NEWS

Cosmopolis   CANZONI POESIA MUSICA ARTE Sarà FESTA al VOMERO, presso la FABRICIA’S FITNESS & DANCE, VENERDI’ 27 MAGGIO 2016, dalle ore 17,00, in...
continua...
LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
continua...
Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940    17 maggio ore 18:00 L'incontro è dedicato a due...
continua...
I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
continua...
Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Al Teatro Trianon Viviani di Napoli Zappatore Tiziana De Giacomo in scena con Francesco Merola - Regia...
continua...
Ferdinando aveva due Sicilie   di Antonio La Gala   Perché i Borbone erano re di Due Sicilie, visto che esiste una sola Sicilia? Per capirlo...
continua...
 SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   I “no” degli omofobi   Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il...
continua...
Miti napoletani di oggi.42 IL "RISANAMENTO" DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   Si è soliti dire che non tutti i mali vengono per nuocere, benché...
continua...
Rock Events presenta: Emilio Rez Special Live Show 2017 NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA   di Nicola Garofano   Continua, con grande...
continua...
Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
continua...

Annella, un’anomalia del Seicento.

 

di Antonio La Gala

 

Un tratto dell’antica “via per colles”, che in epoca romana congiungeva l’area flegrea con il centro di Neapolis passando per il Vomero, e precisamente il tratto fra via Belvedere e Antignano, fino a poco fa, era interamente intitolata ”via Annella di Massimo”, toponimo, ora limitato alla parte più vicina ad Antignano.

Molti si pongono la domanda, alla don Abbondio: “chi era costei? Chi era questa signora di cognome Di Massimo ?” E in effetti lo sanno in pochi, per lo più fra chi se ne intende di pittura napoletana.

Questa signora era Diana De Rosa, una pittrice napoletana, nata agli inizi del Seicento, che è conosciuta come Annella di Massimo per la trasformazione del diminutivo Dianella in Annella. L’estensione “di Massimo” le deriva, poi, dalla collaborazione con Massimo Stanzione (1585-1658), nel cui studio entrò, dopo aver studiato in famiglia, in particolare con il fratello Francesco De Rosa, detto Pacecco (1607-1656).

Francesco e Dianella De Rosa erano figli del pittore Tommaso De Rosa, che morì nel 1612. La madre, per restare fedele almeno alla pittura e all’attività di famiglia, sposò un altro pittore, Filippo Vitale.

Tanto per cambiare qualcosa, Dianella sposò un altro pittore, Agostino Beltrano, detto Agostiniello, morto nel 1665. Il resto della biografia di questa pittrice sfugge e poco si sa di sicuro sulla sua produzione, anche se alcuni la ritengono un’artista di un certo rilievo.

Sappiamo che andò a bottega da Massimo Stanzione. Secondo il biografo settecentesco De Dominici, era "cara al maestro come collaboratrice in pittura, e, per la sua bellezza, come modella".

Come oggi (e sempre) càpita nell’ambito delle varie categorie professionali, così nel Seicento, nell’ambito della pittura, il mestiere se lo tramandavano in una stessa famiglia, per lo più da padre in figlio. Nel caso della pittrice che stiamo per conoscere, ci sono due varianti. Anzitutto perché stavolta il “figlio” avviato alla pittura era femmina: a quell’epoca “un pittore femmina” era cosa quasi inaudita, Annella costituiva una vera e propria anomalia; e poi perché i padri che le tramandarono il mestiere furono due, quello naturale e il patrigno acquisito.

Ad Annella di Massimo non si attribuiscono opere certe, forse perché le sue tele andarono distrutte in un incendio del 1638, oppure perché collaborava alle opere di Beltrano e  di Stanzione, ma senza completarle, o forse anche perché all'epoca non era usuale che le donne firmassero quadri, costituendo una pittrice un’anomalia sociale oltre che artistica.

In assenza di attribuzioni certe, le vengono accreditati dipinti che si trovano nel Museo Diocesiano di Napoli e nella chiesa napoletana della Pietà dei Turchini.

Stilisticamente viene ricordata come una pedissequa imitatrice del maestro.

De Dominici ipotizza che Annella fu uccisa dal marito, poi riparato in Francia, che sospettava, non si sa se a torto o a ragione, che Annella lo tradisse con il maestro Stanzione, ma alcuni documenti dicono che Annella morì di morte naturale nel 1643.

La figura che accompagna questo articolo è un autoritratto della pittrice.

(Gennaio 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen