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TORNEO DI BOCCE AL LIDO CELESTE DI GIANOLA   Presso il Lido Celeste di Formia località Gianola si è svolto sabato 26 e domenica 27 agosto un...
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"IL COMANDANTE BULOW"     (Gennaio 2019)
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Miti napoletani di oggi.57 LA "CASA DI TONIA"   di Sergio Zazzera   Dal 2010, al civico n. 12-g di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, a...
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Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
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“L’UOMO NELLA STORIA”   Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 19,00 la ModartGallery di SABINALBANO, salita Vetriera, 15 Napoli, presenta la mostra...
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Succede che razzoli male chi predica bene Ma da che dissacrante pulpito il re Mida dei comici arringa il popolo...
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Un uomo pigro   di Luigi Rezzuti   Sono stanco, tanto stanco, sono stanco di essere stanco, non amo passeggiare, non amo fare shopping, mi annoio...
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GLI ESAMI DI MATURITA’*   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo prossimi agli esami di maturità che inizieranno, con la prima prova, il 22 giugno e...
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Miti napoletani di oggi.9

CAPRI

 

di Sergio Zazzera

 


Fin troppo scontato sarebbe il riferimento al “mito” di Capri nell’antichità, vale a dire, quello omerico che ne ha fatto l’isola delle Sirene. Oggi, viceversa, la sua essenza mitica è l’effetto della perdita dell’identità originaria, in conseguenza dei progressivi mutamenti che le ha impresso una ipervocazione turistica, che credo non sia azzardato definire, almeno per qualche verso, malintesa.

Ernesto Mazzetti ritiene d’individuare il “mito contemporaneo” di Capri (ma anche d’Ischia e di Procida) in «storia, paesaggi naturali, preesistenze archeologiche, architetture tipiche, vicende di personaggi della cultura, dell’arte e della stravaganza». Tutto ciò, però, a ben guardare, piuttosto che il mito, costituisce la realtà dell’isola, la cui storia, d’altronde, in quanto λόγος, lungi dal costituirne un elemento, gli si contrappone.

Ora, per riprendere il filo del discorso, dopo che i vari Kopitsch, Krupp, Fersen, Munthe e via dicendo scoprirono Capri e se ne innamorarono, la popolazione dell’isola non ha saputo fare di meglio che sottoporre la stessa a una successione d’interventi di maquillage ambientale, che ne hanno modificato il volto profondamente, in senso negativo. In realtà, la sua visione dall’esterno, cioè dal mare, ne trasmette un’immagine complessiva, tutto sommato, apparentemente immutata. Viceversa, è la visione ravvicinata, che se ne riceve attraversandone le strade, quella che ne comunica appieno la sensazione di falsità del linguaggio (beninteso, figurato), significata da un’architettura non più spontanea, da vetrine degne di negozi di via Veneto, da strutture ricettive di stile hollywoodiano, destinate a soddisfare, attraverso un autosacrificio finalizzato esclusivamente al tornaconto economico di épater le bourgeois, le pretese di una clientela turistica poco disposta a separarsi, foss’anche per un tempo breve, dagli agi metropolitani cui è abituata.

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