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GIUSTIZIA E POLITICA   di Sergio Zazzera   Il sistema statunitense di amministrazione della giustizia – che non saprei dire se possa essere definito...
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Federico Fellini, realista e visionario, di Luigi Mazzella   di Luigi Alviggi   Il sottotitolo del libro recita: “L’armoniosa complessità di un...
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VACCINARE I MAGISTRATI   di Sergio Zazzera   Potrebbe sembrare l’ottava opera di misericordia, e forse lo è. I magistrati – e, in maniera...
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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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LA COLLINA DEL VOMERO   di Luigi Rezzuti   La magia del panorama, le grandi ville, le variopinte palazzine residenziali nell’elegante stile tardo...
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MUTAVERSO TEATRO   Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di...
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(Novembre 2017)
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IL "PREMIO CERINO"   (Maggio 2016)
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Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
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I marittimi tornino a casa. Restiamo umani

 

Riceviamo dall’assessore del Comune di Procida, Rossella Lauro, e pubblichiamo il seguente comunicato:

 

La nave Diadema della società Costa naviga nei mari della penisola in cerca di un porto da ormeggiare con i suoi 1200 membri di equipaggio.

- Inammissibile che il Governo non si adoperi per mettere in sicurezza questi lavoratori del mare, che lavorano lontani dalle proprie famiglie - protesta duramente l’amministrazione comunale di Procida - abbiamo un marittimo nostro concittadino a bordo, ma la questione riguarda tutti i marittimi coinvolti - Stiamo facendo squadra con le altre amministrazioni che hanno concittadini membri dell'equipaggio. Faremo di tutto per riportarli a casa. Altre navi – in giro per i mari del mondo – attendono di potersi fermare per far rientrare il personale di bordo alle proprie case.

Per tutti questi uomini e donne esponiamo alle nostre finestre, balconi, terrazze o portoni un drappo bianco.

In tanti faremo più rumore, perché “Siamo tutti sulla stessa barca” e nessuno deve essere lasciato indietro e solo.

(Marzo 2020)

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