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UNA DONNA VESTITA DI BIANCO

 

di Luigi Rezzuti

 

Era una bella serata di fine agosto, non eccessivamente calda. Si respirava una piacevole brezza marina.

Il cielo era ancora azzurro, anche se l’orologio in piazza segnava le venti.

La strada era illuminata a festa, già dal giorno prima, ed erano state installate diverse bancarelle per la vendita di torroncini, caramelle, noccioline, panini con porchetta e lattine di bibite fredde.

C’erano il venditore di zucchero filato, quello che esponeva quadri, artisti di strada e quant’altro.

Non mancavano i giochi, sia per ragazzi che per adulti, giostrine, altalene e bancarelle attrezzate per il tiro a bersaglio, con fucili e pistole ad aria compressa.

La gente, man mano, si era accalcata per la strada, alcuni si erano seduti su un muretto che divideva la strada dalla spiaggia perché, più tardi, verso le ventuno e trenta, sarebbe passata una processione di fedeli, guidata dal parroco della chiesa e preceduta dalla banda musicale del paese.

Il tutto in onore della Madonna.

Passeggiavo, guardavo incuriosito quello che, ormai, nelle grosse città metropolitane è andato in disuso.

Sono eventi, invece, che ancora oggi hanno luogo nei piccoli centri, nei paesini dove il parroco, con la partecipazione della giunta comunale, organizza queste feste, alle quali partecipano tutti gli abitanti del paese ed i turisti.

Continuando a passeggiare, fui colpito nel vedere, dinanzi al portone di un vecchio palazzo, una giovane donna, dai capelli castani e dagli occhi azzurro-mare, seduta su una poltroncina di vimini, che attendeva il passaggio della processione. La guardai, il suo viso si illuminò di un dolcissimo sorriso.

Indossava un vestito bianco, finemente ricamato a mano. Sembrava una figura di altri tempi, una figura mistica, l’immagine della Madonna.

Da lontano iniziai a sentire la musica della banda municipale che, mano mano, si avvicinava insieme al parroco e ai fedeli in processione.

Posta su un baldacchino, portato a spalle da sei uomini, c’era la statua della Madonna. Il parroco intonava inni ecclesiastici che i fedeli cantavano portando in mano una candela accesa.

Era un’esperienza unica e commovente vedere tanta gente cantare e pregare con fede.

Verso le ventiquattro, iniziò lo spettacolo pirotecnico. Il fuochista era sulla spiaggia e sparava fuochi d’artificio in un cielo, ormai scuro per la tarda ora,.

Il fantastico spettacolo terminò con una serie finale di botti dagli scogli.

Camminai ancora per le strade in festa, la gente iniziava a ritornare a casa, cosa che feci anch’io.

Il giorno dopo, recandomi alla spiaggia, passai davanti al palazzo dove la sera prima era seduta quella bellissima donna vestita di bianco. Il palazzo era chiuso per lutto. La donna era morta durante la notte.

L'immagine di quella giovane, bellissima donna, dagli occhi azzurro mare, vestita con un abito tutto ricamato a mano e dal volto angelico, chissà perché, è ancora tutt’oggi viva nella mia memoria.

 

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