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PER_FORMARE UNA COLLEZIONE   Venerdì 22 giugno alle ore 19.00 il Museo Madre inaugurerà il nuovo capitolo del progetto in progress  “Per_formare  una...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   LA TOMBA PROFANATA Santagata si fa in quattro di Luciano Scateni  Guida - Kairos    Questo è il...
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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LA NUOVA SCUOLA   di Annamaria Riccio   O meglio, la scuola che vorremmo. Il titolo, che la dice tutta sulla surroga a quella attuale, cioè la Buona...
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Profumi d’Estate

 

di Mariacarla Rubinacci

 

   “Alessandra, dov’è il coperchio giusto per questa pentola?”. Questa domanda è abbastanza ricorrente là dove i soliti amici si ritrovano dopo aver lasciato alle spalle i rumori della città. Soprattutto quando c’è Renato.

   Renato vanta infatti, fra le sue qualità, quella di essere un valente cuoco, “chef” come ama presentarsi! E’ preciso nell’officiare il  cerimoniale di una succulenta e gustosa pietanza da offrire a coloro che fanno gruppo nell’allegra compagnia.

   Ma, come tutti i cuochi che si rispettano, anche Renato ha bisogno di essere affiancato da gregari silenziosi, ubbidienti e accondiscendenti: ruolo che però spesso qui spetta a una o più signore che si trovano a passare nei paraggi della cucina.

   “Si devono pelare le patate”. Per favore, chi taglia le melanzane?”. “Quei pomodori sono troppi…”. “Mi affetti le cipolle?”. “Dove sono i peperoni…”.

   Come fossero i ferri per il valente chirurgo, sul tavolo, Renato schiera tutti i componenti per qualche leccornia, che il “maestro” di alta cucina si accinge a rimescolare, e a questo punto, i gregari non sono più necessari. L’officiante vuole agire da solo, non vuole essere osservato o controllato e la sua arte finalmente esce dalle mani come fa il pittore che rimescola i suoi colori da spandere sulla tela. Le verdure, le carni, la pasta, si accostano in un’armonia di variegate sfumature, oppure vengono manipolati come argilla che lo scultore accarezza per far nascere dalle sue mani una nuova forma.

   L’opera si offre completa per il momento fatidico del :”E’ pronto!”, che chiama a raccolta la platea sempre plaudente, perché…”Renato è proprio bravo in cucina!”.

   La festa dei profumi e dei sapori esplode, accompagnata da allegre risate, da qualche bicchiere in più del fresco vinello e dai commenti impastati di ironia e di amicizie sincere, che si coltivano per stare bene insieme.

   Quando, invece c’è Filippo, i profumi e i sapori cambiano. Lui è l’esperto della brace. Nel  preparare il rovente piano di cottura, non lo supera nessuno. Così le triglie arrossano le loro squame per sprigionare il profumo del mare nascosto nella fragranza delle loro carni delicate. Così le salsicce sciolgono la giusta dose di grasso per mantenersi morbide. Così le bistecche si arroventano per farsi gustare succose e appetitose. Non mancano mai le salsine per accompagnare le vivande preparate con tanto impegno: ognuna ha la propria, anche se spesso c’è la novità di qualche esperimento, suggerito per guadagnarsi l’approvazione di tutti.

    L’aria d’estate si impregna di profumi stuzzicanti, le bocche si irrorano di sapori genuini, i cuori si alimentano di amicizia rinnovata.

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