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MACCHINE DA SCRIVERE DALL’800 AD OGGI   a cura di  Luigi Rezzuti   Nell’epoca del digitale e dei computer la scrittura si è evoluta e continua ad...
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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
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Miti napoletani di oggi.75 IL PRESEPE   di Sergio Zazzera   Se torno, ancora una volta, sul tema del Presepe, ciò è dovuto, essenzialmente, alla...
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SFUGLIATELLA     (Marzo 2019)
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Luca Postiglione. La vita come un sogno dorato   di Antonio La Gala   Luca Postiglione (1876-1936) fu un artista - pittore e poeta - attivo nei...
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Ammutinamento dei calciatori del Napoli   di Luigi Rezzuti   Non si rasserena il clima in casa Napoli, anche perché il comunicato diffuso dal club di...
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ALLA REGGIA DI CASERTA COL TRENO REGGIA EXPRESS   di Luigi Rezzuti   Da metà gennaio del 2017, dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale parte...
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E' in libreria “UN PERCHÉ AL GIORNO TOGLIE LA NOIA DI TORNO” di Luciano Scateni contributi di Pino Imperatore e Lucio Rufolo Disegni  di Luciano...
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CONCERTO DI NATALE - FONDAZIONE CASTEL CAPUANO     (Dicembre 2019)
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Livia Carandente, Quanti figli hai? Quando l’attesa di un bebè dura più di nove mesi (Tau Editrice)

 

di Luciana Alboreto

 


A come Amore. Amore come filo conduttore di una narrazione di sottile introspezione psicologica che motiva la giovane giornalista napoletana, Livia Carandente, a coinvolgere, attraverso la protagonista del testo, la platea dei lettori sui sentimenti più intimi e delicati, vissuti nella ricerca della maternità. Maternità sospirata e attesa, quella complessa da concretizzarsi per ostacoli di salute fisica, anche se non sempre insormontabili, ai quali sopraggiungono momenti amari e imbarazzanti, per la sgradevole e urticante invadenza di coloro che, con scarsa intelligenza e sensibilità, interagiscono con chi è già provato dall’insuccesso di una gravidanza naturale. Come gestire il disagio fisico, causato dalla diagnostica medica, con lo scoramento per gli esiti destabilizzanti, insieme alle inevitabili manifestazioni psicosomatiche, che si esprimono nelle sequele di questo iter? La risposta che, con coraggio, fornisce l’autrice conduce verso una direzione di senso invincibile, nella misura in cui l’Amore diventa il fine ultimo da perseguire in queste comuni e frequenti vicende umane. Emergerà il temperamento forte della protagonista, ironico nella sua capacità di sdrammatizzare e ridimensionare i toni, mentre si farà strada, imperiosa, la sua volontà di abbandonarsi ad un atto di Fede che, solo, può rischiarare la strada che ricondurrà all’equilibrio e alla serenità. Sarà caldeggiare, con amore incondizionato, la prospettiva di un’adozione, sarà credere fortemente nella sacralità del legame con il compagno di vita, sarà l’essersi resa feconda della Grazia di Dio Padre nell’accettarsi come tassello di un Disegno imperscrutabile, compiendo in esso una Volontà prestabilita, che le daranno forza di intraprendere un cammino nuovo. E questo è l’atto di Amore che matura, elevandosi nell’animo di una donna, attraverso il dolore. È questo il momento in cui si riesce a perdonare per le invadenze inopportune subite. È questo lo spiraglio di luce che ti fa andare avanti, senza volgerti mai indietro. La maternità, quella vera, sarà così davvero realizzata e gratificata nella sua pienezza.

(Ottobre 2019)

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