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AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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UN’ESCURSIONE SUL VESUVIO   di Luigi Rezzuti   Fin da bambino mi ha intrigato questa montagna che fa da sfondo al golfo di Napoli. Ricordo che, da...
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LA TOMBA PROFANATA  
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NON ABBIAMO PIU'…GUIDA

 

di Mariacarla Rubinacci

 


Davanti alla chiusura della storica Libreria Guida, rifletto sgomenta.

La storia ci volta le spalle, ci vuole dimenticare per punirci di essere stati amanti delle parole, del profumo che si sprigiona dalle pagine del libro. Ci vuole moderni, noi lettori, ci prende il dito indice per farci sfiorare il video freddo del tablet che velocemente ci informa e ci inonda di parole luminose. “Il libro è obsoleto”, sembra che ci dica, il libro ha un costo troppo alto, dato i tempi, richiede una pausa alla corsa del nostro girovagare in macchina. Al contrario, il libro è la storia di un altro che vuole condividere le sue emozioni, che desidera mostrare una realtà immaginata, che rivela i pensieri dei suoi personaggi, i quali vivono così solo se noi li incontriamo.

La chiusura delle Librerie Guida, prima quella al Vomero, poi ora a Port’Alba, è lo schiaffo alla nostra indolenza, alla presunzione di sapere tutto e di urlarlo senza porre ascolto. Chi scrive invece cerca ascolto. Chi urla è sordo.

Non ci resta dunque che cercare, come novelli Diogene con la lanterna, le pagine sparse, gli scaffali nascosti colmi di libri, le storie, la storia.

La saletta Verde, poi la Rossa, hanno perso il loro colore come se una pioggia di indifferenza lo avesse disciolto alla guisa di un acquarello diluito.

Oggi, al posto delle Librerie cancellate, ci sono luccicanti bar, eleganti boutique, centri commerciali rumorosi.

Che almeno arredino un angolo di lettura! Una poltroncina, qualche scaffale profumato di stampa, un invito a fermarsi per riprendere fiato. Chissà, potrebbero persino incrementare il loro commercio.

 

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