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Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
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IL CALCIO E’ CORROTTO E MALATO   di Luigi Rezzuti   Purtroppo il calcio, il più bel gioco mondiale, seguito dalla maggior parte delle persone, è...
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4 e 7 Luglio due appuntamenti da non perdere da IOCISTO, la libreria di tutti, con Silvio Perrella e Marco Cuomo.   Due appuntamenti da non perdere da...
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Festival di Sanremo 2019 Quattro passi fra le nuvole   di Marisa Pumpo Pica   E di nuvole se ne sono addensate parecchie sul cielo di Sanremo....
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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E’ ARRIVATA LA PRIMAVERA   di Luigi Rezzuti   La primavera ha inizio il 21 marzo per finire il 21 giugno. Dopo il maltempo arriva la nuova stagione....
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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI   Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Sul ponte di Messina “…lor si daran la mano” Identità di promesse tra Dem e Forza Italia.   Sì, no, se, ma,...
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Anno nuovo. Tasse e adempimenti fiscali   di Antonio Esposito   Inizia un nuovo anno, buoni propositi, oroscopo, mille incognite, una sola certezza...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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UNA STORIA CHE INDUCE A RIFLETTERE

Una storia che induce a riflettere

di Luciano Scateni

 

Un imprenditore lombardo deve al fisco centottantamila euro per Iva non versata e il tribunale lo condanna a sei mesi di carcere. Chi è il reprobo che ha frodato lo Stato? E’ un operatore del settore informatico, un uomo che ha creato la propria azienda con sacrifici e risorse proprie, che ha dato lavoro a decine di dipendenti, che ha affrontato il mercato fino a quando la crisi non lo ha travolto. E’ successo che la concorrenza straniera lo ha stretto all’angolo, che i pagamenti per le forniture hanno preso a  tardare con tempi insopportabili, che le banche gli hanno bloccato il credito. L’imprenditore ha dovuto mettere fine all’attività, si è arreso a difficoltà insormontabili nella prosecuzione del lavoro, si è visto nell’impossibilità di pagare le tasse.  Appunto centottanta mila euro. La sua vicenda diventa un caso per merito del Gup che, accolto il ricorso dei legali dell’imprenditore, ha cancellato la condanna. Giusto? Sbagliato? La decisione del magistrato nasce da alcune considerazioni, la principale delle quali è il comportamento leale, onesto, dell’imprenditore che ha riconosciuto il debito nei confronti del fisco e cioè che non ha tentato la strada di giochi di prestigio, adottati da tanti altri per non pagare. Ma la motivazione più coerente è nel riconoscimento che la gestione  amministrativa dell’accusato è stata sempre irreprensibile. Il giudizio del magistrato induce ad altre riflessioni. In questi giorni Maradona prova a contrastare l’Agenzia delle Entrate che gli contesta un debito di trentanove milioni di euro per tasse evase.  In passato altri atleti ricchissimi, oltre che famosi, hanno provato a dribblare il fisco. Solo per fare qualche nome Valentino  Rossi e Messi, il calciatore più pagato del mondo. Maradona si scaglia  contro il fisco e chiede a Sofia Loren come ha potuto aver ragione dell’Agenzia delle Entrate dopo vent’anni di battaglie legali. Non è dato sapere se ha ragione o torto, ma quel che preme mettere in evidenza è la differenza tra chi guadagna montagne di soldi e prova ad evadere le tasse e chi le pagherebbe se non fosse stritolato dalla crisi e dagli effetti collaterali che l’accompagnano.

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