NEWS

MACCHINE DA SCRIVERE DALL’800 AD OGGI   a cura di  Luigi Rezzuti   Nell’epoca del digitale e dei computer la scrittura si è evoluta e continua ad...
continua...
Miti napoletani di oggi.41 L’IDENTITA’ NAPOLETANA   di Sergio Zazzera   L’antropologia definisce l’identità come «patrimonio da conservare» e, in...
continua...
La Prima Edizione de “Il Presepe Vivente” a Boscotrecase (NA) nell’antica contrada Oratorio Una straordinaria occasione per conoscere vecchi mestieri e...
continua...
CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Tra una partita e l’altra del campionato di Serie A, tra una partita di Champions League ed...
continua...
Miti napoletani di oggi. 77 LA “SANT'ORSOLA” DI CARAVAGGIO   di Sergio Zazzera   Fiore all’occhiello della sede napoletana delle “Gallerie...
continua...
Maturità alle porte - Riflessioni di una studentessa   di Irene Del Gaudio   Sono una studentessa. Liceale, ancora per poco. Si avvicina...
continua...
 SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   I “no” degli omofobi   Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il...
continua...
IL TEATRO A NAPOLI   a cura di Luigi Rezzuti   Napoli è una città che trova svariati modi di esprimersi, dalla poesia alla musica, dal teatro al...
continua...
NAPOLI CAMPIONE D’INVERNO   di Luigi Rezzuti   Solo per la squadra del Napoli  il 2017 non ha portato sfortuna, anzi ha dimostrato che la forza dei...
continua...
SALUTE E BENESSERE Dipendenza sessuale on line   di Manuela Morra   Il mondo virtuale, tanto vantaggioso per molteplici aspetti della vita di...
continua...

Per grazia non ricevuta

 

di Antonio La Gala

 

Non desta meraviglia (non perché non la dovrebbe destare, ma solo perché vi ci siamo abituati) la presenza, nei nascondigli dei peggiori malavitosi, di immagini e letture sacre, circostanza che evidenzia che, a livelli bassi di cultura, il confine fra i sani sentimenti religiosi e forme di superstizione anche aberranti, è piuttosto indefinito. Indagando su questo aspetto, nella Napoli del passato, ci siamo imbattuti in precedenti storici, episodi e personaggi curiosi, o almeno originali.

Appena un malavitoso commetteva un “guaio” (assassinio), il “suo ambiente” si  mobilitava. Anche in campo devozionale.

Le donne, da lui sfruttate come prostitute, non per affetto ma per paura, si recavano in questa o quella chiesa per pregare questo o quel santo, affinché la sua intercessione impedisse che il malvivente cadesse nelle mani della giustizia, promettendo di “non peccare” in qualche giorno della settimana. Il popolino era convinto che questo “sacrificio” delle pecorelle smarrite fosse gradito dai santi invocati e perciò accolto positivamente.

Per dare al loro sfruttatore la prova che erano andate in chiesa e adempiuto alla richiesta dell’intercessione, le pecorelle smarrite gli facevano recapitare da “persona sicura” un’immaginetta, un mozzicone di candela, qualche altra cosa presa dalla chiesa, la cosiddetta “divozione”.

Se l’assassino veniva arrestato, le predette pecorelle insistevano in nuove forme di devozione affinché, in linea subordinata, gli intercessori invocati almeno influenzassero  positivamente l’animo dei giudicanti.

L’eventuale moglie del malavitoso, a sua volta, superando in questa occasione il comprensibile astio verso le pecorelle pappa e ciccia con lo sposo, operava in sinergia con esse, mettendosi a raccogliere oboli nell’ambiente del birbone, per far celebrare una Messa a suo favore (la cosiddetta “Messa pezzentella), oboli che per solidarietà di categoria nel suo ambiente nessuno le negava.


Cosa faceva quello che “aveva fatto il guaio?

Sia che fosse a piede libero che in carcere, faceva voto di far dipingere, su carta, tela o vetro, con soldi suoi o degli “amici”, la scena del “guaio, che sarebbe andato a portare al rettore della chiesa dove si venerava il santo  benefattore, dopo che l’avesse fatta franca.

Se il malavitoso veniva graziato, si svolgeva il rito del ringraziamento con scioglimento del voto del quadro, benedizione del dipinto e Comunione del graziato. 

Se il malavitoso, invece, veniva condannato, in qualche caso arrivava addirittura a calpestare “divozioni e immagini sacre che “non erano servite a niente”, oppure a cancellare dai quadri votivi le immagini dei santi inadempienti, e cancellare dalla scritta acronima V.F.G.A. (Voto Fatto Grazia Avuta), le due lettere G.A.

(Giugno 2019)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen