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TEATRO BOLIVAR - start up stagione 2016/2017   DUETTI 200 grammi di teatro a sera direzione artistica Ettore Nigro e David Jentgens   29|30...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Monos di Antonio Di Nola - Oèdipus Edizioni   Spesso siamo portati a pensare che la poesia e la scienza...
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SILVIO PERRELLA IN VIAGGIO NELLA LETTERATURA ITALIANA   Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, giovedì 9 giugno dalle ore 18, Silvio Perrella in...
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AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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IO, ROBINSON CRUSOE’   di Luigi Rezzuti   Il naufrago più famoso di tutti i tempi è senza dubbio Robinson Crusoè, che fece naufragio con una nave...
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LA D’OVIDIO NICOLARDI, SCUOLA DI PACE E DI CAMPIONI   di Annamaria Riccio     Un altro anno scolastico si è concluso all’insegna di interessanti...
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Il gatto armonico, libri e idee per crescere   I laboratori di aprile con la scrittrice Maria Strianese (dillo a un amico). Il prato delle favole -...
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SALUTE E BENESSERE Dipendenza sessuale on line   di Manuela Morra   Il mondo virtuale, tanto vantaggioso per molteplici aspetti della vita di...
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AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
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Miti napoletani di oggi.68

L’attesa del mezzo di trasporto

 

di Sergio Zazzera

 


La scena si ripete tutti i giorni, anche più volte nella stessa giornata. Una persona, ferma davanti alla pensilina della fermata, attende che l’autobus passi. Sopraggiunge un’altra persona, che le domanda: «Signo’, state aspettanno ‘a paricchio?» L’interrogato risponde che è lì da una decina di minuti e, dopo un breve intervallo, l’altro riprende il discorso: «Ma comme s’hadda fa’, ca dint’a ‘sta città ‘e mezze nun passano maje». Il primo gli dà ragione; ma il ghiaccio, ormai, è rotto e da questo argomento si passa a tutte le altre cose che non funzionano e, ancora, a temi più personali – la famiglia, il lavoro, la salute –. Poco per volta, nel discorso s’inseriscono altre persone che aspettano di potersi imbarcare su un autobus: insomma, quell’attesa – che, a volte, dura anche più di una mezz’ora – ha generato un vero e proprio rito di aggregazione. E, poiché è notorio che la reiterazione del rito produce il mito, ciò accade anche questa volta: nasce, infatti, il mito del mezzo di trasporto pubblico, che a Napoli è un po’ come il trucco: c’è, ma, il più delle volte, non si vede.

(Gennaio 2019)

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