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Natale alla Nicolardi tra bravura e solidarietà

 

di Annamaria Riccio

 

Come ormai è consuetudine, anche quest’anno alla scuola media “D’Ovidio Nicolardi” si è tenuta la manifestazione natalizia, poco prima delle festività che sanciscono un periodo di interruzione didattica.

Già  dall’ultima settimana di novembre è iniziata la preparazione per l’allestimento degli addobbi e degli oggetti da esporre. Ogni docente ha dato la disponibilità per consentire l’elaborazione dei manufatti durante le proprie ore. Ma la regia sapiente di alcuni professori in particolare, ha fatto sì che ancora una volta, si è respirata quella magica atmosfera che coinvolge ed emoziona.  Rosso, verde, bianco e oro, sono i colori di base per i disegni della vetrata e tutti i festoni dell’atrio, le rampe ed ogni porta, con l’immancabile albero, pieno di doni (finti) e il presepe.

Due sono stati gli appuntamenti della manifestazione, il 19 dicembre, dedicato ai genitori e il 21 per i bambini della quinta elementare appartenenti alle scuole del territorio.

La manifestazione è iniziata nell’auditorium con l’esibizione degli alunni del Coro e dell’Orchestra. Dopo gli auguri del Dirigente Scolastico, dott.ssa Valeria Tripepi, i ragazzi dell’indirizzo musicale, simpaticamente vestiti da Babbo Natale, hanno suonato brani natalizi, diretti dal prof. Lorenzo Desidery. Talenti in erba si sono esibiti nell’emiciclo e, al primo piano, l’allestimento del mercatino della solidarietà ha concluso il pomeriggio, con la vendita di oggetti di vario genere, comprese le tradizionali pigotte, il cui ricavato è destinato all’Unicef.  

È in momenti come questi che si scoprono i veri valori della vita, l’abbraccio globale che ci vede fratelli e cancella tutte le brutture del mondo. È  come se i bulli, i violenti, gli emarginati, non esistessero più. È  come se il Natale fosse l’inizio di una vita migliore, nella quale veramente crediamo, purtroppo però, solo in quegli istanti. Chi non ha mai pensato di augurare il meglio come benessere, serenità ecc ecc?   Eppure le parole non sempre corrispondono ai fatti. Negli auguri i piccoli ci credono. Forse sta proprio a noi adulti dimostrare che si può realizzare ciò che spesso rimane solo un formale auspicio. Iniziamo con un reale BUON ANNO.

(Dicembre 2018)