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AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA   di Luigi Rezzuti   “Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice...
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INCONTRI AL TRAMONTO   (Giugno 2017)
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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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UN’ESCURSIONE SUL VESUVIO   di Luigi Rezzuti   Fin da bambino mi ha intrigato questa montagna che fa da sfondo al golfo di Napoli. Ricordo che, da...
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Ferdinando aveva due Sicilie   di Antonio La Gala   Perché i Borbone erano re di Due Sicilie, visto che esiste una sola Sicilia? Per capirlo...
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L’antica chiesa di S. Gennariello   di Antonio La Gala   La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota...
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Miti napoletani di oggi.60 ELENA FERRANTE   di Sergio Zazzera   Ora dico una banalità. La storia e il mito sono entrambi prodotti dell’uomo: la...
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I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
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IL PALLINO DELLA GUERRA   di Luigi Rezzuti   Durante la permanenza militare all’ospedale militare, una mattina, arrivò l’ordine di una esercitazione...
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Spigolature

Non Ufo, ma oggetti non identificati

 

di Luciano Scateni

 

Per noi, esterni al frenetico evolversi delle tecnologie, l’incipit della rivoluzione, nota con le cinque lettere d-r-o-n-e, è stato l’acquisto di un mini elicottero, giocattolo capace di decollare e librarsi azionato da un piccolo telecomando. Lo proponeva ai passanti un ambulante cinese, una decina di anni fa, a Napoli, sui marciapiedi della via Toledo. “Drone”, nella lingua inglese significa fuco (maschio dell’ape), ma anche ronzio, tipico rumore degli oggetti volanti senza pilota che a molti sarà capitato di veder ronzare in cielo.

Giovedì, 20 Dicembre 2018, volo Napoli-Londra delle 18 e 55, aereo della British Airways, partenza alle 18 e 55. Voci di dentro informano che la partenza, forse, avverrà alle ore due della notte, ma si smentiscono presto. “Cancelled” annuncia il display nella sala di accesso al check in e l’annullamento era scontato per chi ha seguito con attenzione il caso Gatwick, grande e rinnovato aeroporto londinese chiuso dalla sera prima. Sulle piste di decollo la presenza di un grosso drone avrebbe causato disastri agli aerei in partenza e in arrivo.

I più hanno pensato, per stima storica, che l’efficienza britannica è grande e lo stop avrebbe avuto vita breve, ma la compagnia di bandiera inglese era tutt’altro che ottimista. Annullate decine di decolli, ha dirottato gli aerei in mezza Europa e ha comunicato che il volo delle 18 e 55 era stato rinviato a domenica, sempre che nel frattempo la polizia avesse scoperto chi telecomandava i droni e perché si avvicendano pericolosamente sulle piste.

Che fare? A salvare la vacanza natalizia è stata la fortuna, cioè l’acquisto degli ultimi due posti liberi sull’Easy Jet in partenza alle 19 e 44 e diretto a Londra, aeroporto di Luton. Nel frattempo il traffico aereo internazionale è stato sconvolto e il “go” all’aereo è arrivato alle 21 e 5 minuti. L’aereo ha impiegato oltre 3 ore per compiere il percorso che abitualmente richiede poco più di due ore, perché costretto a un largo giro di avvicinamento nei cieli del Belgio e di chissà quale altro Paese europeo. C’è stato tutto il tempo per riflettere sul rischio droni.

Il calvario del Napoli-Londra ha previsto altre tappe: il caos generale dilaga e coinvolge tutti gli scali londinesi, incluso Luton, dove le compagnie dirottano molti atterraggi previsti a Gatwick. Oltre mezz’ora è il tempo per accedere al controllo passaporti, altrettanto perché il nastro trasportatore restituisca i bagagli.

Nell’attesa non si parla che di droni. Questi aerei di dimensioni, potenza, autonomia e usi molteplici, hanno rivoluzionato attività, storicamente costose e di ardua attuazione. La peggiore è di natura militare. In pratica consente di spedire in azioni distruttive aerei telecomandati, senza pilota. Per scopi pacifici, può eseguire rilevamenti, riprese fotocinematografiche, trasportare materiali, viveri, medicinali in zone impervie, spegnere incendi, e molto altro. Il pericolo: i droni si possono acquistare liberamente in megastore o semplicemente on line e il caso Gatwick fa scattare l’allarme. Per più giorni e non si sa ancora chi, qualcuno ha fatto sorvolare da droni un aeroporto internazionale. Avrebbe potuto sganciare bombe su obiettivi civili e militari, centrali nucleari, luoghi affollati. Non si chieda a un inglese cosa pensa dell’efficienza britannica, dell’intelligence, che non è riuscita a scoprire da dove sono stati lanciati i droni nel cielo di Gatwick e da chi. Non gli sarà facile mascherare l’imbarazzo per l’orgoglio ferito, ma il peggio è che episodi come quello dell’aeroporto inglese potrebbero ripetersi, per responsabilità di squilibrati, o peggio, di attentatori.

(Gennaio 2019)

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