NEWS

Villa Patrizi e S. Stefano   di Antonio La Gala   Fra le due aree collinari contigue, di Posillipo e del Vomero, possiamo individuare una zona di...
continua...
Il governo migliore è la speranza   di Annamaria Riccio   Affidiamo i nostri desideri agli eventi del futuro. Viviamo pensando che il dopo sarà la...
continua...
SALUTE Frutta di primavera   di Luigi Rezzuti   In primavera arriva la frutta “golosa”, quella che piace proprio a tutti, dai grandi ai bambini e...
continua...
Giovanni Panza, pittore  senza problematiche   di Antonio La Gala   Giovanni Panza (Miseno, 1894-1989), teorizzava che la vita di ogni persona è...
continua...
UN NATALE DEL DOPOGUERRA   di Luigi Rezzuti   Alla fine del 1945 Napoli era ancora un cumulo di macerie. La città rinasceva lentamente...
continua...
Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
continua...
PREMIO SALVATORE CERINO  
continua...
CHIUSO IL CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il calcio mercato invernale 2017. Quest’anno, a differenza delle passate...
continua...
Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Le “Lettere al Direttore”   Un recente articolo dell’amico Sergio Zazzera ha come tema “Lettere al...
continua...
IL CALCIO E’ CORROTTO E MALATO   di Luigi Rezzuti   Purtroppo il calcio, il più bel gioco mondiale, seguito dalla maggior parte delle persone, è...
continua...

BARCHE E ARTE

 

di Sergio Zazzera

 

Una premessa, un tantino articolata, ritengo necessaria: non sono un “tifoso” della Lega e non sono neppure un critico d’arte; mi sforzo soltanto di assicurare il collegamento fra gli occhi e il cervello, qualsiasi cosa mi accada di guardare.

Ciò detto, vengo alla notizia, diffusa dai media, dell’esposizione all’Arsenale di Venezia, a cura dell’artista Christoph Buechel, dello scafo naufragato nel 2015, con oltre settecento migranti a bordo.


Ebbene, non condivido l’idea di esporre alla Biennale l’imbarcazione in questione, non già perché – come vorrebbe la Lega – sarebbe stato preferibile che quei migranti fossero rimasti “a casa loro” e che colà noi li avessimo “aiutati”, bensì perché credo che l’opera d’arte sia cosa assolutamente diversa. E mi ritengo in ottima compagnia: suggerisco, anzi, la lettura della Breve storia dell’arte moderna di Jean Clair.

Alcuni anni fa, scrissi, a proposito dell’installazione di Yannis Kounellis al Ponte di Tappia, che bisognava collegarvi una lampadina, giacché quella sarebbe stata un’opera d’arte, soltanto se essa non si fosse illuminata; altrimenti, saremmo stati in presenza, semplicemente, di un generatore di elettricità. L’arte, infatti, è imitazione della realtà, non già la realtà stessa.

Sempre alcuni anni fa, poi, a proposito della celebre Piroga di Hidetoshi Nagasawa, scrissi che, per verificare se si trattasse di un’opera d’arte, sarebbe stato necessario immergerla nell’acqua: l’ipotesi, infatti, sarebbe rimasta verificata soltanto nel caso del suo affondamento; diversamente, quella sarebbe stata soltanto una piroga.

Concludo: nel nostro caso, l’affondamento si è già verificato, quattro anni fa. Giudichi, dunque, il lettore se siamo di fronte a un’opera d’arte.

(Maggio 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen