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IL SACRO ALBERELLO DI NONNO GIUSEPPE

 

di Luigi Rezzuti

 

Chi non ha sognato di avere una casa con giardino?

Ma è difficile e molto costoso trovarne una in città.

C’è gente che, abitando all’ultimo piano e avendo il terrazzo di proprietà, è riuscito a creare dei veri e propri giardini e c’è qualcun altro che, in luogo del giardino, ha creato un piccolo orticello, piantando pomodori, peperoncini e qualche alberello da frutta.

Il desiderio, il sogno di avere un giardino con piante da fiore e qualche alberello da frutta invogliò Giuseppe a comprare una casa a piano terra con giardino in una località balneare.

Oggi possiede un piccolo appartamento in una ridente località e finalmente ha un giardino di circa 70 mq., dove ha fatto piantare una decina di alberelli per creare una siepe, piante da fiori e un alberello  di pesche.

Un contadino gli consigliò, in caso di crescita di più frutti vicini, di toglierne, poi,  qualcuno, così i restanti sarebbero cresciuti più grandi.

Questo coraggio gli mancò, ma ebbe comunque la soddisfazione di vedere nascere una trentina di pesche, non tanto grandi ma molto gustose e, quando ne mangiò qualcuna, ebbe la sensazione che avessero un sapore eccezionale, mai gustato prima, forse perché non aveva usato anticrittogamici.

Purtroppo, dopo qualche anno, l’alberello si seccò, le foglie prima si arricciarono, poi caddero. Qualcuno sentenziò che era sbagliata la posizione, trovandosi in una zona abbastanza ventilata, ma poi Giuseppe capì che l’alberello aveva bisogno di fertilizzanti, che non aveva mai usato fino a quel momento.

Nello stesso luogo fece piantare un alberello di limoni e, dopo un anno, iniziarono a crescere dei piccoli limoni.

Il primo anno circa sette, otto limoni resistettero al sole dell’estate, al vento e alla pioggia dell’inverno, ma una sua amica, vicina di casa, durante l’autunno, in sua assenza, entrò nel suo giardino e colse tutti i limoni dall’alberello, pensando di fargli una gradita sorpresa preparando un liquore al limone.

Purtroppo su quell’alberello non crebbero più limoni e gli spiegarono che non bisognava mai lasciarlo senza nemmeno un frutto.

Un giorno Giuseppe andò a mangiare in un agriturismo tra Vico Equense e Monte Faito e lì comprò un piccolo alberello di limoni di Sorrento che subito portò alla casa con giardino per farlo piantare.

Nel primo anno comparvero circa sette limoni, avvertì subito la sua amica di non raccoglierli, divennero belli e grossi e ogni tanto ne coglieva qualcuno, ma senza mai coglierli tutti.

Nel secondo anno la fioritura fu copiosa ma non resse e rimasero soltanto quattro limoni.

Durante l’estate, Giuseppe, avendo una casa piccola, ospita dal 1 agosto al 15 il figlio, la moglie e la figlia, poi dal 16 a fine mese ospita le altre due figlie con rispettivi mariti e figli piccoli.

I nipotini si divertono a giocare a pallone nel giardino, mentre Giuseppe si preoccupa che i bimbi possano colpire con qualche violenta pallonata quei pochi limoni e, purtroppo, un limone è stato colpito e sradicato dalle pallonate.

Quando Giuseppe ha sgridato i nipotini, ha dovuto subire anche lo sfottò del nipotino che, rivolto alla cuginetta, le raccomandava di non tirare pallonate all’albero di limoni, “L’albero sacro di nonno Giuseppe” …

 

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