NEWS

Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
continua...
L’isolotto di Megaride tra mito e realtà   di Luigi Rezzuti   E’ di una decina di giorni fa la notizia che un gruppo di archeologi subacquei si sono...
continua...
Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
continua...
BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
continua...
La Posillipo di Virgilio   di Antonio La Gala     Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare...
continua...
BOMBE DI MERCATO   di Luigi Rezzuti   E’ da poco terminato il Campionato italiano di calcio di Serie A e già gli addetti ai lavori sono impegnati in...
continua...
Miti napoletani di oggi.59 LE INAUGURAZIONI   di Sergio Zazzera   28 marzo 2011: al Vomero, in località Cacciottoli, si svolge, con grande...
continua...
DAD? Non solo una sigla!   di Elvira Pica   A partire dal mese di marzo e per effetto della chiusura delle scuole, con la conseguente sospensione...
continua...
A Cetara lo spettacolo “A Christmas Carol”   di Claudia Bonasi   A Cetara un cartellone di Natale all’insegna della tradizione, destinato a tutte le...
continua...
RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma...
continua...

ANTONIO BERTE’ UN ARTISTA CONTEMPORANEO NAPOLETANO

 

di Luigi Rezzuti

 

Torre Caselli è un edificio abbandonato, che versa in pessime condizioni in Cupa Imparato, ai Colli Aminei.

Un tempo era la villa di campagna, una abitazione estiva, dei Marchesi Caselli, una famiglia nobile di origine cosentina, insediatasi a Napoli già dalla metà del Quattrocento.

Ai Colli Aminei, un tempo, c’erano vigneti e coltivazioni di ogni tipo. Antonio Bertè, negli anni Cinquanta vi mise gli occhi sopra, e non solo. Bertè era un artista che fece della pittura la sua fonte di vita.

Tra le sue amicizie vanno ricordati Giorgio De Chirico, Emilio Notte, Renato Guttuso e i poeti Carlo Bo e Giuseppe Ungaretti.

Laureatosi in lettere classiche, cominciò la sua carriera come giornalista per poi dedicarsi, come autodidatta, completamente all’arte e alla pittura.

Egli trasferì il suo studio a Torre Caselli e pian piano convinse la moglie a traslocare proprio nella villa, tanto spaziosa.


Gli anni Sessanta e Settanta rappresentarono il periodo d’oro dell’artista napoletano, il quale era solito invitare numerosi artisti per cene e serate a tema.

Domenico Rea, Mischele Prisco, Roberto Murolo, erano abituali frequentatori della residenza dei Colli Aminei.

Al tempo, Villa Bertè era di un rosso vermiglio acceso e il suo giardino in stile inglese faceva gola ai tanti visitatori.

Dopo il terribile terremoto degli anni Ottanta, Bertè decise di andare a vivere al Vomero, in via Gian Lorenzo Bernini, insieme alla moglie, continuando ad utilizzare Torre Caselli come studio privato, fino agli anni Novanta.

Fu in questo periodo che lasciò la sua firma su una parete esterna della Villa, oggi coperta da tantissimi murales, ma anche da tantissima erbaccia.

L’artista dipinse con un pennello la semplice scritta A. BERTE’.

Oggi Torre Caselli è l’immagine di un rudere abbandonato, spesso frequentato da senzatetto, in cerca di un luogo in cui trovare riparo.

(Dicembre 2018)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen