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FIORI DEL MIO CAMPO  
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LO SCIROPPO DEL MONACO   di Luigi Rezzuti   Era una fresca e limpida giornata di aprile e gli orologi segnavano le 13.     Un monaco, dinanzi alla...
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L’ESAME DI TERZA MEDIA   di Luigi Rezzuti   Se per qualcuno di voi l’esame di terza media è stato facile per Francesco, uno scolaro perennemente...
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L’ORA  DI  AGATHE di Anne Cathrine Bomann   di Luigi Alviggi   Siamo in un piccolo centro francese, negli anni 40 delsecolo scorso, al termine...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940   Letteratura e Cinema Domenica 10 marzo Silvio...
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Festival di Sanremo 2019 Quattro passi fra le nuvole   di Marisa Pumpo Pica   E di nuvole se ne sono addensate parecchie sul cielo di Sanremo....
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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TEATRO BOLIVAR - stagione 2016/2017 direzione artistica David Jentgens ed Ettore Nigro   TERRAMIA | musica e teatro di tradizione NUOVEVELE | teatro...
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L’intervista   di Marisa Pumpo Pica   Enjoy the Void e il suo album d’esordio “Our Garden”     Si fa strada, nel panorama musicale di questi...
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E  POI ... Rio, inferno e paradiso di Raffaele Calafiore   di Luigi Alviggi   Copacabana, Ipanema, sono nomi che rievocano immagini prestigiose di...
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I HAVE A DREAM

 

di Sergio Zazzera

 

“I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di rispetto, devo dire che anch’io ho un sogno. Sicuramente più piccolo del suo, ma una proporzione fra sogni e fra sognatori deve pur esistere.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli senza auto in sosta in doppia e tripla fila, senza guardamacchine abusivi, senza veicoli che marciano contromano, con vigili che controllano tutte queste cose.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli con servizi di trasporto efficienti, dotati di personale onesto e responsabile, utilizzati da passeggeri regolarmente paganti e da giovani pronti a cedere il posto alle signore, soprattutto se anziane o incinte.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli non invasa da montagne di rifiuti gettati a caso nei cassonetti, o addirittura per terra, senza curarsi di differenziarli; da rifiuti che non stazionano per le strade, perché non ritirati dagli addetti al servizio di raccolta; con sistemi di smaltimento moderni ed efficienti, come quelli in uso altrove, anche da anni.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli, nella quale i professionisti fatturino le loro prestazioni, i commercianti emettano lo scontrino fiscale, gli ambulanti non ingombrino i marciapiedi con le loro merci.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli amministrata da politici consapevoli dell’importanza della loro funzione; una Napoli non oppressa dalla criminalità organizzata e dai suoi traffici illegali.

Sì, lo so che questo mio è destinato a rimanere soltanto un sogno, ma almeno la libertà di sognare, vi prego, lasciatemela.

(Gennaio 2019)

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