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Il Papa prega per i giornalisti   di Luciana Alboreto   6 maggio 2020: dalla Cappella di Santa Marta giunge la preghiera del Pontefice ai...
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Cosmopolis   CANZONI POESIA MUSICA ARTE Sarà FESTA al VOMERO, presso la FABRICIA’S FITNESS & DANCE, VENERDI’ 27 MAGGIO 2016, dalle ore 17,00, in...
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CHAMPIONS LEAGUE - OTTAVI DI FINALE   di Luigi Rezzuti     Martedì 7 marzo 2017, ore 20,45, rullo di tamburi, lo spettacolo ha inizio. Bambini,...
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Pensieri ad alta voce   di Marisa Pumpo Pica   Festival di Sanremo 2020 Due parole. Due... sul Festival di Sanremo, ma ce ne vorrebbero tante per...
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Lutto in casa Cosmopolis per la morte di Peppe Talone   di Marisa Pumpo Pica     Non è facile metabolizzare un lutto e ancor meno lo è quando il...
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Andiamo a teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   L’iniziativa di  erreteatro, “Mutaverso al tuo Natale, regala il teatro”, che suggerisce a chi è a...
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Miti napoletani di oggi.51 I MERCATINI RIONALI   di Sergio Zazzera   Mimmo Piscopo, Mercatino di Antignano Napoli è tutta un pullulare di...
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Per Caterina De Simone Quando un poeta muore   di Marisa Pumpo Pica   Quando un nostro amico o un socio del Centro culturale Cosmopolis, vola...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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GIANPIERO VENTURA, ALLENATORE DELLA NAZIONALE DI CALCIO ITALIANA   di Luigi Rezzuti   Gianpiero Ventura nasce il 14 gennaio del 1948 a...
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UNA STORIA CHE INDUCE A RIFLETTERE

Una storia che induce a riflettere

di Luciano Scateni

 

Un imprenditore lombardo deve al fisco centottantamila euro per Iva non versata e il tribunale lo condanna a sei mesi di carcere. Chi è il reprobo che ha frodato lo Stato? E’ un operatore del settore informatico, un uomo che ha creato la propria azienda con sacrifici e risorse proprie, che ha dato lavoro a decine di dipendenti, che ha affrontato il mercato fino a quando la crisi non lo ha travolto. E’ successo che la concorrenza straniera lo ha stretto all’angolo, che i pagamenti per le forniture hanno preso a  tardare con tempi insopportabili, che le banche gli hanno bloccato il credito. L’imprenditore ha dovuto mettere fine all’attività, si è arreso a difficoltà insormontabili nella prosecuzione del lavoro, si è visto nell’impossibilità di pagare le tasse.  Appunto centottanta mila euro. La sua vicenda diventa un caso per merito del Gup che, accolto il ricorso dei legali dell’imprenditore, ha cancellato la condanna. Giusto? Sbagliato? La decisione del magistrato nasce da alcune considerazioni, la principale delle quali è il comportamento leale, onesto, dell’imprenditore che ha riconosciuto il debito nei confronti del fisco e cioè che non ha tentato la strada di giochi di prestigio, adottati da tanti altri per non pagare. Ma la motivazione più coerente è nel riconoscimento che la gestione  amministrativa dell’accusato è stata sempre irreprensibile. Il giudizio del magistrato induce ad altre riflessioni. In questi giorni Maradona prova a contrastare l’Agenzia delle Entrate che gli contesta un debito di trentanove milioni di euro per tasse evase.  In passato altri atleti ricchissimi, oltre che famosi, hanno provato a dribblare il fisco. Solo per fare qualche nome Valentino  Rossi e Messi, il calciatore più pagato del mondo. Maradona si scaglia  contro il fisco e chiede a Sofia Loren come ha potuto aver ragione dell’Agenzia delle Entrate dopo vent’anni di battaglie legali. Non è dato sapere se ha ragione o torto, ma quel che preme mettere in evidenza è la differenza tra chi guadagna montagne di soldi e prova ad evadere le tasse e chi le pagherebbe se non fosse stritolato dalla crisi e dagli effetti collaterali che l’accompagnano.

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