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L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE     (Marzo 2019)
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Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro

 

di Luigi Rezzuti

 


Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è possibile.

L’iniziativa è stata lanciata da diversi comuni italiani e sta avendo un enorme successo.

Intanto come casa si intende un rudere, fatto di mattoni e pietre, magari con camino al centro stanza, il tetto a volte, la stalla e l’aia, dove una volta scorazzavano galline e caprette.

Sono tanti i comuni, da nord a sud dell’Italia, che hanno deciso di mettere in atto un’iniziativa estremamente innovativa, per salvare questi ruderi dal rischio di distruzione e abbandono.

La vendita dei ruderi ad 1 euro avviene con alcune regole, che gli acquirenti sono obbligati a rispettare per non vedersi strappare, in seguito, la proprietà dell’immobile.

Infatti, chi acquista un rudere,  a questo prezzo, ha l’obbligo di avviare un piano di ristrutturazione che sia finalizzato alla ripresa e alla messa a nuovo del rudere.

Ogni Comune ha delle condizioni precise ma, in  generale, il senso è quello di provvedere a recuperare questi ruderi, che rischiano di diventare delle catapecchie abbandonate.

Il primo Comune in cui è stato possibile avviare quest’iniziativa  è Lecce nei Marsi, una piccola cittadina abruzzese in provincia de L’Aquila, in cui il numero dei ruderi abbandonati era piuttosto elevato.

Parecchie le richieste venute anche dall’estero in particolar modo dagli inglesi e dai tedeschi.

Il primo paese a lanciare questa iniziativa fu Salemi, Comune siciliano in provincia di Trapani, che ha pensato a questo progetto ben otto anni fa, recuperando alcuni ruderi abbandonati all’interno del centro storico e dando ad essi vita e dignità.

Sempre in Sicilia, poi, c’è un paese in cui l’iniziativa ha funzionato bene e ha portato ad assegnare ben cento ruderi.

Si tratta di Gangi, Comune in provincia di Palermo, che ha un futuro radioso davanti a sé, grazie alla ristrutturazione di questi ruderi venduti.

Gli acquirenti hanno l’obbligo di creare un piano di ristrutturazione in un periodo di tempo che va dai sei mesi ai due anni.

Questa opzione è molto conveniente per le coppie giovani in quanto possono accedere ai finanziamenti europei, che permettono di ristrutturare il rudere senza spendere un patrimonio; in generale bisogna considerare che i costi si aggirano intorno ai trentamila euro.

Oltre alle spese di ristrutturazione, gli acquirenti devono accollarsi anche tutte le spese notarili e di registrazione.

Nonostante queste spese necessarie, l’acquisto dei ruderi a un euro continua ad essere un’iniziativa che riscuote un notevole successo e che è pronta a diffondersi a macchia d’olio.

Il comune di Ollolai, in provincia di Nuoro, ha utilizzato questo metodo per combattere lo spopolamento e riportare i cittadini e i giovani a vivere all’interno del paese.

Questo comune è uno degli ultimi ad aver attuato tale iniziativa e, dopo la prima vendita al prezzo simbolico di un euro, è arrivato un gran numero di richieste per altri ruderi disponibili. E ciò permette di prevedere un futuro roseo per la cttadina sarda.

Infine a Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, i costi per la ristrutturazione sembrano abbastanza alti, ma in realtà esistono fondi e finanziamenti per la  riqualificazione energetica a cui possono accedere tutti i cittadini e che consentiranno di ridurre notevolmente il prezzo dei lavori.

(Febbraio 2019)

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