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ATTUALITA' DEL PENSIERO CRITICO DI ROCCO MONTANO (Dicembre 2017)
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IL MUGNAIO   di Luigi Rezzuti   Due fratelli, due scugnizzi napoletani, di quelli D.O.C., si erano trasferiti, insieme alle loro famiglie, in un...
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Miti napoletani di oggi.42 IL "RISANAMENTO" DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   Si è soliti dire che non tutti i mali vengono per nuocere, benché...
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Andiamo a Teatro x

Andiamo a Teatro

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena al Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno dal 28 al 30 dicembre.

Antonio Poli, il giovane tenore lirico di Viterbo, acclamato a livello internazionale soprattutto nei ruoli verdiani, torna al Teatro Verdi di Salerno (nella passata stagione aveva impersonato il ruolo di Alfredo ne “La Traviata”, uno dei suoi personaggi più apprezzati) e debutta in un ruolo che ha molto desiderato, un altro punto di arrivo nella sua ricca galleria verdiana: il Duca di Mantova in Rigoletto.

"Sono felice di tornare in questo Teatro e in questa città che amo molto. Essere diretto per la prima volta nella mia carriera dal Maestro Daniel Oren è un privilegio, ma l’intero cast di questo Rigoletto è straordinario" ha dichiarato il giovane tenore. "Sto apprezzando la regia di Riccardo Canessa e ho ritrovato un’orchestra e un coro di primissimo livello. Per il mio debutto in questo ruolo non potevo chiedere di meglio".

Antonio Poli si esibirà in due dei tre eventi previsti, il 28 dicembre per la Prima e il 30 dicembre.

 

Antonio Poli è tra i giovani tenori più apprezzati e richiesti della sua generazione. Nato a Viterbo, si perfeziona a Roma con Paola Leolini.

Nel 2010, a soli 24 anni, ha vinto il primo premio e il premio del pubblico al prestigioso Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna e, nello stesso anno, ha preso parte al Progetto Giovani Cantanti del Festival di Salisburgo. Da quel momento  la sua carriera si eleva a livelli internazionali, cantando,  tra l’altro,  nel ruolo de il Conte di Almaviva nell’opera “I due Figaro” di Mercadante, diretto da Riccardo Muti al Festival di Pentecoste a Salisburgo, al Ravenna Festival e al Teatro Real di Madrid.

In seguito è stato Alfredo al New National Theatre di Tokyo, diretto da Yves Abel, al Filarmonico di Verona e alla Fenice di Venezia; Nemorino all’Opera di Roma e al Comunale di Bologna, al Teatro Real di Madrid, alla Staatsoper di Berlino e a Graz; Fenton alla Bayerische Staatsoper di Monaco sotto la direzione di Daniel Harding, ma anche alla Scala di Milano, a Tokyo, e al San Carlo di Napoli, diretto da Pinchas Steinberg; al Festival di Glyndebourne, diretto da Mark Elder; Tamino a Bari e Venezia; Don Ottavio alla Chicago Lyric Opera, diretto da Sir Andrew Davis, alla Royal Opera House di Londra, diretto da Nicola Luisotti, alla Fenice di Venezia, Staatsoper di Amburgo e a Graz; Cassio diretto da Bertrand de Billy alla Chicago Lyric Opera e con Sir Antonio Pappano alla Royal Opera House di Londra; Ismaele diretto da Riccardo Muti a Roma e a Tokyo, Macduff, ancora sotto la direzione del M° Muti, all’Opera di Roma e al Festival di Salisburgo.

Ha cantato Le Rossignol di Stravinsky e Iolanta di Tchaikovsky in forma di concerto, diretto da Ivor Bolton al Festival di Salisburgo; la Messe solennelle di Santa Cecilia di Gounod , diretto da Bertrand de Billy al Musikverein di Vienna;  la Messa in Fa Maggiore di Schubert, diretto da Riccardo Muti a Chicago; lo Stabat Mater di Rossini, diretto da Rolf Beck al Festival Schleswig-Holstein e al Rheingau Festival e diretto da Jesus Lopez Cobos in Vaticano e al Duomo di Orvieto; il Requiem di Mozart , diretto da Sir Antony Pappano all’Accademia di Santa Cecilia di Roma; il Requiem Polacco di Penderecki ad Amburgo, diretto dallo stesso compositore; il Magnificat di Bach, che ha rappresento il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra. Infine, con programmi liederistici, ha già debuttato sia al Festival di Lucerna che alla Wigmore Hall di Londra.

Ha iniziato la stagione 2018/2019 cantando per la prima volta nel Requiem di Verdi, prima alla Konzerthaus Berlin e in seguito al San Carlo di Napoli, sempre sotto la direzione di Juraj  Valcuha. È reduce dalla trionfale tournée dell’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo (Alfredo ne La Traviata con regia di Sofia Coppola e costumi di Valentino). Ha partecipato all’inaugurazione della stagione sinfonica della Fenice di Venezia cantando nel Requiem di Verdi sotto la direzione di Myung-whun Chung. Canta per la prima volta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ne La Traviata, firmata dal regista Francesco Micheli e, infine, ora, sul finire del 2018, debutta come Duca di Mantova al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno con la direzione di Daniel Oren. Tra gli impegni del 2019 spicca il debutto, nel ruolo del titolo, ne La clemenza di Tito al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Antonio Poli ha inciso I due Figaro di Mercadante e Macbeth, sempre sotto la direzione di Riccardo Muti.

