NEWS

"IL COMANDANTE BULOW"     (Gennaio 2019)
continua...
TEATRO BOLIVAR - stagione 2016/2017 direzione artistica David Jentgens ed Ettore Nigro   TERRAMIA | musica e teatro di tradizione NUOVEVELE | teatro...
continua...
CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora...
continua...
(Novembre 2017)
continua...
 SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   I “no” degli omofobi   Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il...
continua...
“PROCIDA ‘900”   Martedì 15 maggio 2018, alle ore 17.30, nell’aula “Massimo Della Campa” (4° piano) della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 –...
continua...
Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
continua...
IL MUGNAIO   di Luigi Rezzuti   Due fratelli, due scugnizzi napoletani, di quelli D.O.C., si erano trasferiti, insieme alle loro famiglie, in un...
continua...
ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
continua...
Illustri illustratori: i Matania   di Antonio La Gala   Càpita spesso di incontrare, fra gli artisti figurativi napoletani, vere dinastie. Fra i...
continua...

BARCHE E ARTE

 

di Sergio Zazzera

 

Una premessa, un tantino articolata, ritengo necessaria: non sono un “tifoso” della Lega e non sono neppure un critico d’arte; mi sforzo soltanto di assicurare il collegamento fra gli occhi e il cervello, qualsiasi cosa mi accada di guardare.

Ciò detto, vengo alla notizia, diffusa dai media, dell’esposizione all’Arsenale di Venezia, a cura dell’artista Christoph Buechel, dello scafo naufragato nel 2015, con oltre settecento migranti a bordo.


Ebbene, non condivido l’idea di esporre alla Biennale l’imbarcazione in questione, non già perché – come vorrebbe la Lega – sarebbe stato preferibile che quei migranti fossero rimasti “a casa loro” e che colà noi li avessimo “aiutati”, bensì perché credo che l’opera d’arte sia cosa assolutamente diversa. E mi ritengo in ottima compagnia: suggerisco, anzi, la lettura della Breve storia dell’arte moderna di Jean Clair.

Alcuni anni fa, scrissi, a proposito dell’installazione di Yannis Kounellis al Ponte di Tappia, che bisognava collegarvi una lampadina, giacché quella sarebbe stata un’opera d’arte, soltanto se essa non si fosse illuminata; altrimenti, saremmo stati in presenza, semplicemente, di un generatore di elettricità. L’arte, infatti, è imitazione della realtà, non già la realtà stessa.

Sempre alcuni anni fa, poi, a proposito della celebre Piroga di Hidetoshi Nagasawa, scrissi che, per verificare se si trattasse di un’opera d’arte, sarebbe stato necessario immergerla nell’acqua: l’ipotesi, infatti, sarebbe rimasta verificata soltanto nel caso del suo affondamento; diversamente, quella sarebbe stata soltanto una piroga.

Concludo: nel nostro caso, l’affondamento si è già verificato, quattro anni fa. Giudichi, dunque, il lettore se siamo di fronte a un’opera d’arte.

(Maggio 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen