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Sinossi  “Il segreto di mastro Titta”

 

Nella Roma del 1823 di papa Pio VII, Battista Buratti, al secolo mastro Titta, che si considera “l’ultimo anello della giustizia papale”, è un uomo molto temuto.

Dotato di una notevole ironia, Battista conosce ogni sfaccettatura della vita nel senso che pratica anche la morte.

Quella degli altri, si capisce.

Battista è amico del marchese Prospero Ristori e di sua moglie Letizia, ma, soprattutto, è amico del loro giovane figlio Cosimo, un ragazzo intelligente ma scapestrato che non studia quanto dovrebbe e che è legato a Battista dal senso dell’ironia.

Il giovane nobile amoreggia con Benedetta Velami, figlia di Arnolfo Velami, il direttore generale delle finanze, uno degli uomini piu potenti dello Stato Pontificio, il quale è fortemente contrario all’unione dei due ragazzi, in quanto ha promesso sua figlia in sposa ad un altro imprenditore.

Per i due innamorati il matrimonio è quasi impossibile e la vicenda si complica quando Cosimo viene accusato di un omicidio che non ha commesso.

Mastro Titta avrà un gran da fare per fronteggiare quell’aspetto grottesco ma reale della vita, quando l’imbroglio e le complicazioni apparentemente insolubili hanno la prevalenza sulla logica e il buon senso. Ma il lato comico dell’esistenza umana, necessario per la sopravvivenza del giustiziere indicherà a mastro Titta la strada da percorrere.