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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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CHAMPION’ S  LEAGUE   di Luigi Rezzuti   L’urna di Nylon ha estratto proprio una grande squadra come il  Real Madrid da opporre al Napoli. Certo non...
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Miti napoletani di oggi.57 LA "CASA DI TONIA"   di Sergio Zazzera   Dal 2010, al civico n. 12-g di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, a...
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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A San Valentino …abbiamo tutti 20 anni   Al Museo del Mare, il 14 febbraio, non per nostalgia ma perché anche se i nostri capelli sono bianchi,...
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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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IL PALLINO DELLA GUERRA   di Luigi Rezzuti   Durante la permanenza militare all’ospedale militare, una mattina, arrivò l’ordine di una esercitazione...
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SALERNUM WINE FORUM       Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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BROCCOLINCOLLINA Il VOMERO, un quartiere che rappresenta un unicum a Napoli ed in Italia. Una vera città nella città, con una storia, un patrimonio...
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IL PROFESSORE VITO TELESE

 

di Peppe Iannicelli

 

Il professore Vito Telese è un  personaggio straordinario.

Ama il calcio, il latino e le canzoni classiche napoletane.

La sua passione calcistica ha i colori della Battipagliese ( è nato nella Piana del Sele) e della Salernitana ( vive da anni nel capoluogo), ma guarda con simpatia anche alla casacca azzurra del Napoli.

Bravo, un esempio di Campania Felix calcistica. Telese è l’archetipo del dotto non saccente, dello studioso, capace di rendere divertente anche la fatica dell’apprendere.

Lo sanno bene le migliaia di alunni che ha formato dalla sua cattedra. Lo sanno bene coloro che, dapprima con stupore poi con crescente entusiasmo, l’hanno ascoltato al pianoforte.

Le sue dita scorrono agili sui tasti bianchi e neri, dalla sua bocca sgorgano le melodie più belle della canzone partenopea tradotte in latino.

Altro che lingua morta! Il professore Telese riesce, con le sue traduzioni originali, a rendere in pieno tutto il sentimento di canzoni immortali.

Volete un esempio ? Ecco la celebre strofa di ‘O sole mio” tradotta nella lingua di Virgilio.

 

Ma n’atu sole  cchiù bello, oj né,

’o sole mio- sta ’nfronte a te!

’O sole, ’o sole mio

Sta ’nfronte a te, sta ’nfronte a te!

 

Sed alter sol / pùlchrior, o mea,

meus proprius sol / est in tua fronte!

Et sol / meus proprius sol

est in tua fronte /  est in tua fronte!

 

Ed ancora,  il Monastero di Santa Chiara con la sua carica di nostalgia:

 

Verum non est!... Crèdere nolo!…

Ac Neapolim redìre_ego percùpio…

Sed fàciam quid? Valde me terret eo redìre!

 

No, nun è overo!… No, nun ce crero!…

E mmoro pe’ ’sta smania  ’e turna’ a Nnapule…

Ma ch’ aggia fa’? Me fa paura ’e ce turna’!

 

Il repertorio telesiano si estende a tutto il pentagramma partenopeo.

Tanto amore per Napoli e per la sua cultura merita una standing ovation.

Ci serve a ricordare le gloriose radici di una tradizione artistica e letteraria che troppe volte finisce nell’oblio, soffocata tra cumuli di rifiuti, malaffare e becera violenza metropolitana.

Quando viene la voglia di scappare da Napoli, un pensiero poetico può aiutare a sopportare la durezza del vivere quotidiano.

Certo una finta di Maradona scioglie il sangue delle vene, ma una rete di Higuain o una rasoiata di Hamsik possono comunque riscaldare il cuore.

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