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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS   di Sergio Zazzera   E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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Andiamo a teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Rassegna Atelier - Domenica 8 gennaio al Nuovo di Salerno - Piaf: black without wings Secondo...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Revisionare Dante?      Sul filo dei nostri “Pensieri ad alta voce”,  questa volta è di scena Dante....
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo Quando a Napoli cadevano le bombe   Lo spettacolo “Quando a Napoli cadevano le bombe”, ideato, scritto e diretto...
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CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019   di Luigi Rezzuti   Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di...
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Rock Events presenta: Emilio Rez Special Live Show 2017 NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA   di Nicola Garofano   Continua, con grande...
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LA NUOVA SCUOLA   di Annamaria Riccio   O meglio, la scuola che vorremmo. Il titolo, che la dice tutta sulla surroga a quella attuale, cioè la Buona...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine

 

di Gabriella Pagnotta

 

Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo investito perde la vita, risse e lesioni, tifosi accoltellati, pulmini assaliti, spranghe di ferro e bastoni, passamontagna, asce, fumogeni, attacchi organizzati, azioni squadriste…

Ma si può morire ancora per una partita di calcio? Si può creare un clima da guerra civile per spaventare e punire dei tifosi, che hanno l’unica colpa di essere avversari? Questo è quanto è accaduto ieri a Milano ancor prima del fischio d’inizio della partita.

All’ora prestabilita le squadre scendono in campo- Ad accogliere i partenopei insulti, offese, ingiurie. L’aria carica di voci becere è attraversata da ciò che in molti definiscono “goliardate che fanno parte del gioco”; Koulibaly, calciatore rispettoso, esempio di correttezza ed “orgoglioso del colore della sua pelle” è l’oggetto dei cori razzisti. Già, il razzismo sembra che in Italia faccia sempre meno scalpore, ci si sta abituando alle discriminazioni e al disprezzo verso la differenza; e le partite di calcio sono ciò che siamo diventati: l’esternazione di un’anima intollerante, che trova sfogo sugli spalti e che da lontano dirige i suoi insulti violenti. Le parole sprezzanti hanno il sopravvento, il calciatore ammonito applaude come a voler ironicamente complimentarsi con coloro che hanno condizionato il corso della gara con le parole ignobili e indegne. “Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze”.

Tanto tra poche ore quanto è accaduto sarà, come sempre, velocemente dimenticato e aspetteremo, inermi, l’imminente nuovo episodio, che terrà per qualche ora nuovamente impegnati i media.

Che amarezza e quanta tristezza!...

(Dicembre 2018)

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