NEWS

Villa Regina al Vomero    di Antonio La Gala   Le residenze, che in età vicereale cominciarono ad insediarsi sulla collina vomerese, si...
continua...
LA D’OVIDIO NICOLARDI, SCUOLA DI PACE E DI CAMPIONI   di Annamaria Riccio     Un altro anno scolastico si è concluso all’insegna di interessanti...
continua...
QUATTRO GIORNI ALL’ELBA   di Luigi Rezzuti   Non è la trama di un film di guerra, se il lettore legge male sostituendo Elba con Alba. È semplicemente...
continua...
CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019   di Luigi Rezzuti   Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di...
continua...
 SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   I “no” degli omofobi   Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il...
continua...
Il calcio mercato del Napoli   di Luigi Rezzuti   E’ appena terminato il campionato che già si parla di calcio mercato. Il Napoli, classificatosi...
continua...
Infanzia di Giambattista Vico   di Antonio La Gala   In passato si credeva che Giambattista Vico fosse nato nella piazza dei Girolamini e lì, nel...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   L’ottimismo si chiama Apple Indossa il giacchino blu di metalmeccanico, stinto dalla fatica, sbiadita la scritta...
continua...
Via Martucci. Una nobile signora d’altri tempi   di Antonio La Gala   L’ampia zona “bene” del Rione Amedeo conserva i segni del suo sviluppo...
continua...
SALUTE E BENESSERE Una casa a misura di sonno   di Peppe Iannicelli   Un terzo della giornata per lavorare, un terzo della giornata per vivere i...
continua...

Miti napoletani di oggi.8

TOTO’ E EDUARDO

 

di Sergio Zazzera

 

Nel presentare il saggio di Andrea Jelardi su Nino Taranto (A. Jelardi, Nino Taranto, Napoli 2012), ebbi ad affermare che nel celebre artista convergevano le tre possibili “anime” del napoletano – vale a dire, quella nobile, quella borghese e quella proletaria –, incarnate rispettivamente e individualmente da Totò, da Eduardo e da Raffaele Viviani. A ben riflettere, però, il mio discorso poteva reggere soltanto per quest’ultimo autore-attore, laddove l’idea del Totò-nobile e quella dell’Eduardo-borghese, pure abbastanza diffuse tra il pubblico, altro non sono, che miti; ma mi spiego.


Già le origini nobiliari di Totò sono tutt’altro che reali, dal momento ch’egli era stato adottato dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas nel 1933, all’età di 35 anni, mentre il padre naturale, Giuseppe De Curtis, lo riconobbe soltanto quattro anni dopo. Anche nelle vene di tanti personaggi da lui interpretati, inoltre – dal portinaio-ciabattino di San Giovanni decollato (regia: Amleto Palermi, 1940), allo sterratore Pasquale Miele, figura inventata per la versione cinematografica di Napoli milionaria (regia: Eduardo, 1950); dallo scrivano pubblico di Miseria e nobiltà (regia: Mario Mattoli, 1954), al magliaro di Totò e Peppino divisi a Berlino (regia: Giorgio Bianchi, 1962) –, scorre sangue tutt’altro che blu.


Quanto poi a Eduardo, le vicende della borghesia pervadono in maniera marcata soltanto il segmento più recente della sua produzione teatrale: si pensi agli Stigliano di Mia famiglia (1955), ai Savastano di Bene mio e core mio (1955), al Rocco Capasso di Dolore sotto chiave (1958) o ai Priore di Sabato, domenica e lunedì (1959). Viceversa, la loro proposta è preceduta da una fase di mero incontro fra borghesia e proletariato, che si fa avvertire in modo incisivo nelle figure di  Domenico Soriano e della protagonista in Filumena Marturano (1946) e in quelle dei Saporito e dei Cimmaruta ne Le voci di dentro (1948). A sua volta, inoltre, questa fase è preceduta da quella dominata addirittura in maniera esclusiva dal proletariato, rappresentato da personaggi, come Sik-Sik e Giorgetta di Sik-Sik, l’artefice magico (1929), i Cupiello di Natale in casa Cupiello (1931),  gli Jovine di Napoli milionaria (1945) o l’omonimo protagonista di De Pretore Vincenzo (1957).

Credo, dunque, di avere fatto ammenda del contributo da me stesso altrove offerto alla perpetuazione di questo mito napoletano contemporaneo.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen