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AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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Sono partite le multe per gli ammutinati del Napoli   di Luigi Rezzuti   L’ammutinamento dei calciatori del Napoli ha fatto molto rumore sia in Italia...
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I HAVE A DREAM   di Sergio Zazzera   “I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di...
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Paolo Ricci: falce e pennello   di Antonio La Gala     Una figura di rilievo nel panorama culturale della Napoli del Novecento è stato Paolo Ricci...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Esilio II Stagione Mutaverso Teatro   Venerdì, 17 marzo, all’Auditorium del Centro Sociale di...
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Miti napoletani di oggi.44 Labirinto napoletano   di Sergio Zazzera   Il mito classico del labirinto è noto a tutti: l’assatanata Pasifae si lascia...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Revisionare Dante?      Sul filo dei nostri “Pensieri ad alta voce”,  questa volta è di scena Dante....
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LA GRANDE MAGIA

 

di Antonio Esposito

 

In scena al Bellini, la Compagnia di Luca De Filippo propone LA GRANDE MAGIA, pirandelliana opera di Eduardo, poco rappresentata, forse troppo all’avanguardia per i primi anni ’50.

L’opera    mette     a   nudo     l’ipocrisia   della società, che impone convenzioni e condizionamenti, e    la debolezza     dell’essere    umano,    poco   propenso  ad affrontare la realtà, alla quale preferisce sfuggire rifugiandosi nell’illusione, al fine di sopravvivere.

Ottima la regia di Luca, che si dimostra impareggiabile    protagonista. Lo spettacolo è fluido, avvincente e tutti gli attori  della    Compagnia  appaiono     perfettamente   all’altezza     nell’  arduo     compito   di rappresentare     una     commedia,  messa in scena  solo dallo   stesso Eduardo  e  da Giorgio Strehler nella metà degli anni 80, al Piccolo Teatro di Milano.

La trama   è   particolarmente   originale.   Il   fantomatico  professor Marvuglia,  esperto  di scienze occulte, interpretato da Luca De Filippo, durante   un esperimento di magia,  fa sparire Zaira    (Carolina Rosi), moglie di  Calogero Di Spelta (Massimo de Matteo), per consentirle di fuggire con il suo amante.

Il professor Marvuglia fa credere all’affranto marito che è egli stesso l’unico responsabile della sparizione  della moglie e che potrà ritrovare sua moglie solo se aprirà, con assoluta fiducia nella fedeltà della moglie, la scatola dove ella è rinchiusa. Se non avrà  fede, all’apertura della scatola la moglie sparirà per sempre.

Passano gli anni e Calogero sprofonda in una   surreale  e   apatica   realtà parallela e,  plagiato dal professor Marvuglia, preferisce credere di essere sospeso nel tempo e parte  di   un gioco di magia, restando  incurante ai  continui richiami alla realtà, che gli pervengono dalla famiglia, che agisce non per il suo bene ma per bassi ed egoistici fini.

Alla fine Zaira   ritorna   pentita   e   confessa  la sua   colpa  ma il marito si rifiuta di riconoscerla e preferisce rifugiarsi   nell’illusione   e   credere che sua moglie sia ancora rinchiusa nella scatola, fedele e  lontana dalle insidie degli altri uomini, piuttosto  che affrontare la realtà e le motivazioni che hanno  spinto sua moglie a lasciarlo.

Rappresentazione sublime. Un’occasione da non  perdere per rivedere un classico più che mai attuale.

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