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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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UN NATALE DEL DOPOGUERRA   di Luigi Rezzuti   Alla fine del 1945 Napoli era ancora un cumulo di macerie. La città rinasceva lentamente...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Diritti negati Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la...
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Ma da un presagio d'ali   All'Aleph, Roma, venerdì 7 aprile, alle ore 17.30,  presentazione del libro di Donatella Costantina Giancaspero Ma da un...
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CORI RAZZISTI IN TUTTI GLI STADI   di Luigi Rezzuti    E’ da quando Aurelio De Laurentiis, acquistò il titolo del fallimento del calcio Napoli, che...
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IL MUGNAIO   di Luigi Rezzuti   Due fratelli, due scugnizzi napoletani, di quelli D.O.C., si erano trasferiti, insieme alle loro famiglie, in un...
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5 maggio SPECIALE al "Tempo del vino e delle rose" di Napoli   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli, Info 081...
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Laura L.C. Allori, Per Amore e per (Il Nido del Gheppio edizioni)   di Nicola Garofano   Finalmente esce, con l’edizione indipendente “Il Nido del...
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IL CALCIO E’ CORROTTO E MALATO   di Luigi Rezzuti   Purtroppo il calcio, il più bel gioco mondiale, seguito dalla maggior parte delle persone, è...
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Miti napoletani di oggi.68

L’attesa del mezzo di trasporto

 

di Sergio Zazzera

 


La scena si ripete tutti i giorni, anche più volte nella stessa giornata. Una persona, ferma davanti alla pensilina della fermata, attende che l’autobus passi. Sopraggiunge un’altra persona, che le domanda: «Signo’, state aspettanno ‘a paricchio?» L’interrogato risponde che è lì da una decina di minuti e, dopo un breve intervallo, l’altro riprende il discorso: «Ma comme s’hadda fa’, ca dint’a ‘sta città ‘e mezze nun passano maje». Il primo gli dà ragione; ma il ghiaccio, ormai, è rotto e da questo argomento si passa a tutte le altre cose che non funzionano e, ancora, a temi più personali – la famiglia, il lavoro, la salute –. Poco per volta, nel discorso s’inseriscono altre persone che aspettano di potersi imbarcare su un autobus: insomma, quell’attesa – che, a volte, dura anche più di una mezz’ora – ha generato un vero e proprio rito di aggregazione. E, poiché è notorio che la reiterazione del rito produce il mito, ciò accade anche questa volta: nasce, infatti, il mito del mezzo di trasporto pubblico, che a Napoli è un po’ come il trucco: c’è, ma, il più delle volte, non si vede.

(Gennaio 2019)

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