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 INAUGURATA LA SEZIONE ANPI “AEDO VIOLANTE”   Siamo lieti di pubblicare il discorso di Giancarlo Violante, in occasione dell’inaugurazione della sezione...
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Giuseppe Petrillo   di Romano Rizzo   Giuseppe Petrillo è stato un valido poeta, di cui, però, conosco molto poco e mi dispiace. Posso dirvi soltanto...
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LA COSTITUZIONE APERTA A TUTTI Al centro dell’incontro il tema dell’Inclusione   di ANNAMARIA RICCIO   Realizzata da Giuffrè Francis Lefebvre insieme...
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Giardini di antiche ville in Campania   di Antonio La Gala     Spesso, nel visitare qualche antica villa napoletana o campana, restiamo colpiti dalla...
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LA FRITTATA   di Luigi Rezzuti   Da ragazzo Arturo abitava in una traversa del Corso Garibaldi che congiungeva il corso con il Borgo di Sant’Antonio...
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Parlanno ’e poesia   di Romano Rizzo   Nando Clemente  Nando Clemente, degno continuatore della poesia classica napoletana, è stato un uomo dotato di...
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UNA SORGENTE DI ACQUA DOLCE IN MEZZO AL MARE   di Luigi Rezzuti   Nella splendida costa orientale della Sardegna, tra le splendide calette del Golfo...
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UNA STORIA COMMOVENTE   di Luigi Rezzuti   Miguel e Maria Garcia si sono conosciuti per le strade colombiane quando, entrambi senzatetto, erano...
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E’ MORTO GIGI PROIETTI   di Luigi Rezzuti   Nel cordoglio di tanti, si è spento, per problemi cardiaci, Gigi Proietti, all’età di 80 anni, proprio...
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MI SENTO OSSERVATO   di Luigi Rezzuti   E’ sabato pomeriggio, la prossima settimana è l’Epifania, devo comprare ancora tanti regali: per mia moglie, i...
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Articoli

Chi si arricchisce

Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Chi si arricchisce con la fornitura di armi al terrorismo?

Non si ha notizia di inchieste giornalistiche sulla fornitura di armi usate dai terroristi, che hanno insanguinato il mondo con feroci attentati e contrastato militarmente gli attacchi per combatterli. Di sicuro c’è che l’Islam non ne produce; che sono fucili, mitragliatrici, mine, cannoni; che qualcuno si è arricchito con il commercio clandestino e che molto probabilmente si tratta di aziende occidentali, degli stessi Paesi presi di mira dal fanatismo sanguinario dell’Isis. Suggeriamo il tema, scottante come e più di tanti altri affrontati dalla Gabanelli e dai suoi eredi, ai coraggiosi redattori di Report o ai responsabili dell’Espresso, ultimo periodico nazionale che fa giornalismo d’inchiesta.

I geni sono geni e si trasmettono di generazione in generazione.

Talvolta ne “saltano” una, per ripresentarsi nelle successive. E’ il caso di Giulio Cesare Mussolini (il doppio nome ‘Giulio Cesare’ è tutto un programma), pronipote del duce, distratto dall’incarico di dirigente Finmeccanica, dopo aver militato in marina come ufficiale. La ducessa Giorgia Meloni, in un suo impeto, solo un po’ mascherato, di fascista prestata alla politica, lo ha scovato, forse con una ricerca su Google, e lo ha cooptato perché si candidi con Fratelli d’Italia alle prossime europee. L’evento è immortalato in un video. I due soggetti hanno alle spalle, non a caso, la scalinata del Palazzo della Civiltà Italiana dell’Eur, costruita nel Ventennio. Casa Pound, Forza Nuova e altri esponenti della destra estrema non hanno ancora commentato l’exploit della Meloni, ma avranno certamente salutato l’ingaggio del Mussolini anni tremila con il braccio alzato e un sonoro “Eia, eia, alalà”. La prossima tappa? Un selfie di Meloni, Salvini, Mussolini, da pubblicare come manifesto elettorale. La ducessa: “Sono fiera di candidarlo”.

Alle spalle un storia esemplare

scritta dai vertici e da quanti hanno indossato la divisa di semplice carabiniere, accolto nella grande comunità dell’Arma solo se esente da ombre nella vita personale, familiare e di precedenti generazioni. I carabinieri sono stati a lungo estranei a comportamenti disonorevoli, diffusi in altri ambiti delle forze dell’ordine, ad episodi di corruzione e deviazione dalla correttezza nello svolgimento dei rispettivi ruoli. Purtroppo, le stagioni del degrado di una società malata, segnata dal dilagare del malaffare, della colpevole promiscuità con molteplici segmenti dell’illegalità, hanno coinvolto anche i carabinieri, seppure in casi eccezionali. La tragica vicenda del giovane Cucchi, torturato e ucciso, ha rivelato un caso gravissimo di brutalità in suo danno e, peggio, l’omertà nei confronti dei carabinieri responsabili di quadri intermedi dell’Arma e perfino nelle alte sfere. L’odissea, vissuta dalla famiglia del ragazzo ucciso, in particolare dalla sorella, che non si è mai arresa di fronte a reticenze, omissioni, menzogne dei carabinieri, si è trascinata senza esito per anni. Finalmente tutto questo è franato ed è merito della famiglia di Stefano Cucchi, ma in questo prologo di un finale finalmente giusto, anche del generale comandante dell’Arma Nistri, deciso ad accertare la verità sul caso, a individuare le responsabilità di carabinieri e ufficiali, per punirli senza ombra di clemenza e a costituirsi parte civile. In quattro pagine, Nistri risponde con parole nobili, di vicinanza non formale alla famiglia, a un post di Ilaria Cucchi, che, a sua volta replica “Mi si scalda il cuore. Finalmente non mi sento più sola”.

Per sdrammatizzare

L’arcivescovo di Malta celebra messa e al momento di bere il vino, simbolo del sangue di Gesù, bisbiglia sbalordito all’orecchio del prete che lo affianca un inequivocabile “ma è wisky”. Il parroco della chiesa in questione lo beve abitualmente al momento della celebrazione eucaristica e, nella circostanza, ha dimenticato di sostituirlo con il vino? La Chiesa non finisce mai di svelare singolari retroscena.

(Aprile 2019)

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