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IL "PREMIO CERINO"   (Maggio 2016)
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TEATRO BOLIVAR - stagione 2016/2017 direzione artistica David Jentgens ed Ettore Nigro   TERRAMIA | musica e teatro di tradizione NUOVEVELE | teatro...
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PER_FORMARE UNA COLLEZIONE   Venerdì 22 giugno alle ore 19.00 il Museo Madre inaugurerà il nuovo capitolo del progetto in progress  “Per_formare  una...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario   Venerdì 10 ore 18, Incontro con la poesia di Andrea de Alberti, Dall'interno della specie,...
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Miti napoletani di oggi.46   Pompei   di Sergio Zazzera   Fra i tanti esempi di urbanistica del mondo romano, pervenuti fino ai giorni nostri,...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
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PREMIO NAZIONALE DI POESIA "SALVATORE CERINO"     (Dicembre 2018)
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IN VACANZA?

 

di Luciano Scateni

 

In vacanza? Meglio a luglio, addirittura a giugno se meteo annuncia il prevalere dell’anticiclone, soprattutto in questa stagione italiana di crisi che impedisce a molti il privilegio della villeggiatura e costringe tanti altri a ridurla allo spazio minimo di ferragosto e dintorni. Fuori da questo cerchio infernale, che su spiagge, monti e luoghi di vacanze estere di moda convoglia milioni di assatanati e complica ogni cosa, dal bagno in acque superaffollate a ristoranti presi d’assalto, è bella la vita. Le città  sono deserte, la quiete restituisce il clima delle domeniche senza auto per chi ne ricorda l’aspetto antistress e i pochi eroi ferragostani che non chiudono per ferie sono pronti a soddisfare le esigenze quotidiane. In margine a considerazioni generaliste, c’è lo specifico di territori come il Vomero, divenuto un luogo ad altissima concentrazione di residenti, esercizi commerciali e traffico paranoico. Vivere il quartiere nei giorni pre e post quindici agosto è un’esperienza da raccontare. Il quartiere è silenzioso, come assopito, se cammini sul marciapiede di destra della via Scarlatti puoi cogliere il dialogo di una coppia che percorre il marciapiedi   di sinistra, la leggera brezza tipicamente vomerese muove le foglie degli alberi e ne avverti il fruscio. Per chi è curioso e appassionato di statistica si propone l’indagine sulle scelte dei negozianti e probabilmente sul loro stato di salute economica. C’è chi chiude per un mese intero e se lo può permettere, chi per due settimane, per il giorno che precede il ferragosto e  il quindici del mese e chi non chiude mai, come il grande magazzino alimentare che azzera il timore di saltare pranzo e cena. Per chi del Vomero ha ricordi sufficientemente lontani nel tempo, il quartiere evoca la sua caratteristica di circuito per pochi residenti che intrattenevano rapporti di amicizia o almeno di conoscenza. Il quadrilatero che comprende le vie Scarlatti, Luca Giordano, Cimarosa e Bernini può riservare la sorpresa di incontrare un amico perso di vista per decenni, reso invisibile dalla folla anonima che ha invaso la collina trasformandola in una città di medie dimensioni. A tratti, nei percorsi che conducono a San Martino o alla Floridiana, è più frequente incontrare turisti che consultano le loro cartine della città che abitanti e l’anomalia ti ricorda che da troppo non visiti il museo della ceramica o la certosa che s’affaccia a picco su Napoli. Ti senti anticonformista se il tuo Ferragosto ha scelto di stare fuori dal rito delle vacanze a tutti i costi, soprattutto se la decisione non è obbligata da problemi di ristrettezze economiche. In ultimo la solitudine agostana invita a un felice distacco dal bombardamento dei media sulle beghe della politica, i guai della recessione, i venti di guerra che spirano nel Mediterraneo e il gossip dei divi in vacanza. Non male.    

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