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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI   Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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Calciomercato invernale 2016   di Luigi Rezzuti   Si è concluso, da appena un mese, il girone di andata del campionato italiano di calcio ed è subito...
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Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
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LA D’OVIDIO NICOLARDI, SCUOLA DI PACE E DI CAMPIONI   di Annamaria Riccio     Un altro anno scolastico si è concluso all’insegna di interessanti...
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LA COMUNITA’ EBRAICA DI NAPOLI E IL PREGIUDIZIO ANTISIONISTA   Riceviamo e pubblichiamo La Comunità ebraica di Napoli esprime la propria indignazione...
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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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Parlanno ‘e poesia 10   di Romano Rizzo   Giuseppe Cangiano ( 1913/ 1987 )  Giuseppe Cangiano è uno dei tanti, troppi poeti della Napoli di un tempo,...
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E’ TEMPO DI VENDEMMIA

 

Secondo la leggenda fu il dio greco ad insegnare ai comuni mortali a coltivare la vite, alcune fonti fanno risalire le prime piantagioni a 8000 anni fa.

L’uva è ricca di ferro, potassio e vitamine, questo frutto ha proprietà antiossidanti che aiutano a ridurre il colesterolo.

Caravaggio volle dipingere “Bacco”, il dio del vino, col volto di un giovane con in testa una corona di foglie d’uva e tra le dita una coppa di vino.

In antichità l’uva era usata esclusivamente per produrre vino, bevanda considerata da greci e romani un medicamento se consumato diluito con acqua.

In tempi più recenti l’uva trova posto sulle tavole sotto forma di vino, da qui il nome di “vino da tavola”.

In materia di produzione , l’Italia è al quarto posto tra i maggiori coltivatori, con una produzione a Sud di circa 13 milioni di quintali sui 170 totali prodotti nel mondo, senza contare, poi, i tantissimi coltivatori privati che producono vini per loro stessi.

Di questa grande carica produttiva sono appunto le regioni meridionali che hanno le maggiori estensioni di terreni coltivati a vite.

Tra queste spiccano la Campania, la Puglia e la Sicilia.

Ci sono diverse e svariate qualità di uva tra le più note l’uva fragola, regina, cornicella e sibibbio.

L’uva fragola è un frutto antichissimo, ancora oggi coltivata sia per il consumo diretto sia per fare un vino al gusto di fragola.

L’uva oltre ad essere ricca di ferro, potassio e vitamine è anche diuretica, lassativa e disintossicante ma è sconsigliabile per chi soffre di diabete, ulcera gastrica e colite.

La vendemmia, cioè la raccolta dei grappoli d’uva, avviene quando è al giusto punto di maturazione ed il periodo cambia secondo le condizioni atmosferiche, infatti, può essere anticipata se l’annata è stata più calda e rimandata se la stagione è stata più fredda.

La vendemmia, comunque, si effettua tra fine settembre e fine ottobre.

I risultati positivi del vino Made in Italy sono confermati dalla crescita record fatta registrare nel mondo con un aumento delle esportazioni dovuta a una maggiore richiesta sia dei mercati dell’UE che quelli statunitense. (LU.RE.)

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