(Dicembre 2018)

I De Filippo

“I De Filippo, il mestiere in scena”. Anteprima mondiale a Napoli.

 

di Luciana Alboreto

 

Le storiche sale di Castel dell’Ovo, accolgono dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, la sontuosa mostra “I De Filippo, il mestiere in scena”, in anteprima mondiale. L’evento, sollecitato dalla stessa famiglia De Filippo, è stato favorevolmente promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con la collaborazione organizzativa del Presidente di C.O.R. (Creare, Organizzare, Realizzare). La storia del Teatro Napoletano e Nazionale non può prescindere dalla generosa eredità dei Maestri De Filippo, capaci di ritrarre e proporre, in modo sottile, erudito, ironico, ilare ed anche drammatico, le più svariate realtà della vita. Chi non si è immedesimato nelle storie di umanità, vive e veritiere, rappresentate nelle commedie dei De Filippo, rivivendo emozioni personali ed affettive? A chi non capita di sorridere al riecheggiare di battute, mai sopite, sulle solennità festive e sulla quotidianità più varia? E per questi meriti ed abilità inestimabili, l’evento vuole suggellare un filo di continuità tra il pubblico e gli eccellenti interpreti del Teatro della vita. L’itinerario di visita permette di visionare tutto il materiale, sia noto, che inedito, riguardante le scene sui palchi, attraverso un viaggio straordinario in tale mondo. Nella sala centrale, presso il Salone Italia, si rivive l’emozione di scene tratte da “Gli esami non finiscono mai”, “Natale in casa Cupiello”, “Filomena Marturano”, “Questi Fantasmi!”, “Non ti pago!”. Nelle sale superiori si possono apprezzare materiali che delineano i profili professionali e umani dei De Filippo. Altre sezioni commemorano le amicizie e gli impegni civili della famiglia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto una medaglia per il riconoscimento della levatura culturale, storica e sociale dell’evento. Per la sua pregnanza, se Eduardo potesse commentare questo omaggio della sua città, lo farebbe di certo con le sue note parole: “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”.

(Dicembre 2018)

L’ULTIMO SCUGNIZZO

“L’ULTIMO SCUGNIZZO”

 

di Luigi Rezzuti

 

“L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al Teatro Piccinni di Bari e l’anno seguente a Napoli, al Teatro Fiorentini, e poi a Milano.

La commedia fu presentata, nel 1957, da Nino Taranto, Aldo Giuffrè e Clara Biondi per la regia di Vittorio Viviani.

Nel 1986 fu interpretata dal cast di Nello Mascia, Nuccia Fumo e Isa Danieli  e fu diretta da Ugo Gregoretti.

Nel 2017 al Teatro Trianon è stata ripresa da Nino D’Angelo.

Nel 2018 è andata in scena all’Ente teatro Cronacavesuvio teatro con la regia di Gigi Savoia.

Raffaele Viviani era un autodidatta, Senza essere andato a scuola, imparò da solo a leggere e a scrivere ed è incredibile come abbia fatto a diventare uno straordinario poeta, a scrivere testi teatrali e musicali e a farsi apprezzare, oltre che per le sue composizioni, anche per le sue grandi  capacità espressive come attore. Un vero genio.

Egli è l’esempio più calzante di come, a volte, alcune persone, pur non avendo frequentato nessuna scuola, riescano a raggiungere vette altissime, per cui ci chiediamo: Se Raffaele Viviani  avesse avuto in partenza le giuste opportunità di base, dove sarebbe arrivato?

“L’ultimo scugnizzo” rappresenta a pieno la sua condizione di vita ed è quasi autobiografico. In questa commedia dominano, oltre la Rumba, la miseria e l’emarginazione.

“Ntonio, interpretato da Rino Buffardi, nella parte di uno scugnizzo che aspetta il primo figlio dalla sua fidanzata Maria Cacace, interpretata da Simona D’Antonio, decide di mettere la testa a post e riesce a trovare un impiego presso lo studio dell’avvocato Renzulli (Italo Iovine), sposato a Donna Rosa (Valeria Scotti). Il  lavoro gli darebbe la possibilità di regolarizzare la sua relazione con la fidanzata. Il giovane si dimostrerà molto esperto nel disbrigo delle più complicate pratiche legali dell’avvocato, per il quale riuscirà a risolvere anche le equivoche situazioni familiari.

La commedia, però, finisce tragicamente per la morte del nascituro che portava in grembo la fidanzata di Ntonio.

Quest’anno “L’ultimo scugnizzo”, uno dei testi più famosi del teatro di Viviani, viene portato in scena al Teatro Paradiso dall’ Associazione Teatrale Cangiani e tocca la maggiore intensità nella Rumba, eseguita alla chitarra da Giovanni Leonetti, che riesce a creare suggestioni davvero singolari:

Chesta è a Rumba d’è scugnizze

Ca s’abballa a tutte pizze

Truove ‘e dame ‘mpizze ‘mpizze

Ca te fanno duie carizze

Si te fa passà ‘e vernizze

Strette ‘e mane, vase e frizze……

Ottima l’interpretazione di questo gruppo di collaudati attori, guidati dal regista Lucio Monaco.

Anche questa volta, come nelle precedenti esibizioni,  hanno superato se stessi. Tutti veramente bravi, da Italo Iovene a Rino Buffardi, da Valeria Scotti a Simona D’Antonio, da Pina Matrisciano a Italo Palazzeschi, insieme agli altri, compresi gli esordienti come Corrado Rodriquez.

(Luglio 2018)

MUTAVERSO TEATRO

MUTAVERSO TEATRO

 

Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di presentazione della IV Stagione Mutaverso Teatro, ideata e diretta da Vincenzo Albano di Erre Teatro. Alla conferenza stampa prenderanno parte il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Salerno, Ermanno Guerra e il consigliere Rocco Galdi, vicepresidente della Commissione Cultura.

(Novembre 2018)

'Nta ll'aria

Andiamo a Teatro

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

In uno dei nostri precedenti trafiletti, ci eravamo ripromessi, parlando delle iniziative di Mutaverso Teatro di seguirne il percorso attraverso alcune sue tappe. Quella a cui oggi facciamo riferimento ci sembra una delle più valide per tematica, struttura e problematiche allusioni semantiche.

'Nta ll'aria. La compagnia Teatro Pubblico Incanto - venerdì 23 marzo alla stagione Mutaverso Teatro.

Dal profondo sud è arrivato all'Auditorium Centro Sociale di Salerno

 (via R. Cantarella 22, Salerno - quartiere Pastena)

,nell'ambito della stagione Mutaverso Teatro, diretta da Vincenzo Albano, venerdì 23 marzo alle ore 21, lo spettacolo “'Nta ll'aria”, della compagnia Teatro Pubblico Incanto. Autore Tino Caspanello, che ne cura anche regia e scena. Sul palco Cinzia Muscolino, Tino Calabrò, Alessio Bonaffini.

La scena: due operai, un balcone da dipingere,

La trama: parole senza peso per fare scorrere il tempo. E potrebbe essere l’eternità, così, per sempre. Invece è proprio il tempo, con i suoi sentimenti inespressi, la sua logica, le sue contraddizioni. E, con il tempo, l’altro grande protagonista: l’essere umano, che si dibatte fra le sue certezze e affronta ogni difficoltà: la sete, la fame, la solitudine.

“Potrebbe essere così, per sempre, se non arrivasse qualcuno che è fuori dal disegno, fuori dalla perfezione, qualcuno che non sa dove andare, perché trovare un posto, nel cuore, è ormai quasi impossibile; qualcuno che però ha molto da offrire, tra un caffè e l’altro, tra un bicchiere di vino e un sogno rubato all’immaginazione; qualcuno che ancora guarda il mondo e lo ascolta, oltre i suoi rumori, oltre il suono delle sue parole, per scoprirne i segreti che viaggiano sotto la sua pelle.”

'Nta ll'aria è una riflessione sui condizionamenti che, troppo spesso, ci impediscono di accettare l’altro, il diverso da noi, fino ad arrivare al rifiuto. Solo per paura, perché nella diversità dell’altro crediamo si nasconda  una minaccia alla nostra presunta normalità.

Tino Caspanello, classe 1960. Nel 1993 fonda l’Associazione Culturale Solaris – Compagnia Teatro Pubblico Incanto, con cui allestisce e interpreta più di 30 spettacoli di autori quali Eduardo De Filippo, Jacopone da Todi, Shakespeare, Pirandello, Albee, Melville, Consolo, Wilcock. Parallelamente, inizia la sua attività di drammaturgo: sulle sue opere si apre il sipario anche dei teatri di Marsiglia, Lione, Tolosa, Strasburgo e Parigi. Nel 2011 è ospite del Troisième Bureau di Grenoble al Festival Regards Croisés, durante il quale viene presentato in francese A l’air libre ('Nta ll’aria). Nel 2014 il suo testo Quadri di una rivoluzione ha ricevuto il Palmarès Eurodram presso la Maison d’Europe et d’Orient di Parigi.

Inizio spettacoli ore 21.00 - Biglietto intero: 12 euro - Biglietto ridotto: 9 euro* - Carnet completo 8 spettacoli: 70 euro - Possibilità di acquisto tramite carta del docente - Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | 329 4022021 | 348 0741007 | pagina facebook erreteatro.

* La riduzione è riservata agli spettatori under 25 e over 65; studenti universitari (previa esibizione carta studenti); tesserati Arci, Informagiovani Salerno, Rete dei giovani per Salerno (previa esibizione tessera); gruppi di minimo 5 persone (previa prenotazione); operatori e allievi dei laboratori teatrali di Salerno e provincia; possessori di abbonamento al Cineforum Fatima (previa esibizione abbonamento).

(Marzo 2018)

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