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ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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IL CALCIO E’ CORROTTO E MALATO   di Luigi Rezzuti   Purtroppo il calcio, il più bel gioco mondiale, seguito dalla maggior parte delle persone, è...
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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   “Two”, una coppia alle prese con dinamiche da bar Alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della...
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Ma da un presagio d'ali   All'Aleph, Roma, venerdì 7 aprile, alle ore 17.30,  presentazione del libro di Donatella Costantina Giancaspero Ma da un...
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PREMIO CONCETTA BARRA - ISOLA DI PROCIDA -TERZA EDIZIONE   A settembre 2016 si è tenuta la terza edizione del “Premio Concetta Barra – Isola di...
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Miti napoletani di oggi.10

LA “LINEA 6”

 

di Sergio Zazzera

 


Dopo avere snobbato i progetti elaborati da Alfonso Guerra e dalla lucida follia dell’architetto anglo-indo-napoletano Lamont Young, Napoli, prima città in Italia, si dotò nel 1925 di una linea di ferrovia metropolitana. Il percorso da via Gianturco a Pozzuoli, lungo una quindicina di chilometri, sfrutta tuttora la rete di binari della “direttissima” Napoli-Roma, entrata in servizio due anni dopo, tant’è che i napoletani hanno sempre attribuito la denominazione di “Direttissima” a questo servizio ferroviario, che attraversa, fra le altre, le località di Bagnoli, Fuorigrotta e Mergellina.

Frattanto, limitatamente alla tratta da Fuorigrotta a Mergellina, nel 2007 entra in funzione la cosiddetta “Linea 6” della nuova Metropolitana di Napoli, destinata a raggiungere piazza Municipio, passando per la Riviera di Chiaja. Di essa gli ulteriori lavori hanno subito una battuta d’arresto nell’aprile 2013, dopo il crollo del palazzo Guevara, alla Riviera di Chiaja medesima.

Veniamo, però, al relativo mito, il cui “falso linguaggio” consiste nell’aver inteso accreditare la necessità di assicurare un collegamento celere tra Fuorigrotta e piazza Municipio, dove poi il passaggio della “Linea 1” sarebbe destinato a provvedere all’ulteriore collegamento con il Vomero e con la periferia nordorientale della città. Senonché, tra Fuorigrotta (e addirittura Bagnoli) e Mergellina esistevano già la linea di Metropolitana più sopra ricordata (la cosiddetta “Linea 2”) e una di tram, diretta sia verso Poggioreale, che verso San Giovanni a Teduccio, passando per piazza Municipio. Sarebbe stato sufficiente, dunque, potenziare questi servizi, già esistenti, con enorme risparmio economico, senza interdire al traffico veicolare per lungo tempo altrettanto lunghi tratti di strada, né sottoporre a sollecitazioni pseudosismiche gli edifici ivi esistenti, e soprattutto senza offrire un ulteriore contributo al progetto di gemellaggio fra Napoli e Appenzell, città della gruyère.

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