NEWS

NON E’ MAI TROPPO TARDI IN AMORE   di Luigi Rezzuti   In primavera si organizzano sempre delle feste scolastiche, dove mi piace andare. Siamo tutti...
continua...
Salute e benessere TUTTI PAZZI PER LA FRUTTA ESOTICA   di Luigi Rezzuti   Per frutta esotica  o tropicale si intendono i frutti di quelle piante...
continua...
"IL COMANDANTE BULOW"     (Gennaio 2019)
continua...
Anno nuovo. Tasse e adempimenti fiscali   di Antonio Esposito   Inizia un nuovo anno, buoni propositi, oroscopo, mille incognite, una sola certezza...
continua...
UNA NOTTE AL CASINO’   di Luigi Rezzuti   Ettore era un vecchio pensionato che percepiva una pensione di 620 euro al mese. Nel tempo, con grossi...
continua...
Premio Albatros 2016: “La Famiglia ”   Sabato 16 aprile, alle ore 10.30, in Napoli, via Mezzocannone, nella Basilica di San Giovanni Maggiore, si...
continua...
"Una legge per i matti: quarantanni dopo Basaglia". Presentati i Colloqui di Salerno a cura di Vincenzo Esposito e Francesco G. Forte   di Claudia...
continua...
SANTO SUBITO!   di Sergio Zazzera   La vigente normativa della Chiesa in materia di canonizzazione prevede un procedimento particolarmente complesso,...
continua...
Sotto le stelle della D’Ovidio Nicolardi   di Annamaria Riccio   A dicembre si è compiuta la manifestazione finale del progetto “Uniti sotto le...
continua...
UN NATALE DEL DOPOGUERRA   di Luigi Rezzuti   Alla fine del 1945 Napoli era ancora un cumulo di macerie. La città rinasceva lentamente...
continua...

La tradizione del culto francescano in Campania

 

di Antonio La Gala

 

San Francesco, durante i suoi viaggi, passò anche per la Campania, dove visitò le prime piccole comunità di suoi seguaci che, in quegli anni, vi stavano nascendo.

Come avvenne per il resto della cristianità, la devozione per il Santo di Assisi durante i secoli crebbe, alimentandosi anche del culto dei vari santi dell’Ordine da lui fondato, appartenenti ai diversi rami in cui, nel tempo, l’originario albero del francescanesimo si andava articolando.

Fra le devozioni più sentite nella religiosità popolare campane, in particolare nell’area napoletana, occupano un posto privilegiato quelle per San Francesco e Sant’Antonio di Padova.

Queste due particolari devozioni sono testimoniate dall’uso esteso dei nomi Francesco e Antonio nelle famiglie napoletane e campane, nonché dal numero elevato di chiese e di conventi francescani e dalla infinità di cappelle ed edicole devozionali, edificate in onore dei due santi, in ogni luogo, nelle strade, nei cortili, negli aggregati urbani e nelle campagne. Senza parlare delle statue e dei quadri dei due santi presenti in tutte le chiese, di qualsiasi titolo od ordine, sempre onorate da numerosissime luci accese.

Inoltre, chiunque si soffermi ad osservare nei mercatini di antiquariato le raccolte dei “santini”, cioè di quelle piccole immagini sacre tascabili, che da secoli vengono distribuite presso i fedeli, accompagnandoli in tanti momenti della loro vita, costaterà il posto di rilievo che hanno i santi francescani.

Fra le altre testimonianze ricordiamo l’usanza, diffusa in passato, di vestire alla francescana i bambini, in particolare per devozione e riconoscenza a Sant’Antonio.

Questa usanza, pur risalendo a molti secoli fa, è sopravvissuta, presso i ceti meno abbienti, nei quartieri popolari, nei paesi e nelle campagne, fino a quasi metà Novecento. I fanciulli erano vestiti con un saio, con tanto di cappuccio e di cordone.

Il fervore religioso verso i santi francescani in passato veniva espresso anche nelle tavolette votive, toccanti testimonianze di fede, raccolte un po’ in tutti i santuari e, in misura rilevante, nel Santuario della Madonna dell’Arco.

In esse si può rilevare che i santi francescani sono stati invocati nelle circostanze più disparate, in contemporanea con la Madonna dell’Arco. Ad esempio in una tavoletta del Cinquecento un condannato a morte graziato e la moglie ringraziano la Madonna dell’Arco e Sant’Antonio, rappresentato in alto a destra, in ginocchio e con le mani giunte, per farsi intermediario con la Vergine.

In una tavoletta del secolo successivo viene mostrata una scena di tarantella, animata da un giovane guarito dal tarantolismo, in cui appaiono, assieme alla Madonna, San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola.

Questi sono solo alcuni esempi, perché i santi francescani, assieme peraltro ad altri santi, come San Giuseppe, San Gennaro, ecc. popolano moltissime tavolette in cui compaiono le eruzioni del Vesuvio, le imboscate dei briganti, le cadute da cavallo o dai carri agricoli e, in genere. tutte quelle situazioni in cui è naturale invocare l’aiuto del soprannaturale.

A conclusione di questa veloce e sommaria rievocazione di un aspetto così importante della vita dei nostri antenati, della nostra cultura, non solo popolare, esprimiamo rammarico nel costatare che le residue testimonianze di tanta devozione sembra non interessino quasi più nessuno, nemmeno a titolo puramente di documentazione storica, tant’è che esse, in concomitanza con l’affievolirsi del senso del religioso che le aveva prodotte, attraversano una fase di dispersione.

È troppo poco affidare le testimonianze di queste devozioni ai collezionisti dei “santini”, che frequentano i “mercatini delle pulci”, come, ad esempio, i santini sparsi (peraltro poco rispettosamente) sui gradini della scalinata sotto la Posta Centrale.

(Marzo 2021)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen