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FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA   di Luigi Rezzuti   Ormai tutti conoscono, almeno per sentito dire, il Triangolo delle...
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LUCI D’ARTISTA A NATALE   di Luigi Rezzuti   Benvenuti all’evento più atteso dell’anno: “Luci d’artista”, la più spettacolare e suggestiva...
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Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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Dottore… caffè?   GIOVEDÍ 03 NOVEMBRE, alle ore 19, da NONSOLOCAFFÈ, Corso Vittorio Emanuele III, 321, Torre Annunziata (NA), Presentazione del libro...
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L’antica chiesa di S. Gennariello   di Antonio La Gala   La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota...
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The Starfish   di Nicola Garofano    “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto...
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L’intramontabile fascino della dieta mediterranea   di Laura Coluccio *   Maggio e giugno, antichi nemici della tavola e grandi amici di diete e...
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IL GIAMBATTISTA VICO

 

di Antonio La Gala

 

Un liceo che ha lasciato ricordi in molti vomeresi è il Giambattista Vico, perché pur trovandosi un po’ “fuori Vomero” ha ospitato i giovani collinari abitanti più vicini ad esso che al Sannazaro.

Il Vico e la contigua scuola elementare Vincenzo Cuoco furono ricavati dalla sistemazione avvenuta agli inizi degli anni Trenta del Novecento dell’Istituto S. Francesco di Sales alla Cesarea, che aveva ospitato dal 1693 suore di clausura, e che poi, nel 1816, fu annesso all’Albergo dei Poveri. L’Istituto a metà Ottocento lo troviamo ospizio di donne povere, arrivate fino a quasi mille. Agli inizi del Novecento funzionava come manicomio provinciale. Nell’immediato prima dopoguerra l’edificio era stato caserma per la Regia Guardia e poi per la Guardia di Finanza. Per un certo tempo era diventato un mendicicomio perché vi trovavano rifugio famiglie senza tetto.    

Abbandonato all’incuria del tempo e degli uomini, aveva subìto gravi danni in occasione del terremoto del 1930.

Il Commissariato per le Opere Pubbliche di Napoli subito dopo il terremoto provvide al recupero della struttura, di circa 5.560 mq. dividendola in due parti, mediante un'incisione trasversale.

Nella parte verso Piazza Mazzini (ex Piazza Salvator Rosa) ricavò il Liceo Vico (2.900 mq. di cui 1.850 coperti), capace di circa 30 aule per 900 alunni. Nell’altra parte (di 2.700 mq. di cui 1.700 coperti) in angolo con l'allora costruenda Via Girolamo Santacroce, ricavò la scuola elementare Vincenzo Cuoco, capace di ospitare 1.500 alunni, il massimo consentito dalle leggi allora vigenti per una scuola elementare.

Ad entrambi gli edifici risultanti dalla divisione, furono aggregati due spazi prospettanti su Salvator Rosa, nonché due ampi e distinti campi verso il lato sud, uno di 1600 mq. e l'altro di 2.000 mq., idonei ad essere utilizzati per palestre coperte e scoperte.

L'ingresso principale del Vico originariamente era quello che si apre nel centro della facciata su Salvator Rosa, servito da un doppio scalone, rovinato dalla peggiore retorica dannunziana vomitata da una lapide.

      I due licei collinari, il Sannazaro ed il Vico, rispettano la simpatica tradizione di rivalità fra licei..

In passato al Sannazaro veniva attribuita una maggiore propensione per le idee etichettabili conservatrici, mentre il Vico, in specie negli anni Sessanta e Settanta, grazie anche alla presenza di alcuni “mitici” professori, sviluppò al suo interno  gruppi studenteschi ideologizzati a sinistra.

       Fra i compagni di scuola del Vico molti vomeresi ricordano l’attrice Giuliana de Sio, lo scrittore e noto personaggio televisivo Antonio Lubrano e il giovane giornalista Giancarlo Siani..

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