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IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Napoli 3,0 Sguardi sulla città di Mariacarla Rubinacci Biblioteca dei Leoni, Castelvetrano Veneto,...
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Miti napoletani di oggi.51 I MERCATINI RIONALI   di Sergio Zazzera   Mimmo Piscopo, Mercatino di Antignano Napoli è tutta un pullulare di...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940    17 maggio ore 18:00 L'incontro è dedicato a due...
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Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
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Miti napoletani di oggi.72 L’INDUSTRIALIZZAZIONE   di Sergio Zazzera   Fin dal XVI secolo, una vasta area a sud di Napoli – da Torre Annunziata a...
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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All’asilo dalle suore   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che Enrico si trovava davanti a quel muro scrostato, non poteva fare a meno di fermarsi e...
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Miti napoletani di oggi.74

IL “CAFFE' SOSPESO”

 

di Sergio Zazzera

 

Che Napoli sia diventata, già da almeno un secolo e mezzo, la “patria” del caffè(-bevanda, poiché quelle della materia prima rimangono la penisola araba e il Brasile) è un dato ormai più che sufficientemente acquisito: non dico a Parigi, ma neppure a Milano o a Torino hanno un’idea di che cosa sia il caffè (quello vero, s’intende).

Negli ultimi tempi, poi, è tornata di moda la pratica, tutta napoletana, ispirata alla terza Virtù teologale, del “caffè sospeso”, vale a dire, della tazza di caffè pagata e lasciata a disposizione di chi non sia in grado di pagarsela: guarda caso, questo “ritorno di fiamma” è coinciso proprio con l’esplosione della crisi economica. Peraltro, sul modello del caffè, in questi ultimi tempi si è affermata pure la pratica della “pizza sospesa”, il cui funzionamento è assolutamente identico.

Ora, a voler individuare in tutto ciò il mito, credo che sia necessario porsi nell’ottica del beneficiario di questa piccola liberalità, piuttosto che in quella dell’offerente: chi, infatti, si sentirebbe di escludere l’esistenza di soggetti che – al pari dei lavoratori in nero che beneficiano del reddito di cittadinanza –, pur potendo pagarsela da sé, consumino a scrocco la tazzina di caffè, che sarebbe stata destinata a un loro simile meno fortunato?

(Novembre 2019)

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