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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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L’OSTERIA DEL CONTADINO   di Luigi Rezzuti   L’osteria del contadino era una semplice casupola in mezzo ai campi. Chi non la conosceva, poteva...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
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CHIUSO IL CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il calcio mercato invernale 2017. Quest’anno, a differenza delle passate...
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ANTICHI SAPORI   di Luigi Rezzuti   Con l’avvicinarsi della stagione invernale mi sono tornati alla mente gli antichi sapori di una volta, tra cui...
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4 e 7 Luglio due appuntamenti da non perdere da IOCISTO, la libreria di tutti, con Silvio Perrella e Marco Cuomo.   Due appuntamenti da non perdere da...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Le stagioni di una vita di Emilia Menini e Guido Parmegiani Cosmopolis Edizioni Napoli   Questo...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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UN VIAGGIO DI ALTRI TEMPI   di Luigi Rezzuti   Un mendicante, tutte le sere se ne andava a dormire nella stazione centrale di piazza Garibaldi a...
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Articoli

Natale alla Nicolardi

Natale alla Nicolardi tra bravura e solidarietà

 

di Annamaria Riccio

 

Come ormai è consuetudine, anche quest’anno alla scuola media “D’Ovidio Nicolardi” si è tenuta la manifestazione natalizia, poco prima delle festività che sanciscono un periodo di interruzione didattica.

Già  dall’ultima settimana di novembre è iniziata la preparazione per l’allestimento degli addobbi e degli oggetti da esporre. Ogni docente ha dato la disponibilità per consentire l’elaborazione dei manufatti durante le proprie ore. Ma la regia sapiente di alcuni professori in particolare, ha fatto sì che ancora una volta, si è respirata quella magica atmosfera che coinvolge ed emoziona.  Rosso, verde, bianco e oro, sono i colori di base per i disegni della vetrata e tutti i festoni dell’atrio, le rampe ed ogni porta, con l’immancabile albero, pieno di doni (finti) e il presepe.

Due sono stati gli appuntamenti della manifestazione, il 19 dicembre, dedicato ai genitori e il 21 per i bambini della quinta elementare appartenenti alle scuole del territorio.

La manifestazione è iniziata nell’auditorium con l’esibizione degli alunni del Coro e dell’Orchestra. Dopo gli auguri del Dirigente Scolastico, dott.ssa Valeria Tripepi, i ragazzi dell’indirizzo musicale, simpaticamente vestiti da Babbo Natale, hanno suonato brani natalizi, diretti dal prof. Lorenzo Desidery. Talenti in erba si sono esibiti nell’emiciclo e, al primo piano, l’allestimento del mercatino della solidarietà ha concluso il pomeriggio, con la vendita di oggetti di vario genere, comprese le tradizionali pigotte, il cui ricavato è destinato all’Unicef.  

È in momenti come questi che si scoprono i veri valori della vita, l’abbraccio globale che ci vede fratelli e cancella tutte le brutture del mondo. È  come se i bulli, i violenti, gli emarginati, non esistessero più. È  come se il Natale fosse l’inizio di una vita migliore, nella quale veramente crediamo, purtroppo però, solo in quegli istanti. Chi non ha mai pensato di augurare il meglio come benessere, serenità ecc ecc?   Eppure le parole non sempre corrispondono ai fatti. Negli auguri i piccoli ci credono. Forse sta proprio a noi adulti dimostrare che si può realizzare ciò che spesso rimane solo un formale auspicio. Iniziamo con un reale BUON ANNO.

(Dicembre 2018)

Il valore della formazione

Il valore della formazione

 

di Gabriella Pagnotta

 

Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla quale si chiede non solo di occuparsi di apprendimento ma anche, e forse in misura maggiore, di insegnare “a stare al mondo” e, dall’altra, di una società che “ci chiede, per esistere, di conformarci ai nuovi modelli ideali per adattarci alla nuova competizione sociale”[i]. In un clima di “attenuazione della capacità di presidio delle regole e del senso del limite”[ii]. Sono proprio gli adulti che, oggigiorno, mostrano maggiormente fatica a riconoscere la positività delle norme, vissute come ostacoli all’affermazione dei propri figli, che vengono fatti crescere nell’illusione che la soddisfazione dei propri bisogni sia l’unica cosa che conta. Svuotando le regole di senso e valore, gli altri non sono più riconosciuti nei loro bisogni e diritti, ma percepiti come avversari da battere per il trionfo di un Io onnipotente e solo, alla ricerca dell’utile e del successo, al di là di ogni limite, imposto dal reciproco rispetto. Ma è poi vero che la competizione è l'unica legge possibile per sopravvivere in questa nostra comunità? Le persone competitive e vincenti sono anche le più serene e felici? E la scuola deve per forza assecondare queste richieste da parte di una componente della nostra società per trasformare tutti i bambini in piccoli amministratori delegati? O potrebbe tentare di essere anche un luogo mite, capace di insegnare a sopravvivere anche a quei bambini che non vogliono diventare gladiatori ma persone sensibili?[iii] Queste sono alcune delle domande che Paolo Crepet si e ci pone nel suo libro Non siamo capaci di ascoltarli, in cui esorta genitori ed educatori in generale ad essere figure concrete, autorevoli, disposte al dialogo, che sappiano fissare regole e fornire modelli positivi in cui potersi identificare. Ciò che conta non è più il percorso di crescita, ma esclusivamente il risultato. Il processo, fatto di impegno, divertimento, errori, cadute, tentativi sembra non avere più alcun valore; ciò che viene sminuita è l’essenza della crescita, della scoperta delle proprie inclinazioni e debolezze, il piacere di imparare dagli altri e insieme agli altri. Ed è proprio questa ansia che fa abdicare i genitori al proprio ruolo, impedendo così la formazione del senso morale e la nascita dell’etica della comunità.

In un momento storico connotato dall’individualismo e da un uso dei media che denota un bisogno di visibilità sociale virtuale a scapito di un investimento affettivo reale, la scuola deve continuare ad essere un luogo di relazioni, di emozioni e di affettività, un luogo di esperienza e di incontro, dove ciascuno cresce attraverso l’incontro con gli altri e con le regole di una comunità che ci limitano e rafforzano. Uno spazio dove poter provare i limiti dell’essere insieme, i nostri limiti; esperienza di conoscenza, quindi, che è elemento fondamentale verso l’autonomia di giudizio. Ed è proprio la capacità di giudizio che permette di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e di ostacolare “la banalità del male”, il peggiore dei mali, sostiene la Arendt, un male senza limiti e senza radici e che proprio per questo può macchiare il mondo intero.[iv]



[i] L. De Gregorio, La società dei selfie. Narcisismo e sentimento di sé nell’epoca dello smartphone, Franco Angeli, Milano 2017, p.50

[ii] Miur, Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, settembre 2012, p.4

[iii] Cfr. P. Crepet, Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e l’adolescenza, Einaudi, Roma 2006

[iv] cfr. H. Arendt, Alcune questioni di filosofia morale, in Id., Responsabilità e giudizio, a cura di J. Kohn, trad. di D. Tarizzo, Einaudi, Torino 2004

(Novembre 2018)

AGGIORNAMENTI DAL MONDO DELLA SCUOLA

AGGIORNAMENTI  DAL MONDO DELLA SCUOLA

 

di Annamaria Riccio

 

Ce ne sono davvero tante di novità ma, saranno proprio nuove notizie, oppure trattasi di gran rumore senza ancora nulla di definito? Quello che finora è sicuro è che da qualche mese il Miur manda comunicati o fa trapelare voci su provvedimenti da adottare e bandi e decreti che interessano sia studenti che docenti. Il provvedimento, che ha avuto più risonanza, è stato quello della tutela nell’uscita dei minori da scuola, argomento che ha agitato non poco i genitori che si son visti accollare ulteriore onere nell’andare a prelevare i propri figli all’uscita dalle lezioni. Ma fatta la legge, trovato l’inganno…ed ecco che arriva la circolare di una particolare liberatoria che scagiona il tutore dalla responsabilità del prelievo. Sempre per gli studenti, gli istituti di ricerca sfornano sentenze sui dati rilevati periodicamente facendo meditare sul rendimento scolastico dei ragazzi e mettendo questa volta alla berlina gli smartphone. Eh sì, di appena pochi mesi fa il provvedimento dell’uso in classe (tra le riserve della maggior parte degli adulti, che hanno forse avuto ragione), ora ritrattato: i telefonini sono strumenti che non aiutano il problem solving, cioè il cooperare tra alunni, attestando così la mancanza di relazioni umane e restringendo sempre più il compito di risoluzione insieme. Non è finita la polemica verso il Miur, gli studenti sono scesi in piazza contro l’alternanza scuola lavoro, denunciando metodiche di sfruttamento dell’allievo, da parte delle aziende, e interventi inadeguati alla utilità dello stesso, senza ricadute future.

Settore insegnanti: bollono in pentola bandi di concorso per abilitati, non abilitati con tre anni di servizio, non abilitati senza servizio ma con necessità di 24 crediti formativi. E’ su questi crediti che c’è una grande disinformazione, dovuta proprio alla non chiarezza da parte del Miur e dalla mancanza o tardata attuazione dei corsi compensativi per l’accesso all’insegnamento. Lasciamo che ognuno si faccia l’opinione personale che ritiene più adeguata, tipo far spendere ancora tanti soldi ai precari con speranze sempre più vane e lontane, mentre la scuola si incancrenisce ulteriormente di docenti ahimè stanchi e vecchi, che vedono solo oltre un immaginario orizzonte l’epilogo di una lunga vita lavorativa.

