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Come fu creata Eva   di Luigi Rezzuti     Fu tutta colpa della depressione di Adamo, il quale, non essendo contento di trovarsi nel Paradiso...
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LA NOTTE DEI MUSEI     (Maggio 2019)
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E’ TEMPO DI CASTAGNE

 

Il castagno è una pianta antichissima, presente allo stato selvatico nella zona mediterranea fin dai tempi preistorici.

La differenza che passa tra una castagna e un marrone è che la prima è il frutto dell’albero selvatico e il secondo di quello coltivato con caratteristiche standardizzate.

Questo frutto è tipicamente autunnale, le castagne cadono spontaneamente e nei mesi che vanno da settembre a dicembre vengono raccolte anche due volte al giorno.

L’Italia ha il primato della produzione di castagne. In Campania si coltiva un terzo dell’intera produzione nazionale, famose sono le castagne che si coltivano a Montella in provincia di Avellino.

Il territorio è prevalentemente montuoso e ricco di boschi dove, oltre alle castagne, si possono raccogliere funghi e tartufi.

La castagna prodotta a Montella è considerata tra le migliori prodotte in Italia, grazie alla composizione del terreno e al clima favorevole.

Alla castagna di Montella è stato dato il riconoscimento del marchio I.G.P.

Il paese, allo scopo di valorizzare i prodotti del proprio territorio, organizza, da ottobre a novembre la sagra della castagna.

La sagra che si celebra da circa dieci anni ha reso famoso il paese e le zone circostanti.

Le castagne sono un frutto ricco di vitamine, potassio, carboidrati e fibre, la città di Napoli è presente nella storia di questo frutto per la tradizione delle caldarroste ma anche per quanto concerne i marrons glacés di cui si iniziò a parlare nel ‘700, leccornia immancabile nei banchetti dei nobili napoletani.

Questo frutto lo si può gustare arrostito, lesso, secco, sotto forma di marmellata o come dolce.

Nel periodo post-bellico le castagne hanno rappresentato la principale fonte alimentare dei napoletani durante l’autunno e i lunghi inverni.   ( LU.RE.)

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