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La morte di G.B. Vico fra corsi e ricorsi   di Antonio La Gala   Giambattista Vico, oltre alle lezioni di storia alta, con le sue opere, ci ha...
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IL "PREMIO CERINO"   (Maggio 2016)
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IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS   di Sergio Zazzera   E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione...
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Dottore… caffè?   GIOVEDÍ 03 NOVEMBRE, alle ore 19, da NONSOLOCAFFÈ, Corso Vittorio Emanuele III, 321, Torre Annunziata (NA), Presentazione del libro...
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"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo   di Claudia Bonasi   Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Monos di Antonio Di Nola - Oèdipus Edizioni   Spesso siamo portati a pensare che la poesia e la scienza...
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Luca Postiglione. La vita come un sogno dorato   di Antonio La Gala   Luca Postiglione (1876-1936) fu un artista - pittore e poeta - attivo nei...
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Leonardo Pica IL MONDO E’ DEI BAMBINI (CHE POI DIVENTANO GRANDI) Cosmopolis Edizioni Napoli di Luciana Alboreto   Si vive e ci si lascia vivere...
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Miti napoletani di oggi.70

LE “PARENTI DI SAN GENNARO”

 

di Sergio Zazzera

 

Per “totem” – giova ribadirlo – s’intende l’animale, la pianta o quant’altro, cui si riconnetta il divieto di cibarsene (c.d. “tabu”), fatta eccezione per la circostanza temporale in cui ciò sia consentito (c.d. “pasto totemico”). Va da sé, poi, che oggi, che il “cotto” levistraussiano (vale a dire, la cultura) ha sopravanzato il “crudo” (vale a dire, la natura), all’idea di cibarsi del totem ben può essere sostituita quella di sottrarsi a un più ampio e generalizzato dovere morale di rispettarlo.


Un fenomeno significativo, in tal senso, è quello che si verifica nelle modalità del culto che le c.dd. “parenti” tributano a san Gennaro, che, venerato da loro per l’intero anno, è atto oggetto, viceversa, da parte di loro stesse d’invettive violente – la più soft delle quali è faccia gialluta –, nelle occasioni nelle quali il prodigio della fusione del suo sangue tardi a verificarsi. C’è quasi da pensare che, qualora fosse possibile, queste donne non esiterebbero, addirittura, a divorare il santo.

Alla figura del totem, poi, si riconnette sempre un mito, che nella specie consiste nell’idea che quelle imprecazioni possano indurre il santo ad accelerare il compimento di quel prodigio, senza nemmeno porsi il problema della loro valenza quasi sacrilega.

(Marzo 2019)

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