NEWS

UNA STORIA COMMOVENTE   di Luigi Rezzuti   Miguel e Maria Garcia si sono conosciuti per le strade colombiane quando, entrambi senzatetto, erano...
continua...
Dario Rezzuti, un pittore schivo e solitario   Dario Rezzuti è naro a Napoli nel 1957. Vive e lavora a Tito (PZ). Discende da una famiglia di artisti....
continua...
LA SAGRA DELLA CASTAGNA   di Luigi Rezzuti   Ottobre e novembre sono i mesi delle castagne e la nostra Regione offre l’imbarazzo della scelta per...
continua...
ICEBERG (Ottobre 2016)
continua...
E' ARRIVATA L’ESTATE   di Luigi  Rezzuti   Finita la scuola, è arrivata l’estate ed anche il giorno in cui Elsa e Lina rivedono il mare. Finalmente,...
continua...
LA NOTTE DEI MUSEI     (Maggio 2019)
continua...
Pittura nel Seicento al Vomero   di Antonio La Gala   Quando si parla di pittori "vomeresi" il pensiero va subito ai protagonisti del mondo artistico...
continua...
Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
continua...
IL MIRACOLO DI SAN GENNARO di Henry Weedall   di Luigi Alviggi   Maurizio de Giovanni, prefatore, sottolinea la differenza tra sentimento religioso...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   2017: il discorso agli Ateniesi, rivisitato A Pericle (“circondato dalla gloria”), nato circa 500 anni a.C.,...
continua...

Miti napoletani di oggi.80

PIAZZALE TECCHIO

 

di Sergio Zazzera

 

Dopo via Cimarosa, tocca ora a piazzale Tecchio la sorte della pretesa (mitica, naturalmente) d’immutabilità della toponomastica. La proposta del sindaco di Napoli (una volta tanto!) di reintitolare il piazzale a Giorgio Ascarelli ha incontrato l’opposizione di un vasto movimento di opinione, che va da un comitato di residenti di Fuorigrotta fino all’autorevole Società napoletana di storia patria; opposizione motivata, in via principale, col disagio che ne deriverebbe agli abitanti, perfino all’atto della ricezione della corrispondenza (sic). Poi, la soluzione individuata sarebbe quella di battezzare piazza Ascarelli lo spazio antistante lo stadio, lasciando la denominazione di piazzale Tecchio a tutta la parte residua; soluzione, questa, che mi sembra assolutamente insoddisfacente e mi spiego.

Giorgio Ascarelli (nella foto), giovane imprenditore napoletano di etnia (per favore, non dite “razza”) ebraica, morto ad appena 36 anni, è stato il fondatore della s.s.c. Napoli (sì, quella che quest’anno ha vinto la Coppa Italia); a lui fu intitolato lo stadio che sorgeva a Ponticelli e che le limitate dimensioni, durante il secolo scorso, fecero dismettere, così che il ricordo di lui rimane affidato, se non altro, soltanto alla sua tomba, nel Cimitero israelitico. A sua volta, Vincenzo Tecchio, avvocato e parlamentare della famigerata “era fascista”, è stato il fondatore della Mostra d’Oltremare, che apre i cancelli proprio sul piazzale che, perciò, fu a lui dedicato. Due figure, dunque, che si collocano, rispettivamente, dalla parte dei perseguitati e da quella dei persecutori.

Ciò non avrebbe potuto giustificare, però, a mio avviso, la pretesa né della conservazione del toponimo, né della sua sostituzione: da una parte, infatti, la storia esige che sia conservata la memoria sia del “bene”, che del “male” (semplifico, giusto per richiamare le due categorie proprie del manicheismo); dall’altra, non è giusto che la memoria del fondatore della squadra – che gioca i suoi incontri proprio su quel piazzale – cada nel dimenticatoio o, alla peggio, si radichi altrove. In entrambi i casi, infatti, daremmo vita a un mito.

La soluzione che avrei proposto io sarebbe la seguente. È un dato di fatto che il piazzale Tecchio contende a piazza Garibaldi e a piazza Municipio il primato dell’ampiezza a Napoli, estendendosi dalla stazione F.S. di Fuorigrotta fino allo Stadio San Paolo. Ed è un altro dato di fatto che esso ospita, da una parte, la “creatura” di Tecchio e, dall’altra, l’attuale “casa” della “creatura” di Ascarelli. Per di più, l’irregolarità della sua forma è tale che, tracciando un ideale segmento di retta dallo spigolo meridionale della stazione fino all’edificio del C.N.R. contiguo allo stadio, si viene a individuare uno spazio, antistante alla Mostra d’Oltremare, che potrebbe continuare a essere intitolato a Tecchio, mentre tutto il residuo potrebbe essere ribattezzato piazza Giorgio Ascarelli. Se si riflette, anzi, sulla prima di tali aree insistono soltanto i cancelli della Mostra e l’albergo/ex-Palazzo dei congressi, con il che non si determinerebbe neppure il ventilato disorientamento degli abitanti e dei portalettere, poiché non sarebbe necessario modificare la numerazione civica. Sono sicuro che, per tal modo, si darebbe maggiore evidenza a un esponente di punta della categoria dei perseguitati dal regime, piuttosto che a un amico dei loro persecutori.

(Luglio 2020)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen