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RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma...
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LA COLLINA DEL VOMERO   di Luigi Rezzuti   La magia del panorama, le grandi ville, le variopinte palazzine residenziali nell’elegante stile tardo...
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“I De Filippo, il mestiere in scena”. Anteprima mondiale a Napoli.   di Luciana Alboreto   Le storiche sale di Castel dell’Ovo, accolgono dal 28...
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Uno scugnizzo napoletano trasferito a Milano   di  Luigi Rezzuti   Mai nessuno mi chiamava Antonio. Sono nato a Napoli in un quartiere popolare e...
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E' in libreria “UN PERCHÉ AL GIORNO TOGLIE LA NOIA DI TORNO” di Luciano Scateni contributi di Pino Imperatore e Lucio Rufolo Disegni  di Luciano...
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AUSTERITA’   di Luigi Rezzuti   Non ho vergogna ad ammettere che di politica non capisco niente e di conseguenza non sono simpatizzante di nessuna...
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Vaccinazione over 80   di Luigi Rezzuti     Circa un mesetto fa, tramite mia figlia, ho fatto la prenotazione per la vaccinazione over 80. Dopo...
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Il Vomero greco-romano   di Antonio La Gala   Un luogo comune che riguarda il Vomero è che la collina vomerese sia un luogo “senza storia” e che,...
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 La grande Illusione   di Alfredo Imperatore   Marx ed Engels hanno formulato una dottrina che rappresenta l’evangelo dei “protestanti...
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Sono partite le multe per gli ammutinati del Napoli   di Luigi Rezzuti   L’ammutinamento dei calciatori del Napoli ha fatto molto rumore sia in Italia...
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Miti napoletani di oggi.69

FANTASMI

 

di Sergio Zazzera

 

Sarò un illuso, ma credevo che, almeno ai giorni nostri, il mito del fantasma fosse scomparso. Viceversa, se sono soltanto un ricordo antiche credenze, come quella delle mappate di panni che si lanciavano dal Ponte di Sanseverino emettendo grida lugubri, al contrario, le storie dei fantasmi che infesterebbero il Palazzo Donn’Anna (nella foto), la villa – detta, per l’appunto, “degli spiriti” – a valle di Torre Ranieri, o alcuni edifici del Vomero (Villa Maio, Villa Spera, Villa Decina, qualche casa della Pedamentina), continuano a circolare. Come se non bastasse, poi, ad alimentare il mito ci si è messo, qualche tempo fa, anche qualche narratore, che ha tratto spunto da episodi reali, ma che hanno trovato una spiegazione razionale: penso a “Il mistero di Castel Sant’Elmo” di Giuseppe Grispello, ispirato al lamento notturno, che si rivelò emesso da un barbagianni introdottosi nel maniero.

Ora, posto che al sostantivo “fantasma” ritengo sia preferibile “spirito”, giacché il primo ha un valore assoluto, mentre il secondo ne ha uno relativo, quasi eracliteo, in quanto contrapposto a “materia”, tuttavia, non credo che occorra spendere troppe parole per dimostrare come, in buona parte dei casi più sopra menzionati, lo stato di abbandono degli edifici abbia favorito la circolazione del vento – e del suo sibilo – durante le notti meno serene,  facendo pensare alla presenza di qualche entità immateriale. In altri casi, poi, riferiti da bambini, è legittimo pensare a un fenomeno di suggestione o al parto della fantasia infantile. E, nell’un caso, come nell’altro, è proprio in ciò che dev’essere individuato il mito.

(Febbraio 2019)

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