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A San Valentino …abbiamo tutti 20 anni   Al Museo del Mare, il 14 febbraio, non per nostalgia ma perché anche se i nostri capelli sono bianchi,...
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CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019   di Luigi Rezzuti   Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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CHI VINCERA’ LO SCUDETTO?   di Luigi Rezzuti   Certo è un momento di sofferenza quello del Calcio Napoli. Ci sono da recuperare i punti persi in...
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OPERAZIONE SAN GENNARO   di Sergio Zazzera     Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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OEDIPUS     Fisciano, mercoledì 8, ore 15,00, Università degli studi di Salerno, Incontri tra letteratura e matematica presso il Dipartimento di...
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La caduta del Forte di Vigliena   di Antonio La Gala     Uno degli episodi militari che portarono alla caduta della Repubblica Partenopea del 1799,...
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PREMIO CONCETTA BARRA - ISOLA DI PROCIDA -TERZA EDIZIONE   A settembre 2016 si è tenuta la terza edizione del “Premio Concetta Barra – Isola di...
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AL BAR, MA SENZA CELLULARE

 

di Peppe Iannicelli

 

Il Comune di Udine ha varato la silenziosa iniziativa “Cell free” per preservare la salute acustica dei residenti e dei visitatori. I gestori dei pubblici aderenti all’iniziativa s’impegnano a decellularizzare bar e ristoranti, creando una vera e propria oasi  di silenzio.

In questi silenziosi locali si potrà gustare un caffè, mangiare una pizza, scambiare due parole senza l’assillo martellante delle suonerie squillanti e, soprattutto, senza doversi sorbire le altrui conversazioni a telefono.

Siamo un popolo strano! Siamo gelosi della nostra privacy ed inivitiamo calorosamente il prossimo a farsi i … casi suoi!

Nessuno si azzarda a dichiarare il suo stipendio, né qualcuno sarebbe disponibile a parlare apertamente di una malattia o di una tresca extraconiugale. Eppure, quando ci  attacchiamo al cellulare, queste remore crollano miseramente. L’apparecchio telefonico mette a nudo vizi privati e pubbliche virtù italiche.

Senza neanche mettermi deliberatamente in ascolto, mi sono imbattuto solo nell’ultimo fine settimana in : due tradimenti, un affare losco, una tremenda ed incomprensibile litigata sull’asse Bologna-Senegal, tre analisi minuziose di cartelle cliniche. Il tutto avvenuto in locali pubblici, al cospetto di decine altri avventori, sommersi dai decibel di conversazioni più simili ad un comizio che ad una comunicazione telefonica.

E’ ora di finirla con questa dilagante maleducazione! Ben vengano le aree “Cell free”.

Gli urlatori telefonici sono come i fumatori in luogo pubblico. Dite loro di smettere poiché avvelenano anche te!

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