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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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Calciomercato invernale 2016   di Luigi Rezzuti   Si è concluso, da appena un mese, il girone di andata del campionato italiano di calcio ed è subito...
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La  Famiglia   di Mariacarla Rubinacci    L’argomento del giorno: la famiglia. Intorno al tema ruotano affannosamente i diritti, i doveri, gli...
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XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa  Il riconoscimento a Massimo Gramellini     Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI...
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Miti napoletani di oggi.51 I MERCATINI RIONALI   di Sergio Zazzera   Mimmo Piscopo, Mercatino di Antignano Napoli è tutta un pullulare di...
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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
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Al Festival Ethnoi “La Banda della Ricetta” in concerto   di Claudia Bonasi   Si è appena chiuso “Ethnoi” - Festival delle culture del mondo e delle...
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BUON COMPLEANNO, TOTO’   di  Luigi Rezzuti   Antonio De Curtis, per tutti  Totò, il “principe della risata”, destinato a riempire i teatri e le sale...
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QUELLO HA LA TESTA TRA LE NUVOLE

 

di Peppe Iannicelli

 

Quello ha la testa tra le nuvole! Si stigmatizza così una persona ritenuta poco attenta, scarsamente pratica, lenta al comprendonio.

Sentirsi dire di aver la testa tra cirri e nembi, dunque, non è certamente un complimento.

Ma siamo certi che gli “annuvolati” siano proprio così idioti? Navigando on line ho scoperto che si diffonde sempre di più la passione per il cloudspotting, la contemplazione delle nuvole.

E’ il vecchio gioco che facevamo da bambini in campagna o sulla spiaggia.

Ci sdraiavamo sull’erba o sulla sabbia e cercavamo di scorgere nelle nuvole le forme della nostra fantasia.

Le idee zampillavano copiose: draghi, castelli, veicoli, soldati e pescatori, montagne e deserti.

Il cielo era il nostro e non c’erano confini in orizzonti infiniti come, così ci appariva allora, la vita.

Da tempo ho perso l’abitudine di osservare le nuvole.

Il cielo, obnubilato dallo smog, è sempre fosco. Una cappa grigiastra nella quale è ben difficile scorgere alcunché.

Ma basta una giornata di vento fresco per cambiare la scena. Le nuvole ritornano in cielo cariche di pioggia o schermo prezioso contro la canicola.

Basta un prato, un pezzo di arenile, un balcone per ricominciare a giocare con loro. Certo, all’inizio la fantasia sarà un poco arrugginita e, invece degli orchi, scorgeremo tra le nuvole qualche antipatico collega di lavoro; ma ben presto il relax, indotto dalla contemplazione, libererà la nostra mente facendola librare verso il cielo.

In rete esistono guide per gli appassionati che spiegano la composizione delle nuvole, si organizzano raduni nelle stagioni e nei luoghi più nuvolosi, si svolgono concorsi per premiare coloro che avvistano le più immaginifiche.

Ma, sinceramente, tutto questo è poco importante. Le nuvole sono in cielo da sempre e per sempre vi resteranno. Tocca a noi sforzarci di alzare lo sguardo e cominciare a contemplare.

Non esiste passatempo più economico, ecologico e salutare.

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