(Novembre 2017)

LA NUOVA SCUOLA

LA NUOVA SCUOLA

 

di Annamaria Riccio

 

O meglio, la scuola che vorremmo. Il titolo, che la dice tutta sulla surroga a quella attuale, cioè la Buona Scuola, è un auspicio al miglioramento dello stato attuale, alla luce di innovazioni che potrebbero subentrare, a seguito delle recenti elezioni politiche.

La prima reazione da parte degli insegnanti è stata la soddisfazione di una bella vendetta nei confronti del governo, che ha introdotto novità non proprio apprezzabili. Questo, in particolare da parte del personale della scuola e, soprattutto, dei meridionali che, anche se immessi in ruolo, sono stati soggetti a trasferimenti in altri posti d’Italia con grandi disagi familiari. A ciò aggiungiamo il malcontento del personale di ruolo, che ancora paga lo scotto del congelamento degli scatti di anzianità e comunque, di un contratto, rinnovato “a tempo a tempo”qualche settimana prima delle elezioni. Contratto che ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. Se a questo aggiungiamo le continue comunicazioni e decreti che impongono cambiamenti continui nella didattica, verso i quali la maggior parte dei docenti si mostra contrariato, possiamo capire come può essere ben accolto un cambiamento radicale che ci riporti ad un metodo tradizionale, sia nella didattica che nel profilo degli insegnanti. Sembra un paradosso, ma al momento, in base a quelli che sono i dati emergenti, la ricaduta porta a considerare una platea scolastica sempre meno acculturata e non proprio pronta per l’inserimento nel mondo del lavoro o degli atenei. Tra gli studenti del centro sud e quelli del nord, inoltre, si allarga sempre più il divario sulle conoscenze, non certo per incapacità di alunni o insegnanti, ma di sicuro per carenza di strutture idonee, che risultano mancanti o addirittura non curate. Quale, dunque, il pensiero dei molti? Certamente quello che al ministero della Pubblica Istruzione vada una persona tecnicamente competente e sensibile ai problemi della categoria, quale che sia il colore politico. E non solo, che sia lungimirante nel  considerare  che la scuola prepara gli uomini del domani, che è giusto e doveroso dedicare un’attenzione particolare, individuando i criteri idonei perché questo possa attuarsi.

(Marzo 2018)

Napoli e Totò

Napoli e Totò nel cuore della Nicolardi

 

di Annamaria Riccio

 

Come ormai è consuetudine, anche quest’anno si è svolta la manifestazione di fine anno, che ha visto protagonisti gli alunni della scuola media D’Ovidio Nicolardi, ospitati al cinema Plaza, diventato meta frequente per la visione dei film, scelti per il progetto Cineforum. Il parterre, animato da alunni, genitori e docenti, ha potuto applaudire la fresca rappresentazione di pezzi musicali della tradizione napoletana. La tematica, spesso alla ribalta tra gli argomenti trattati con i giovani, ha immortalato il ricordo del grande Totò, del quale quest’anno abbiamo celebrato il cinquantesimo anniversario della morte. Brani classici, interpretati dall’orchestra “Futura”, prosa e poesia, nella cornice di piccoli Pulcinella, con la coreografia della tradizionale tarantella, hanno allietato i presenti. E’ intervenuto l’assessore del comune di Napoli alla pubblica istruzione, Annamaria Palmieri, che si è piacevolmente intrattenuta, esortando i ragazzi a continuare nell’attività artistica, complimentandosi anche con la Dirigente, prof. Valeria Tripepi, per il costante e proficuo impegno nell’incessante lavoro . La manifestazione è stata il prodotto di tante attività che si sono tenute e dei vari progetti che hanno toccato argomenti educativi e basilari nella formazione degli allievi.


Un momento emozionante è stato quello della premiazione dei ragazzi che si sono distinti ai Giochi Matematici indetti dalla Bocconi che, per la categoria C1, ha visto vincitori Cefalo Mario, Cefalo Matteo, Covetti Emanuele, mentre per la C2. gli alunni risultati primi sono stati Luca Lanzuise, Michelangelo Iodice e Ilaria Iovino. In particolare, questi ultimi tre hanno portato alto lo stendardo della Nicolardi piazzandosi ai primi posti nelle selezioni regionali e ugualmente bene alle gare nazionali. Il risultato del successo degli alunni e della buona riuscita delle manifestazioni lo dobbiamo anche al lavoro “occulto” dei docenti, che sanno ricavare sempre le migliori potenzialità per accrescere le competenze dei giovani utenti della scuola.

(Giugno 2017)

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