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FRA’ EGIDIO IMPERATO A VENTICINQUE ANNI DALLA

SCOMPARSA

 

di Sergio Zazzera

 


Era il mese di giugno del 1964, quando fra’ Egidio Imperato poté vedere realizzato il suo sogno: la chiesa dell’Immacolata era finalmente una realtà, come ricorda una lapide collocata accanto all’ingresso.

Fra’ Egidio era nato a Portici il 2 gennaio 1914 ed era entrato ben presto nell’ordine dei Frati Minori; si trovava incardinato nel convento vomerese della Piccola Pompei, quando gli balenò l’idea di dare al contiguo quartiere dell’Arenella, ormai in via di espansione esponenziale, una nuova chiesa. L’operazione cominciò con la cappelluccia di salita Arenella e proseguì con la ricerca di un’area che consentisse di realizzare un edificio di dimensioni maggiori e di ubicazione più centrale; le difficoltà insorte nel rapporto con la Società per il Risanamento di Napoli, proprietaria del suolo vicino, furono risolte con l’intervento dei proprietari del Parco Garzilli e i lavori non tardarono a cominciare, con il contributo economico della popolazione del quartiere, ma anche della consorte dello storico Michelangelo Schipa, che fornì pure un consistente supporto morale.

Né le difficoltà ebbero termine qui, poiché fu lungo e disseminato di ostacoli l’iter per l’erezione del campanile e per l’intitolazione all’Immacolata della piazza, fino a quel momento dedicata alla medaglia d’oro Luigi Caldieri, al centro della quale una statua della Vergine fu collocata su una delle colonne recuperate dalla demolizione della stazione ferroviaria di Napoli Centrale. Nel frattempo, la chiesa aveva accolto sculture della bottega napoletana di Antonio Lebro, dipinti di artisti, fra i quali padre Stefano Macario, e soprattutto una tela barocca della Madonna delle Grazie, cui fecero seguito l’organo della ditta Mascioni di Cuvio e le vetrate policrome dell’artista Del Frate. Il complesso conventuale fu dotato anche di un auditorium, oggi trasformato in teatro, che ospitò numerose manifestazioni della “Cattedra francescana”.

Fra’ Egidio non fu mai ordinato sacerdote, conseguendo soltanto l’ordinazione diaconale; ciò non gl’impedì di dispensare suggerimenti a quanti gli si rivolgevano, quasi come a un confessore. Egli si spense il 6 novembre 1988 e la Comunità francescana dell’Immacolata ha celebrato il venticinquesimo anniversario dell’evento con una conferenza di Giovanni Villone, Patrizia Picardi e Pasquale Franco, oltre che del Ministro provinciale dell’ordine, fra’ Edoardo Scognamiglio, e del parroco emerito, fra’ Oreste Casaburo, moderata dal parroco attuale, fra’ Leonardo Mollica, sul tema: “Un frate francescano nella raccolta di mattoni”. All’incontro ha fatto seguito la rappresentazione del testo teatrale di Gabriella Modugno, “Vita di fra’ Egidio”, a cura della “Compagnia di Antonino”. Nel frattempo, la Comunità francescana si prepara a celebrare il centenario della nascita di fra’ Egidio, che ricorrerà l’anno prossimo, nell’attesa dell’autorizzazione al trasferimento dei resti del religioso nella “sua” chiesa.

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