NEWS

I giorni di Jacques, di Curzia Ferrari   di Luigi Alviggi     Nel 1987 l’arcivescovo di Parigi, cardinale Lustiger, postula, con i frati salesiani,...
continua...
LA PRIMAVERA  E’ ALLE PORTE   di Luigi Rezzuti   Se qualcuno ci chiede “Quando inizia la primavera” siamo abituati a rispondere il 21 marzo, ma non...
continua...
Un uomo pigro   di Luigi Rezzuti   Sono stanco, tanto stanco, sono stanco di essere stanco, non amo passeggiare, non amo fare shopping, mi annoio...
continua...
GRETA THUNBERG, l’Eroina del 2019   di Mariacarla Rubinacci       Irriverente, sfidante dei leader del mondo, inermi nella loro incapacità di...
continua...
Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
continua...
Sotto le stelle della D’Ovidio Nicolardi   di Annamaria Riccio   A dicembre si è compiuta la manifestazione finale del progetto “Uniti sotto le...
continua...
LA CASA DI TOTO’ CADE A PEZZI   di Luigi Rezzuti   Scatta di nuovo l’allarme a Napoli: la casa in cui visse Totò sta cadendo a pezzi. L’allarme...
continua...
Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
continua...
La Posillipo di Virgilio   di Antonio La Gala     Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare...
continua...
Villa Regina al Vomero    di Antonio La Gala   Le residenze, che in età vicereale cominciarono ad insediarsi sulla collina vomerese, si...
continua...

QUELLO HA LA TESTA TRA LE NUVOLE

 

di Peppe Iannicelli

 

Quello ha la testa tra le nuvole! Si stigmatizza così una persona ritenuta poco attenta, scarsamente pratica, lenta al comprendonio.

Sentirsi dire di aver la testa tra cirri e nembi, dunque, non è certamente un complimento.

Ma siamo certi che gli “annuvolati” siano proprio così idioti? Navigando on line ho scoperto che si diffonde sempre di più la passione per il cloudspotting, la contemplazione delle nuvole.

E’ il vecchio gioco che facevamo da bambini in campagna o sulla spiaggia.

Ci sdraiavamo sull’erba o sulla sabbia e cercavamo di scorgere nelle nuvole le forme della nostra fantasia.

Le idee zampillavano copiose: draghi, castelli, veicoli, soldati e pescatori, montagne e deserti.

Il cielo era il nostro e non c’erano confini in orizzonti infiniti come, così ci appariva allora, la vita.

Da tempo ho perso l’abitudine di osservare le nuvole.

Il cielo, obnubilato dallo smog, è sempre fosco. Una cappa grigiastra nella quale è ben difficile scorgere alcunché.

Ma basta una giornata di vento fresco per cambiare la scena. Le nuvole ritornano in cielo cariche di pioggia o schermo prezioso contro la canicola.

Basta un prato, un pezzo di arenile, un balcone per ricominciare a giocare con loro. Certo, all’inizio la fantasia sarà un poco arrugginita e, invece degli orchi, scorgeremo tra le nuvole qualche antipatico collega di lavoro; ma ben presto il relax, indotto dalla contemplazione, libererà la nostra mente facendola librare verso il cielo.

In rete esistono guide per gli appassionati che spiegano la composizione delle nuvole, si organizzano raduni nelle stagioni e nei luoghi più nuvolosi, si svolgono concorsi per premiare coloro che avvistano le più immaginifiche.

Ma, sinceramente, tutto questo è poco importante. Le nuvole sono in cielo da sempre e per sempre vi resteranno. Tocca a noi sforzarci di alzare lo sguardo e cominciare a contemplare.

Non esiste passatempo più economico, ecologico e salutare.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen