NEWS

 Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica    Mutaverso Teatro Al Giullare "Nella gioia e nel dolore"   Al teatro “Il Giullare” (via Vernieri,...
continua...
Campionato di calcio di serie A   di Luigi Rezzuti   Dove eravamo rimasti? Alla 27esima giornata di campionato di serie A, quando la pandemia da...
continua...
L’esilio della bellezza   di Gabriella Pagnotta   Qual è il valore del limite oggi? I limiti sono qualcosa da temere, da mantenere, da costruire o da...
continua...
Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Come ogni anno, il mese di maggio è dedicato ai monumenti e quest’anno il tema della venticinquesima...
continua...
Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
continua...
Il Mistero di Antignano   di Antonio La Gala   Non si tratta di un giallo, ma di una famosa processione che a Pasqua, da secoli, si celebra al...
continua...
Il mercato calcistico del Napoli per gennaio   di Luigi Rezzuti   Il mercato calcistico di gennaio, chiamato anche mercato di riparazione,  si è...
continua...
IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
continua...
Pazze strisce pedonali   di Annamaria Riccio   Nella logica delle cose c’è un prodotto che scaturisce da una motivazione, che ne ha indotto...
continua...
Invisibili in una classe separata   di Antonio La Gala   Il Vomero visse il ventennio fascista né più né meno di come lo visse il resto della città,...
continua...

Miti napoletani contemporanei.81

LETTERE AL DIRETTORE

 

di Sergio Zazzera

 

Una rubrica di “Lettere al direttore” è presente in ogni quotidiano e/o periodico che si rispetti, non soltanto a Napoli; qui, però, essa assume un carattere mitico, che mi sembra assente altrove.

Aprite qualsiasi giornale napoletano: vi troverete lettere concluse sempre dalle stesse firme, il cui contenuto, per di più, non sempre trova una giustificazione. Ci si lamenta di tutto e di tutti; si raccontano episodi che si stenta a credere realmente accaduti; si plaude a comportamenti tenuti da persone che, forse, non conoscono neanche sé stesse. Sembra quasi di leggere quei messaggi di Whatsapp, dei quali tanti nostri amici c’inondano di primo mattino, soltanto per augurarci il buongiorno (e fin qui non possiamo che ringraziarli) o per raccontarci la solita barzelletta antica e stupida (dal che sarebbe meglio che si astenessero).

In buona sostanza, ci si trova di fronte a un rito, con la sua connotazione d’inutilità, che l’antropologia gli attribuisce; e si sa come la reiterazione del rito sia produttiva del mito.

Un sospetto mi sorge: che non siano proprio i direttori, che, per riempire in qualche modo gli spazi destinati alla posta, sollecitano i loro amici – sempre gli stessi – a scrivere loro qualcosa, purché scrivano?

(Agosto 2020)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen