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Per grazia non ricevuta   di Antonio La Gala   Non desta meraviglia (non perché non la dovrebbe destare, ma solo perché vi ci siamo abituati) la...
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L’altra faccia della medaglia   di Romano Rizzo   In questa rubrica cercheremo di presentarvi, di alcuni poeti, un lato poco conosciuto.   Gennaro...
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Un  nonno con la “fissa” per la caccia   di Luigi Rezzuti   Il  nonno di Marco aveva una sola grande passione, un solo grande capriccio, andare a...
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Come fu creata Eva   di Luigi Rezzuti     Fu tutta colpa della depressione di Adamo, il quale, non essendo contento di trovarsi nel Paradiso...
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Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Al Teatro Trianon Viviani di Napoli Zappatore Tiziana De Giacomo in scena con Francesco Merola - Regia...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Napoli 3,0 Sguardi sulla città di Mariacarla Rubinacci Biblioteca dei Leoni, Castelvetrano Veneto,...
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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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“ULTIMO TOCCO”   Mercoledì 23 marzo 2016, alle ore 18, nella sede della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 - Napoli - I piano, aula 11),...
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Articoli

QUANDO A NAPOLI CADEVANO LE BOMBE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Quando a Napoli cadevano le bombe

 

Lo spettacolo “Quando a Napoli cadevano le bombe”, ideato, scritto e diretto dal Maestro Aldo De Gioia, è andato in scena martedì 11 giugno 2019 nella prestigiosa Aula Magna dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, in collaborazione con la Fondazione, Sezione Provinciale di Napoli, in via Armando Diaz 58 – Napoli.


Uno spettacolo forte, segnato da un notevole successo di critica e di pubblico, fa rivivere le tragiche ore vissute dai napoletani durante l’ultima guerra. L’opera, evento culturale di rilievo, porta in scena la realtà di un triste periodo, che vide la meravigliosa Città di Napoli martoriata dagli eventi bellici. Non mancarono, in quegli anni dolorosi, sofferenze, privazioni, paure, sacrifici, morti innocenti e distruzioni, anche di patrimoni d’arte. Il lavoro, che riporta i più anziani a tristi ricordi, è utile testimonianza per i più giovani, che hanno avuto la fortuna di non vivere quel periodo, e ricorda a tuttti noi che le guerre sono sempre una rovina, sia per i vincitori che per i vinti.

Direzione e supporto di scena: Enzo Aita, Ciro Ammendola, Davide Guida.

(Giugno 2019)

Cantare alle ossa

Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Cantare alle ossa” è l’ultimo appuntamento che, venerdì 24 maggio, alle ore 21, al Teatro Diana di Nocera Inferiore, chiude la rassegna di Artenauta Teatro “L’Essere & l’Umano”, giunta alla V Edizione.

 

La rappresentazione, ideata da Simona Tortora, che ne cura la direzione artistica, firmandone sia la regia che la drammaturgia, viene messa in scena in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano. Organizzazione a cura di Giuseppe Citarella. Disegno e luci di Giuseppe Petti.

Colpisce sicuramente il titolo della piece per l’audace accostamento di due termini, molto diversi fra loro, “Cantare alle ossa”, dove il verbo cantare evoca musica, suono, poesia, dunque sogno. La parola ossa, invece, conferisce al contesto un tono lugubre, di inesorabile realtà, in netta opposizione con il sogno. Sta a ricordarci la fragilità della vita e l’irrevocabile  destino dell’uomo, la sua parabola finale, che si conclude con la morte e, di qui, con essa, la distruzione del corpo e il suo inevitabile ridursi in un mucchio di ossa.

Un invito a riflettere sull’umanità perduta dei tempi attuali, certamente, ma anche il prospettarsi di una possibilità, quella di individuare una via di uscita per non perdere la speranza. E in tale ottica, la parola “ossa” perde ogni tonalità lugubre e cruda per diventare metafora della speranza e della salvezza, ai fini della realizzazione di una palingenesi umana, saremmo tentati di dire, sempre che il termine non appaia troppo audace.

