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WEEKEND SULLA NEVE

 

di Luigi Rezzuti

 

Tutto ebbe inizio con il weekend che Franco e Vanessa avevano deciso di fare in montagna.

Partirono nel primo pomeriggio ed arrivarono prima di cena in albergo.

Dopo essersi sistemati in camera ed aver fatto una doccia per riprendersi un po’, si apprestarono a scendere nella sala ristorante per la cena.

Mentre Vanessa si preparava, Franco la guardò attentamente: era davvero bella.

Arrivati giù, si accomodarono al tavolo ed iniziarono a cenare quando da un altro tavolo si sentirono chiamare. “Vanè … Vanessa!” era Enza, la madre della sua amica del cuore, Marianna, che era lì con il marito Sandro.

Dpo i classici convenevoli “Anche voi qui?”, “Fino a quando vi fermate?”, decisero di sedere tutti allo stesso tavolo.

Durante la cena Franco notò come Enza e Sandro erano una coppia davvero in forma, nonostante non fossero più giovani.

Lui, 55 anni, con un po’ di pancetta, molto elegante, battuta sempre pronta.

Lei, qualche anno in meno e fisico ben curato.

Intorno alla mezzanotte si salutarono e si diedero appuntamento per il giorno seguente, con l’intesa di trascorrerlo insieme.

E infatti la trascorsero sulle piste, fra discese, foto, qualche caduta e molte risate.

Per la sera, in albergo, era stata organizzata una festa dopo cena.

Vanessa per l’occasione si presentò con un vestitino nero, molto elegante, con una scollatura non troppo evidente, tacchi normali e, sulle labbra, un tocco di rossetto color carne.

Arrivati nel salone, Franco notò che anche Enza non ci scherzava: aveva un vestito blu con le bretelline, un po’ più lungo di quello di Vanessa, tacchi normali e anche lei sfoggiava una scollatura, ma non eccessiva.

La cena era appena iniziata e, dopo qualche brindisi di troppo, Sandro li spiazzò tutti dicendo: “Vanè … ti ricordi quando da piccola ti eri innamorata di me?”.

Vanessa arrossì ma non tardò a rispondere “Certo che mi ricordo, mi piaceva il modo come ti vestivi e come parlavi ...”

“Vabbè, eri una bambina” rispose Sandro ed aggiunse, con uno stupido risolino, “Anche se adesso un pensierino lo farei …” mentre in cuor suo Franco pensava “Vedi che bel cretino, questo qui!”

“Sandro”, intervenne allora Enza, fingendo di picchiarlo “Finiscila dai … La metti in imbarazzo!”, aggiunse sorridendo.

La serata continuò sempre con molte battute e tanto vino.

Dopo cena, cominciò la musica e iniziarono a ballare.

Vanessa era abbastanza brilla. Anche i nostri amici non erano da meno ma riuscirono a tenersi in piedi per ballare.

Ad un certo punto, durante un ballo, ci fu uno scambio di dame e Franco si ritrovò Enza fra le braccia

Tra un giro e l’altro notarono che Vanessa e Sandro, oltre che ballare, si scambiavano paroline all’orecchio e dopo poco ridevano.

“Chissà cosa avranno da ridere quei due?” disse Enza … sorridendo.

Franco strinse le spalle come per far capire che non poteva saperlo e sorrise anche lui di un sorriso stentato.

Verso le due di notte la sala era quasi vuota e decisero di ritornare ognuno nella propria camera.

La camera di Sandro ed Enza, all’ultimo piano, era davvero una suite quasi reale, bellissima, grande e sfarzosa.

Il giorno dopo, di buon mattino, i quattro presero la seggiovia che portava su alle piste, per poi ridiscendere sciando.

Ad un certo punto la seggiovia si bloccò a metà percorso. Vanessa iniziò ad avere paura, ma Franco la rassicurava dicendo: “Non aver paura si tratterà di una breve interruzione.” Infatti, non aveva nemmeno finita la frase che la seggiovia riprese il percorso.

Alle 13,30 ritornarono abbastanza stanchi in albergo, raggiunsero le loro camere e, dopo essersi cambiati, scesero nel salone ristorante.

Nel pomeriggio decisero, poi, di andare a fare shopping per le strade del paesino e, verso sera, dopo aver cenato in una taverna tipica, nei dintorni, ritornarono in paese.

La mattina seguente Franco e Vanessa salutarono Enza e Sandro, ringraziandoli per aver trascorso, in loro compagnia, un weekend indimenticabile.

Era stata un’esperienza bellissima. Peccato, però, mai più ripetuta.

(Gennaio 2020) 

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