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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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ICEBERG (Ottobre 2016)
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SEGNALBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Frammenti di vita, di Salvatore Bova, Cosmopolis Edizioni Napoli La lunga consuetudine con la produzione...
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Miti napoletani di oggi.59 LE INAUGURAZIONI   di Sergio Zazzera   28 marzo 2011: al Vomero, in località Cacciottoli, si svolge, con grande...
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   “Two”, una coppia alle prese con dinamiche da bar Alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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Rock Events presenta: Emilio Rez Special Live Show 2017 NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA   di Nicola Garofano   Continua, con grande...
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Inquinamento marino   di Luigi Rezzuti   Con l’avvicinarsi dell’estate si ripresenta il problema dell’inquinamento marino. Il mar Mediterraneo...
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Miti napoletani di oggi.69

FANTASMI

 

di Sergio Zazzera

 

Sarò un illuso, ma credevo che, almeno ai giorni nostri, il mito del fantasma fosse scomparso. Viceversa, se sono soltanto un ricordo antiche credenze, come quella delle mappate di panni che si lanciavano dal Ponte di Sanseverino emettendo grida lugubri, al contrario, le storie dei fantasmi che infesterebbero il Palazzo Donn’Anna (nella foto), la villa – detta, per l’appunto, “degli spiriti” – a valle di Torre Ranieri, o alcuni edifici del Vomero (Villa Maio, Villa Spera, Villa Decina, qualche casa della Pedamentina), continuano a circolare. Come se non bastasse, poi, ad alimentare il mito ci si è messo, qualche tempo fa, anche qualche narratore, che ha tratto spunto da episodi reali, ma che hanno trovato una spiegazione razionale: penso a “Il mistero di Castel Sant’Elmo” di Giuseppe Grispello, ispirato al lamento notturno, che si rivelò emesso da un barbagianni introdottosi nel maniero.

Ora, posto che al sostantivo “fantasma” ritengo sia preferibile “spirito”, giacché il primo ha un valore assoluto, mentre il secondo ne ha uno relativo, quasi eracliteo, in quanto contrapposto a “materia”, tuttavia, non credo che occorra spendere troppe parole per dimostrare come, in buona parte dei casi più sopra menzionati, lo stato di abbandono degli edifici abbia favorito la circolazione del vento – e del suo sibilo – durante le notti meno serene,  facendo pensare alla presenza di qualche entità immateriale. In altri casi, poi, riferiti da bambini, è legittimo pensare a un fenomeno di suggestione o al parto della fantasia infantile. E, nell’un caso, come nell’altro, è proprio in ciò che dev’essere individuato il mito.

(Febbraio 2019)

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