Così Simona Tortora nelle note di regia:

“Sono tempi in cui, come persone, stiamo dando il peggio di noi stessi: nei confronti dei nostri simili, degli animali e della natura. Seminiamo odio, arroganza, ignoranza, violenza, razzismo. Giorno per giorno vediamo sbiadire la poesia, l’amore, la speranza; l’umanità stessa sta spegnendosi a vantaggio di un surrogato incurante dei disastri che va combinando, con un’opera di inquinamento del nostro presente che oramai ha rinunciato a costruirsi il futuro. Abbiamo bisogno di ritrovare l’antica forza luminosa che è dentro di noi. Quello che di noi resisterà, oltre la vita, sono le ossa. Allora è da quella forza indistruttibile che bisogna partire. In un racconto della Pinkola Estés, la Loba, che si occupa di chi si è perduto, vive in un luogo nascosto dell’anima. Tutti la conoscono ma pochi l’hanno vista. Suo compito è raccogliere le ossa. La sua specialità sono i lupi. Quando ne ha riunito lo scheletro si leva sulla creatura e inizia a cantare. Allora le ossa si ricoprono di carne e di peli. La Loba canta ed il lupo torna in vita. Dunque, sta ad ognuno di noi ritrovare il proprio mucchietto di ossa abbandonate, per rinnovare la loro forza, vitale e indistruttibile. Cantare alle ossa è un lavoro sul corpo e sulla voce, è tornare alla memoria antica, ritrovare poeti e sognatori, uomini simili a santi e santi, folli e artisti. Un canto poetico, un amore più ampio, non solo verso noi stessi, ma che si proietta sull’altro, sulla natura, sulla necessità di salvarsi dalle parole inutili”.

 

Biglietto intero 10 euro – ridotto 8 euro.

Riduzioni rivolte a under 18 e over 65

Orario botteghino: Lun / Sab dalle 18 alle 21

(Maggio 2019)

I De Filippo

“I De Filippo, il mestiere in scena”. Anteprima mondiale a Napoli.

 

di Luciana Alboreto

 

Le storiche sale di Castel dell’Ovo, accolgono dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, la sontuosa mostra “I De Filippo, il mestiere in scena”, in anteprima mondiale. L’evento, sollecitato dalla stessa famiglia De Filippo, è stato favorevolmente promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con la collaborazione organizzativa del Presidente di C.O.R. (Creare, Organizzare, Realizzare). La storia del Teatro Napoletano e Nazionale non può prescindere dalla generosa eredità dei Maestri De Filippo, capaci di ritrarre e proporre, in modo sottile, erudito, ironico, ilare ed anche drammatico, le più svariate realtà della vita. Chi non si è immedesimato nelle storie di umanità, vive e veritiere, rappresentate nelle commedie dei De Filippo, rivivendo emozioni personali ed affettive? A chi non capita di sorridere al riecheggiare di battute, mai sopite, sulle solennità festive e sulla quotidianità più varia? E per questi meriti ed abilità inestimabili, l’evento vuole suggellare un filo di continuità tra il pubblico e gli eccellenti interpreti del Teatro della vita. L’itinerario di visita permette di visionare tutto il materiale, sia noto, che inedito, riguardante le scene sui palchi, attraverso un viaggio straordinario in tale mondo. Nella sala centrale, presso il Salone Italia, si rivive l’emozione di scene tratte da “Gli esami non finiscono mai”, “Natale in casa Cupiello”, “Filomena Marturano”, “Questi Fantasmi!”, “Non ti pago!”. Nelle sale superiori si possono apprezzare materiali che delineano i profili professionali e umani dei De Filippo. Altre sezioni commemorano le amicizie e gli impegni civili della famiglia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto una medaglia per il riconoscimento della levatura culturale, storica e sociale dell’evento. Per la sua pregnanza, se Eduardo potesse commentare questo omaggio della sua città, lo farebbe di certo con le sue note parole: “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”.

(Dicembre 2018)

Andiamo a Teatro x

Andiamo a Teatro

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena al Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno dal 28 al 30 dicembre.

Antonio Poli, il giovane tenore lirico di Viterbo, acclamato a livello internazionale soprattutto nei ruoli verdiani, torna al Teatro Verdi di Salerno (nella passata stagione aveva impersonato il ruolo di Alfredo ne “La Traviata”, uno dei suoi personaggi più apprezzati) e debutta in un ruolo che ha molto desiderato, un altro punto di arrivo nella sua ricca galleria verdiana: il Duca di Mantova in Rigoletto.

"Sono felice di tornare in questo Teatro e in questa città che amo molto. Essere diretto per la prima volta nella mia carriera dal Maestro Daniel Oren è un privilegio, ma l’intero cast di questo Rigoletto è straordinario" ha dichiarato il giovane tenore. "Sto apprezzando la regia di Riccardo Canessa e ho ritrovato un’orchestra e un coro di primissimo livello. Per il mio debutto in questo ruolo non potevo chiedere di meglio".

