NEWS

Maturità alle porte - Riflessioni di una studentessa   di Irene Del Gaudio   Sono una studentessa. Liceale, ancora per poco. Si avvicina...
continua...
La Fundación Escuela Museo Abierto Para El Mundo a “Il ramo d’oro”   Per i 25 anni della propria attività la Fundación Escuela Museo Abierto Para El...
continua...
(Novembre 2017)
continua...
MAGGIO DEI MONUMENTI   di Luigi Rezzuti   La 24° edizione del “Maggio dei Monumenti” è partita il 28 aprile per terminare il 3 giugno...
continua...
SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Effetto infestante dei migranti Ecco l’incipit di questa nota: la gramigna, la parietaria, i trifogli, invadono i...
continua...
Miti napoletani di oggi.70 LE “PARENTI DI SAN GENNARO”   di Sergio Zazzera   Per “totem” – giova ribadirlo – s’intende l’animale, la pianta o...
continua...
LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
continua...
MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017   Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle...
continua...
AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA   di Luigi Rezzuti   “Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice...
continua...
Gli incontri della Fondazione Premio Napoli   Iniziano gli incontri della Fondazione Premio Napoli aperti alla città. Si parte l’11 marzo, alle ore...
continua...

ANTONIO LIGABUE

“Toni el pitur”, “el mat”

 

di Luigi Rezzuti

 

Antonio Ligabue i suoi quadri li aveva dipinti solo per sopravvivere, barattare una pietanza, una notte in un fienile, un cappotto smesso.

Nel 1928 lo scultore Marino Mazzacurati incontra Ligabue, ingolfato di fieno che teneva sotto gli stracci per ripararsi dal freddo.

Quello strano essere parlava un miscuglio di dialetto reggiano e di tedesco, era un evidente caso psichiatrico, dipingeva belve, ritratte in feroci combattimenti per l’esistenza, insomma una metafore del suo stesso sforzo per sopravvivere.

Mazzacurati lo ospitò a casa sua, ma Ligabue preferiva i fienili, le conigliere, gli scantinati.

Ingenuo, innocente, primitivo, oggi diremo naif, racconta la sua vena artistica come un essere infelice, solo e psichicamente disturbato.

Nacque nel 1899 da Elisabetta Costa e da padre ignoto, sin da bambino disegnava sempre, se non litigava o urlava o bestemmiava.

Il 9 agosto 1910 fu ospitato all’ospizio dei poveri con il compito di bracciante sugli argini del Po.

Il fiume con i suoi canneti diventa la sua selva, in cui la sua allucinata fantasia annida improbabili tigri aggressive, serpenti di lunghezza esagerata, gorilla, ragni colossali tra sfide selvagge.

Mentre egli entra ed esce dagli ospedali psichiatrici, cresce la curiosità al “fenomeno” artistico Ligabue.

Ormai la notizia del folle pittore raggiunge il critico Giancarlo Vigorelli che, nel 1961, organizza alla “Galleria La Barcaccia” di Roma, una mostra che sarà epocale per la fortuna di “Toni el mat” il quale con i soldi incassati dalla vendita dei suoi quadri, colleziona automobili e motociclette.

Vestito in modo elegante si faceva scorazzare per le strade da ben due “chaffeur” i quali avevano l’obbligo, non solo di aprirgli la portiera ma, di togliersi il berretto della divisa.

Osannato dalla critica, acclamato a Parigi per il sopraggiunto benessere diventa più furbo e quando può, si vendica dei molti, troppi che lo avevano deriso e bistrattato.

La cultura italiana è stata sempre presente alle mostre di “Toni el pitur mat”, da alberto Moravia ad Attilio Bertolucci, da Carlo Bo a Giuliano Serafino, da Raffaele Grada a Cesare Zavattini.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen