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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Il giorno 20 maggio alle ore 19.30 Francesco Pinto, Direttore del Centro di produzione della Rai,...
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Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
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Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Al Teatro Trianon Viviani di Napoli Zappatore Tiziana De Giacomo in scena con Francesco Merola - Regia...
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UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
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Miti napoletani di oggi.66 L’EDITORE   di Sergio Zazzera   L’Enciclopedia Treccani definisce “editore” «chi esercita l’industria della produzione e...
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STORIE DI CERAMICA     (Giugno 2018)
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TANTI AUGURI. MARADONA CHE NON TRADISCE   di Peppe Iannicelli   Napoli e Buenos Aires, il Vesuvio ed il Rio de La Plata,  i vicoli del Decumano e le...
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AL BAR, MA SENZA CELLULARE

 

di Peppe Iannicelli

 

Il Comune di Udine ha varato la silenziosa iniziativa “Cell free” per preservare la salute acustica dei residenti e dei visitatori. I gestori dei pubblici aderenti all’iniziativa s’impegnano a decellularizzare bar e ristoranti, creando una vera e propria oasi  di silenzio.

In questi silenziosi locali si potrà gustare un caffè, mangiare una pizza, scambiare due parole senza l’assillo martellante delle suonerie squillanti e, soprattutto, senza doversi sorbire le altrui conversazioni a telefono.

Siamo un popolo strano! Siamo gelosi della nostra privacy ed inivitiamo calorosamente il prossimo a farsi i … casi suoi!

Nessuno si azzarda a dichiarare il suo stipendio, né qualcuno sarebbe disponibile a parlare apertamente di una malattia o di una tresca extraconiugale. Eppure, quando ci  attacchiamo al cellulare, queste remore crollano miseramente. L’apparecchio telefonico mette a nudo vizi privati e pubbliche virtù italiche.

Senza neanche mettermi deliberatamente in ascolto, mi sono imbattuto solo nell’ultimo fine settimana in : due tradimenti, un affare losco, una tremenda ed incomprensibile litigata sull’asse Bologna-Senegal, tre analisi minuziose di cartelle cliniche. Il tutto avvenuto in locali pubblici, al cospetto di decine altri avventori, sommersi dai decibel di conversazioni più simili ad un comizio che ad una comunicazione telefonica.

E’ ora di finirla con questa dilagante maleducazione! Ben vengano le aree “Cell free”.

Gli urlatori telefonici sono come i fumatori in luogo pubblico. Dite loro di smettere poiché avvelenano anche te!

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