Antonio Poli si esibirà in due dei tre eventi previsti, il 28 dicembre per la Prima e il 30 dicembre.

 

Antonio Poli è tra i giovani tenori più apprezzati e richiesti della sua generazione. Nato a Viterbo, si perfeziona a Roma con Paola Leolini.

Nel 2010, a soli 24 anni, ha vinto il primo premio e il premio del pubblico al prestigioso Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna e, nello stesso anno, ha preso parte al Progetto Giovani Cantanti del Festival di Salisburgo. Da quel momento  la sua carriera si eleva a livelli internazionali, cantando,  tra l’altro,  nel ruolo de il Conte di Almaviva nell’opera “I due Figaro” di Mercadante, diretto da Riccardo Muti al Festival di Pentecoste a Salisburgo, al Ravenna Festival e al Teatro Real di Madrid.

In seguito è stato Alfredo al New National Theatre di Tokyo, diretto da Yves Abel, al Filarmonico di Verona e alla Fenice di Venezia; Nemorino all’Opera di Roma e al Comunale di Bologna, al Teatro Real di Madrid, alla Staatsoper di Berlino e a Graz; Fenton alla Bayerische Staatsoper di Monaco sotto la direzione di Daniel Harding, ma anche alla Scala di Milano, a Tokyo, e al San Carlo di Napoli, diretto da Pinchas Steinberg; al Festival di Glyndebourne, diretto da Mark Elder; Tamino a Bari e Venezia; Don Ottavio alla Chicago Lyric Opera, diretto da Sir Andrew Davis, alla Royal Opera House di Londra, diretto da Nicola Luisotti, alla Fenice di Venezia, Staatsoper di Amburgo e a Graz; Cassio diretto da Bertrand de Billy alla Chicago Lyric Opera e con Sir Antonio Pappano alla Royal Opera House di Londra; Ismaele diretto da Riccardo Muti a Roma e a Tokyo, Macduff, ancora sotto la direzione del M° Muti, all’Opera di Roma e al Festival di Salisburgo.

Ha cantato Le Rossignol di Stravinsky e Iolanta di Tchaikovsky in forma di concerto, diretto da Ivor Bolton al Festival di Salisburgo; la Messe solennelle di Santa Cecilia di Gounod , diretto da Bertrand de Billy al Musikverein di Vienna;  la Messa in Fa Maggiore di Schubert, diretto da Riccardo Muti a Chicago; lo Stabat Mater di Rossini, diretto da Rolf Beck al Festival Schleswig-Holstein e al Rheingau Festival e diretto da Jesus Lopez Cobos in Vaticano e al Duomo di Orvieto; il Requiem di Mozart , diretto da Sir Antony Pappano all’Accademia di Santa Cecilia di Roma; il Requiem Polacco di Penderecki ad Amburgo, diretto dallo stesso compositore; il Magnificat di Bach, che ha rappresento il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra. Infine, con programmi liederistici, ha già debuttato sia al Festival di Lucerna che alla Wigmore Hall di Londra.

Ha iniziato la stagione 2018/2019 cantando per la prima volta nel Requiem di Verdi, prima alla Konzerthaus Berlin e in seguito al San Carlo di Napoli, sempre sotto la direzione di Juraj  Valcuha. È reduce dalla trionfale tournée dell’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo (Alfredo ne La Traviata con regia di Sofia Coppola e costumi di Valentino). Ha partecipato all’inaugurazione della stagione sinfonica della Fenice di Venezia cantando nel Requiem di Verdi sotto la direzione di Myung-whun Chung. Canta per la prima volta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ne La Traviata, firmata dal regista Francesco Micheli e, infine, ora, sul finire del 2018, debutta come Duca di Mantova al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno con la direzione di Daniel Oren. Tra gli impegni del 2019 spicca il debutto, nel ruolo del titolo, ne La clemenza di Tito al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Antonio Poli ha inciso I due Figaro di Mercadante e Macbeth, sempre sotto la direzione di Riccardo Muti.

(Dicembre 2018)

MUTAVERSO TEATRO

MUTAVERSO TEATRO

 

Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di presentazione della IV Stagione Mutaverso Teatro, ideata e diretta da Vincenzo Albano di Erre Teatro. Alla conferenza stampa prenderanno parte il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Salerno, Ermanno Guerra e il consigliere Rocco Galdi, vicepresidente della Commissione Cultura.

(Novembre 2018)

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