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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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“ULTIMO TOCCO”   Mercoledì 23 marzo 2016, alle ore 18, nella sede della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 - Napoli - I piano, aula 11),...
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 SONETTI PER IMMAGINI di Nino Velotti   di Nicola Garofano    Verrà presentato, domenica 5 marzo a Pompei (NA) presso il Pompeilab (Via Astolelle,...
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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IL GIAMBATTISTA VICO

 

di Antonio La Gala

 

Un liceo che ha lasciato ricordi in molti vomeresi è il Giambattista Vico, perché pur trovandosi un po’ “fuori Vomero” ha ospitato i giovani collinari abitanti più vicini ad esso che al Sannazaro.

Il Vico e la contigua scuola elementare Vincenzo Cuoco furono ricavati dalla sistemazione avvenuta agli inizi degli anni Trenta del Novecento dell’Istituto S. Francesco di Sales alla Cesarea, che aveva ospitato dal 1693 suore di clausura, e che poi, nel 1816, fu annesso all’Albergo dei Poveri. L’Istituto a metà Ottocento lo troviamo ospizio di donne povere, arrivate fino a quasi mille. Agli inizi del Novecento funzionava come manicomio provinciale. Nell’immediato prima dopoguerra l’edificio era stato caserma per la Regia Guardia e poi per la Guardia di Finanza. Per un certo tempo era diventato un mendicicomio perché vi trovavano rifugio famiglie senza tetto.    

Abbandonato all’incuria del tempo e degli uomini, aveva subìto gravi danni in occasione del terremoto del 1930.

Il Commissariato per le Opere Pubbliche di Napoli subito dopo il terremoto provvide al recupero della struttura, di circa 5.560 mq. dividendola in due parti, mediante un'incisione trasversale.

Nella parte verso Piazza Mazzini (ex Piazza Salvator Rosa) ricavò il Liceo Vico (2.900 mq. di cui 1.850 coperti), capace di circa 30 aule per 900 alunni. Nell’altra parte (di 2.700 mq. di cui 1.700 coperti) in angolo con l'allora costruenda Via Girolamo Santacroce, ricavò la scuola elementare Vincenzo Cuoco, capace di ospitare 1.500 alunni, il massimo consentito dalle leggi allora vigenti per una scuola elementare.

Ad entrambi gli edifici risultanti dalla divisione, furono aggregati due spazi prospettanti su Salvator Rosa, nonché due ampi e distinti campi verso il lato sud, uno di 1600 mq. e l'altro di 2.000 mq., idonei ad essere utilizzati per palestre coperte e scoperte.

L'ingresso principale del Vico originariamente era quello che si apre nel centro della facciata su Salvator Rosa, servito da un doppio scalone, rovinato dalla peggiore retorica dannunziana vomitata da una lapide.

      I due licei collinari, il Sannazaro ed il Vico, rispettano la simpatica tradizione di rivalità fra licei..

In passato al Sannazaro veniva attribuita una maggiore propensione per le idee etichettabili conservatrici, mentre il Vico, in specie negli anni Sessanta e Settanta, grazie anche alla presenza di alcuni “mitici” professori, sviluppò al suo interno  gruppi studenteschi ideologizzati a sinistra.

       Fra i compagni di scuola del Vico molti vomeresi ricordano l’attrice Giuliana de Sio, lo scrittore e noto personaggio televisivo Antonio Lubrano e il giovane giornalista Giancarlo Siani..

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