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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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MACCHINE DA SCRIVERE DALL’800 AD OGGI   a cura di  Luigi Rezzuti   Nell’epoca del digitale e dei computer la scrittura si è evoluta e continua ad...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
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 SONETTI PER IMMAGINI di Nino Velotti   di Nicola Garofano    Verrà presentato, domenica 5 marzo a Pompei (NA) presso il Pompeilab (Via Astolelle,...
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CHAMPIONS  LEAGUE “Le vie del Signore sono infinite”   di Luigi Rezzuti   Il Napoli guidato da Sarri è giudicato la migliore squadra che esprime...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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NON E’ MAI TROPPO TARDI IN AMORE   di Luigi Rezzuti   In primavera si organizzano sempre delle feste scolastiche, dove mi piace andare. Siamo tutti...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine

 

di Gabriella Pagnotta

 

Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo investito perde la vita, risse e lesioni, tifosi accoltellati, pulmini assaliti, spranghe di ferro e bastoni, passamontagna, asce, fumogeni, attacchi organizzati, azioni squadriste…

Ma si può morire ancora per una partita di calcio? Si può creare un clima da guerra civile per spaventare e punire dei tifosi, che hanno l’unica colpa di essere avversari? Questo è quanto è accaduto ieri a Milano ancor prima del fischio d’inizio della partita.

All’ora prestabilita le squadre scendono in campo- Ad accogliere i partenopei insulti, offese, ingiurie. L’aria carica di voci becere è attraversata da ciò che in molti definiscono “goliardate che fanno parte del gioco”; Koulibaly, calciatore rispettoso, esempio di correttezza ed “orgoglioso del colore della sua pelle” è l’oggetto dei cori razzisti. Già, il razzismo sembra che in Italia faccia sempre meno scalpore, ci si sta abituando alle discriminazioni e al disprezzo verso la differenza; e le partite di calcio sono ciò che siamo diventati: l’esternazione di un’anima intollerante, che trova sfogo sugli spalti e che da lontano dirige i suoi insulti violenti. Le parole sprezzanti hanno il sopravvento, il calciatore ammonito applaude come a voler ironicamente complimentarsi con coloro che hanno condizionato il corso della gara con le parole ignobili e indegne. “Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze”.

Tanto tra poche ore quanto è accaduto sarà, come sempre, velocemente dimenticato e aspetteremo, inermi, l’imminente nuovo episodio, che terrà per qualche ora nuovamente impegnati i media.

Che amarezza e quanta tristezza!...

(Dicembre 2018)

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