo di cartone, che si supera di commedia in commedia. E che dire, poi, dei notevoli progressi di  Valeria Scotti nella parte di Donna Teresa, mamma del “Guappo”, di Pina Matrisciano, donna Rachele, innamorata del Guappo e del marito tradito, Giovanni, interpretato da Italo Iovene, e ancora, di Italo Palazzeschi, nella parte di Aniello Terremoto, il secondo guappo?

A parte un plauso per Simona D’Antonio che ha recitato per la prima volta interpretando egregiamente il ruolo di fidanzata e poi di moglie di Sanguetta, riscuotendo grande successo e plauso del pubblico.

Infine, Lucio Monaco oltre che regista, si è esibito anche come attore nella parte del suocero di Sanguetta.

Bravi, veramente bravi, tutti anche quelli che non abbiamo menzionato.

Alla prossima.

(Giugno 2017)

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