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Miti napoletani di oggi.61 IL "DIVARIO TRA LE CLASSI SOCIALI"   di Sergio Zazzera     Mai come a Napoli si è fatto registrare in maniera tanto...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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Maria Cristina Russo, Ortensia e altri fiori, Albatros Editore

 

di Luciana Alboreto

 

Ortensia regna, sovrana, nel suo giardino incantato da stupefacenti cromie, da inebrianti profumi e da imprevedibili fioriture. È l’aiuola più misteriosa, quella coltivata da una donna di grande levatura culturale e di spessore umano che, in età matura, si sofferma su se stessa e, liberandosi di ogni velo inibitore, si ribattezza con il nome dei fiori più vari. Ortensia è la voce narrante dell’intrigo di ogni storia che le appartiene, che ha sognato o che ha vissuto da spettatrice. Non è più tempo per lei di includere in un silenzio soffocato le emozioni e di costringersi a reprimere l’innata ribellione verso la grettezza e l’ipocrisia. Ora è tempo di esaltare il trionfo della vita. Narrerà di gioie, amarezze, delusioni, realtà, sogni proibiti. E lo farà con la consapevolezza che la libertà di cui si è appropriata è un dono che nulla e nessuno potranno mai più rubarle. La lettura dei brevi racconti scorre agile nell’alternarsi di toni grevi, ilari, ironici, composti. In ogni storia, attraverso ogni fiore, sboccia un petalo della verità di Ortensia.

Dalla viva voce dell’Autrice:

Quale il leitmotiv ed il filo conduttore del libro?

“Il leitmotiv del libro è il desiderio di metamorfosi, che ne diventa il vero filo conduttore. Metamorfosi che, in un atto di critica introspezione, mi raffigura come crisalide pronta a schiudersi in farfalla. I personaggi da me raccontati sono come bruchi che, sollecitati da più vari eventi, si aprono a quella coscienza che vuole il cambiamento, anche nel dolore di quando si interrompono le abitudini routinarie. Questo passaggio non è da tutti, perché la coscienza di sé è spesso legata al proprio background culturale”.

Come pensa di suscitare interesse ed emozioni nei lettori e prevede un approccio diverso tra pubblico maschile e femminile?

“Credo che l’approccio sarà diverso fra lettore e lettrice. In alcuni racconti il lettore potrebbe sentirsi bacchettato o sbeffeggiato e la lettrice esaltata nel suo universo femminile, ma nella valutazione globale del testo la figura trionfante al maschile si alterna, con equilibrio, con quella al femminile ugualmente trionfante. Spero di suscitare interesse e riflessioni, oltre a quelle emozioni che toccheranno la sensibilità di chi si riconosce nelle tematiche che affronto”.

Quando una donna ribalta se stessa, addentrandosi in un’avventura letteraria, riesce a conciliare il nuovo stile con gli schemi canonici di vita?

“Quando una donna in età matura, alla boa dei cinquanta anni, si addentra in ogni sorta di avventura, esprime la volontà di rompere con gli abitudinari schemi canonici di vita, fiduciosa di poter esplorare e far proprio un sentiero vergine di esperienze e conoscenze. Oltre a essere figlia, moglie e madre ho riscoperto l’amore per me stessa non in veste egoistica, ma nella gioia di recuperarmi e migliorare la qualità delle relazioni umane. Ho dovuto, però, liberarmi dei fardelli che mi angosciavano, di ansie e tabù che mi limitavano. Attraverso questi undici racconti ho riversato il mio mondo interiore ritrovato, come in un vaso di Pandora, osando ciò che non avrei mai osato!”

(Dicembre 2019)

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