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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo Quando a Napoli cadevano le bombe   Lo spettacolo “Quando a Napoli cadevano le bombe”, ideato, scritto e diretto...
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QUALI “PRIMARIE”?   di Sergio Zazzera   Le “primarie” del 6 marzo scorso, finalizzate alla designazione del candidato alla carica di sindaco di...
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Napoli Ottocento, come venivano i turisti   di Antonio La Gala   Negli anni Venti dell’Ottocento cominciarono a crescere i flussi turistici verso...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Monos di Antonio Di Nola - Oèdipus Edizioni   Spesso siamo portati a pensare che la poesia e la scienza...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940   Giovedì 10 ottobre ore 18:30 Maria Grazia Gugliotti,...
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CARMINE COLELLA ALL'ASSOCIAZIONE LUCANA     La conferenza verterà su Francesco Mauro, illustre lucano di Calvello (Potenza), di cui si era persa...
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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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Gianfranco PECCHINENDA, Come se niente fosse   di Luigi Alviggi   Undici racconti aprono lo sguardo su una serie di scenari ove le differenze tra...
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FUGA DEI PENSIONATI ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   Il numero dei pensionati che si trasferiscono all’estero è in costante aumento. Tra le ragioni...
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AL BAR, MA SENZA CELLULARE

 

di Peppe Iannicelli

 

Il Comune di Udine ha varato la silenziosa iniziativa “Cell free” per preservare la salute acustica dei residenti e dei visitatori. I gestori dei pubblici aderenti all’iniziativa s’impegnano a decellularizzare bar e ristoranti, creando una vera e propria oasi  di silenzio.

In questi silenziosi locali si potrà gustare un caffè, mangiare una pizza, scambiare due parole senza l’assillo martellante delle suonerie squillanti e, soprattutto, senza doversi sorbire le altrui conversazioni a telefono.

Siamo un popolo strano! Siamo gelosi della nostra privacy ed inivitiamo calorosamente il prossimo a farsi i … casi suoi!

Nessuno si azzarda a dichiarare il suo stipendio, né qualcuno sarebbe disponibile a parlare apertamente di una malattia o di una tresca extraconiugale. Eppure, quando ci  attacchiamo al cellulare, queste remore crollano miseramente. L’apparecchio telefonico mette a nudo vizi privati e pubbliche virtù italiche.

Senza neanche mettermi deliberatamente in ascolto, mi sono imbattuto solo nell’ultimo fine settimana in : due tradimenti, un affare losco, una tremenda ed incomprensibile litigata sull’asse Bologna-Senegal, tre analisi minuziose di cartelle cliniche. Il tutto avvenuto in locali pubblici, al cospetto di decine altri avventori, sommersi dai decibel di conversazioni più simili ad un comizio che ad una comunicazione telefonica.

E’ ora di finirla con questa dilagante maleducazione! Ben vengano le aree “Cell free”.

Gli urlatori telefonici sono come i fumatori in luogo pubblico. Dite loro di smettere poiché avvelenano anche te!

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