NEWS

I HAVE A DREAM   di Sergio Zazzera   “I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di...
continua...
Miti napoletani di oggi.45 LA “NASCITA” DELLA CAMORRA   di Sergio Zazzera   I Romani erano specialisti abilissimi nel confezionamento di “miti di...
continua...
Abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi di euro   di Luigi Rezzuti   Qualche anno fa, avemmo modo di denunciare lo spreco di danaro da parte...
continua...
Benedetta primavera   di Luciano Scateni   Ironia? Satira? L’una e l’altra: m’incammino sulla retta via dell’empatia quasi affettuosa per l’ex testata...
continua...
AUSTERITA’   di Luigi Rezzuti   Non ho vergogna ad ammettere che di politica non capisco niente e di conseguenza non sono simpatizzante di nessuna...
continua...
Maria Cristina Russo, Ortensia e altri fiori, Albatros Editore   di Luciana Alboreto   Ortensia regna, sovrana, nel suo giardino incantato da...
continua...
LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
continua...
Il mercato calcistico del Napoli per gennaio   di Luigi Rezzuti   Il mercato calcistico di gennaio, chiamato anche mercato di riparazione,  si è...
continua...
Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
continua...
SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
continua...

Miti napoletani di oggi.72

L’INDUSTRIALIZZAZIONE

 

di Sergio Zazzera

 

Fin dal XVI secolo, una vasta area a sud di Napoli – da Torre Annunziata a Gragnano – fu caratterizzata dalla produzione della pasta secca alimentare. Sempre a sud, ma alle porte della città, dai primi del secolo scorso, San Giovanni a Teduccio ospitò lo stabilimento della Cirio, realizzato da Giovanni Signorini, piemontese di larghe vedute, ma anche più a sud, fino all’Agro Nocerino-sarnese, le industrie alimentari fiorirono.

Poi, quasi contemporaneamente alla Cirio, nell’area di Bagnoli cominciarono a insediarsi le industrie metallurgiche e chimiche: la prima fu l’ILVA (poi Italsider, nella foto), nel 1904, seguita dalla Montecatini (1908), dall’Eternit (1936-38) e dalla Cementir (1947). La loro fine, però, cominciò nel 1964 e si protrasse fino al 1992; nel frattempo, già fra gli anni 50 e i 70 era iniziato il tramonto anche delle industrie alimentari.

A questo punto, lo sguardo attento del lettore meridionale non può non cogliere la duplicità del mito dell’industrializzazione del Napoletano. Da una parte, infatti, la concentrazione d’industrie metallurgiche e chimiche sul litorale di Bagnoli ha distrutto quella che sarebbe potuta essere, per Napoli, l’equivalente della Riviera di Ponente genovese; e Dio solo sa quanto costerà, in termini sia di tempo, che di danaro, la bonifica. Dall’altra, poi, oggi nelle cucine napoletane entrano pasta e conserve alimentari provenienti, nell’ipotesi più benevola, dall’Italia centro-settentrionale (quella più malevola è la provenienza dall’Estremo Oriente).

È recentissima la notizia dell’intenzione dei sorrentini di recuperare lo storico mulino in fondo al vallone, nell’ottica d’intraprendere la produzione della pasta “come quella di una volta”. L’augurio più “napoletano” che si possa formulare è che “passi l’Angelo e dica Amen”.

(Giugno 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen