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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Effetto infestante dei migranti Ecco l’incipit di questa nota: la gramigna, la parietaria, i trifogli, invadono i...
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Storia del Bambin Gesù di Gallinaro   di Luigi Rezzuti   Le sette sataniche sembrano avere, oggi più di ieri, una  rilevante forza di attrazione in...
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IL TEATRO A NAPOLI   a cura di Luigi Rezzuti   Napoli è una città che trova svariati modi di esprimersi, dalla poesia alla musica, dal teatro al...
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Parlanno ’e poesia 4 - Giovanni Boccacciari   di Romano Rizzo   Una fìgura di primo piano, nel panorama della poesia napoletana è stata, senza dubbio,...
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Galleria Salotto Cerino - Pozzuoli “Il golfo di Napoli  tra storia, natura e degrado”   Giovedì, 2 marzo, alle ore 19,  è stata inaugurata la mostra...
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Come fu creata Eva   di Luigi Rezzuti     Fu tutta colpa della depressione di Adamo, il quale, non essendo contento di trovarsi nel Paradiso...
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IL GIAMBATTISTA VICO

 

di Antonio La Gala

 

Un liceo che ha lasciato ricordi in molti vomeresi è il Giambattista Vico, perché pur trovandosi un po’ “fuori Vomero” ha ospitato i giovani collinari abitanti più vicini ad esso che al Sannazaro.

Il Vico e la contigua scuola elementare Vincenzo Cuoco furono ricavati dalla sistemazione avvenuta agli inizi degli anni Trenta del Novecento dell’Istituto S. Francesco di Sales alla Cesarea, che aveva ospitato dal 1693 suore di clausura, e che poi, nel 1816, fu annesso all’Albergo dei Poveri. L’Istituto a metà Ottocento lo troviamo ospizio di donne povere, arrivate fino a quasi mille. Agli inizi del Novecento funzionava come manicomio provinciale. Nell’immediato prima dopoguerra l’edificio era stato caserma per la Regia Guardia e poi per la Guardia di Finanza. Per un certo tempo era diventato un mendicicomio perché vi trovavano rifugio famiglie senza tetto.    

Abbandonato all’incuria del tempo e degli uomini, aveva subìto gravi danni in occasione del terremoto del 1930.

Il Commissariato per le Opere Pubbliche di Napoli subito dopo il terremoto provvide al recupero della struttura, di circa 5.560 mq. dividendola in due parti, mediante un'incisione trasversale.

Nella parte verso Piazza Mazzini (ex Piazza Salvator Rosa) ricavò il Liceo Vico (2.900 mq. di cui 1.850 coperti), capace di circa 30 aule per 900 alunni. Nell’altra parte (di 2.700 mq. di cui 1.700 coperti) in angolo con l'allora costruenda Via Girolamo Santacroce, ricavò la scuola elementare Vincenzo Cuoco, capace di ospitare 1.500 alunni, il massimo consentito dalle leggi allora vigenti per una scuola elementare.

Ad entrambi gli edifici risultanti dalla divisione, furono aggregati due spazi prospettanti su Salvator Rosa, nonché due ampi e distinti campi verso il lato sud, uno di 1600 mq. e l'altro di 2.000 mq., idonei ad essere utilizzati per palestre coperte e scoperte.

L'ingresso principale del Vico originariamente era quello che si apre nel centro della facciata su Salvator Rosa, servito da un doppio scalone, rovinato dalla peggiore retorica dannunziana vomitata da una lapide.

      I due licei collinari, il Sannazaro ed il Vico, rispettano la simpatica tradizione di rivalità fra licei..

In passato al Sannazaro veniva attribuita una maggiore propensione per le idee etichettabili conservatrici, mentre il Vico, in specie negli anni Sessanta e Settanta, grazie anche alla presenza di alcuni “mitici” professori, sviluppò al suo interno  gruppi studenteschi ideologizzati a sinistra.

       Fra i compagni di scuola del Vico molti vomeresi ricordano l’attrice Giuliana de Sio, lo scrittore e noto personaggio televisivo Antonio Lubrano e il giovane giornalista Giancarlo Siani..

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