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LA CELIACHIA

 

di Maria Cristina Caria*

 

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine ed è il disordine alimentare più diffuso al mondo: in Italia una persona ogni 100 circa ne è affetto, ma purtroppo solo 1 caso su 7 viene diagnosticato.

Ogni anno in Italia vengono fatte 5.000 nuove diagnosi, con un incremento annuo del 9%.

 Il glutine, fattore scatenante della malattia celiaca, è la componente proteica che si trova nel frumento (quello che comunemente è chiamato “grano”) ed in altri cereali, ad esempio farro, orzo, segale, avena, kamut (grano egiziano), spelta, triticale, bulgur (grano cotto), malto, greunkern (grano greco) e seitan (alimento ricavato dal glutine).

 

Nel celiaco, ingerire glutine attiva in maniera anomala il sistema immunitario, che risponde danneggiando l’intestino: la mucosa intestinale è formata da miliardi di villi, piccole strutture sottili e allungate e  questa particolare conformazione permette l’assorbimento delle sostanze nutritive.
Nei celiaci la reazione della mucosa intestinale appiattisce i villi intestinali e causa, quindi, malassorbimento. Si dice, infatti, che i villi si “atrofizzano”, ossia la mucosa si appiattisce e non fa più il suo lavoro di assimilazione dei nutrienti (ferro e altri minerali, vitamine, zuccheri, proteine, grassi, etc).
I sintomi sono molto variabili e possono coinvolgere diversi organi.

Il tratto prossimale dell'intestino, la porzione chiamate tenue,  è il principale organo bersaglio, ma in molti casi possono essere interessati anche le ghiandole endocrine, il sistema nervoso, il cuore, la pelle, le ossa, il fegato.

Il paziente può non presentare sintomi, nelle forme latenti o silenti, oppure riferire al medico curante una sintomatologia varia: diarrea, ma anche stipsi ostinata, perdita dell'appetito, vomito, addome globoso, mal di stomaco, perdita di peso, afte del cavo orale, anemia, infertilità, aborti ripetuti, sintomi cutanei.

Una volta sospettata la malattia, il medico curante invierà il paziente ad uno dei centri di riferimento.

 

Una domanda che spesso viene rivolta al medico è se celiaci si nasce o si diventa.

L'esperienza degli ultimi decenni ha dimostrato chiaramente che celiaci lo si può diventare in qualsiasi momento della nostra vita, anche in età geriatrica. 

Perchè la malattia si sviluppi è necessario che ci sia una predisposizione genetica e fattori ambientali scatenanti, come, per esempio, un'infezione intestinale.


Eliminare il glutine dalla propria dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute. La dieta priva di glutine è, infatti, l’unica terapia possibile.

È questa l’unica cura della celiachia.

E' necessario eliminare pane, pasta, farina, imparando a scegliere gli alimenti  più buoni, tra quelli “ naturalmente” privi di glutine: riso, polenta, soja, patate, legumi, castagne, carne, pesce, uova, verdura, frutta, latte e derivati.

UN'ALIMENTAZIONE PRIVA DI GLUTINE E' RICCA DI UNA VASTA GAMMA DI ALIMENTI CHE VANNO A SOSTITUIRE, SENZA NULLA TOGLIERE, GLI ALIMENTI CHE IL PAZIENTE CELIACO NON PUO' MANGIARE

NON E' QUINDI UNA DIETA PER MALATI, MA UN REGIME DIETETICO SALUTARE PER TUTTI, CON ALIMENTI PIU' RICCHI E DIGERIBILI DI QUELLI TRADIZIONALI

 

* Centro per la diagnosi  e cura della malattia celiaca

U.O.S.D. di gastroenterologia ed endoscopia digestiva P.S.I. S. Maria di Loreto Crispi

 

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